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Dopo il cambio di rotta metà flotta è ibrida

La politica di Alfa Laval

di Federico Cociancich


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La sede principale di Alfa Laval Italia a Monza

2' di lettura

Alfa Laval SpA è una multinazionale svedese che produce scambiatori di calore, separatori centrifughi e valvole che trovano applicazione in diversi campi di business. Mauro Rodella è Site Services Manager di Alfa Laval per la zona Adriatica e ci racconta la roadmap che ha portato l’azienda a introdurre veicoli a basso impatto ambientale nella propria flotta. «Abbiamo 11 sedi, di cui sette concentrate nel Nord Italia e una flotta aziendale di circa 130 auto. Fino al 2015 abbiamo avuto una flotta tradizionale 100% diesel, poi abbiamo attuato un cambio di direzione, grazie alla lungimiranza del nostro amministratore delegato. Al tempo l’head quarter internazionale divulgò una serie di raccomandazioni sulla riduzione di emissioni, il nostro amministratore delegato ci chiese di inserire tra le opzioni di scelta della car policy i primi modelli ibridi: dopo un anno solo un dipendente aveva optato per questo tipo di vettura. Ma l’azienda scelse di andare avanti con il piano. Ci chiese di introdurre altri modelli e “raccomandò fortemente” a tutta la forza commerciale l’utilizzo dei nuovi mezzi. Tutti i colleghi della sales company adottarono quindi auto ibride, manifestando comunque un certo dissenso: erano abituati a berline diesel di un certo prestigio, e le auto ibride avevano un appeal oggettivamente inferiore».

«Inizialmente anche io ero piuttosto scettico – prosegue Rodella – feci un’analisi sui costi e benefeci, che dimostrava come, allora, l’adozione di veicoli ibridi fosse economicamente sconveniente, principalmente per il maggior costo della benzina rispetto al gasolio. L’azienda però era cosciente del fatto che i pionieri devono a volte sostenere il prezzo dell’innovazione, aggiungendo che a volte bisogna indicare la strada ad altri, a costo di decisioni impopolari».

Oggi la flotta dell’azienda è per oltre il 50% ibrida (con 13 modelli), i costi di noleggio sono diminuiti e, grazie alle performance dei nuovi motori, anche quello del carburante. Rodella spiega infine che per quanto riguarda i veicoli 100% elettrici bisogna aspettare: «Abbiamo fatto dei test per introdurre auto elettriche nella nostra flotta, per noi è necessario che possano coprire la distanza tra gli stabilimenti di Monza e Vicenza, che distano 200 km. L’auto testata (una BMW i3) non ha superato la prova, ma siamo consci che l’evoluzione in questo campo è rapidissima e riproveremo il prossimo anno».

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