Italian sounding

Dopo il caso Prosek il governo pensa alla task force per la difesa delle Dop

Il ministero dell’Agricoltura ha aperto un tavolo per sostenere i produttori italiano di Prosecco nel ricorso contro la Commissione Ue

di Micaela Cappellini

(Kirill Gorlov - stock.adobe.com)

2' di lettura

«Il Prosecco è una Dop italiana e non possiamo accettare che venga messa a rischio da una piccola produzione in un altro paese». Con queste parole il ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, si è schierato a sostegno del made in Italy contro il primo sì che la Commissione Ue ha concesso all’iter di registrazione in Europa del Prosek, il vino tradizionale croato. Uno smacco per la produzione italiana di Prosecco: il quasi-omonimo croato rischia infatti di confondere i consumatori dei mercati extra-Ue, con buona pace del ricco business delle bollicine venete da esportazione.

Da quando Bruxelles ha deciso di accettare la domanda di registrazione da parte di Zagabria, l’Italia ha 60 giorni di tempo per presentare le sue obiezioni. «L’eventuale autorizzazione all’uso del Prosek croato sarebbe una istituzionalizzazione dell’Italian sounding», ha detto Patuanelli. Come prima mossa, il ministro ha annunciato che sta lavorando «a un tavolo tecnico per dare le risposte in modo giusto, motivandole in modo concreto». Del tavolo fa parte anche il sottosegretario all’Agricoltura, Gian Marco Centinaio: «Non solo il Prosecco, ma anche altre eccellenze simbolo del nostro agroalimentare Made in Italy sono vittima in questo momento di tentativi di scippo da parte di altri Paesi. Un altro caso vede come oggetto del contendere l’aceto balsamico, che la Slovenia vorrebbe trasformare in uno standard di prodotto, come ha ricordato oggi il Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena Igp. Davanti a questi continui attacchi propongo al ministro Patuanelli che, accanto al tavolo tecnico sul Prosek, si possa costituire al più presto una task force permanente presso il Mipaaf che si occupi della difesa di tutte le nostre denominazioni».

Loading...

«Apprezziamo le parole del ministro Patuanelli sulla vicenda Prosek - ha commentato il coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza cooperative, Agroalimentari Luca Rigotti - l'istituzionalizzazione dell'Italian sounding è la definizione perfetta di ciò che la Commissione ha dichiarato di voler accettare e sostenere. In futuro analogo atteggiamento potrà essere assunto nei confronti del French sounding o dello Spanish sounding. Sorprende, inoltre, che la Commissione Ue usi due pesi e due misure a seconda del momento: da una parte le condizioni e i requisiti per la produzione di vini Dop e Igt diventano sempre più stringenti e richiedono un legame sempre più forte con il territorio. Dall'altra parte si ammette la possibilità di creare dei casi di omonimia a dir poco imbarazzanti».

«Al Prosecco va evitata un'altra beffa come quella che portò al ritiro della denominazione Tocai, anche quella volta per una decisione dell'Unione europea che penalizzò il vitigno veneto-friulano», ha ricordato il senatore Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura a Palazzo Madama. E anche i sindacati si sono schierati dalla parte dellle associazioni agricole: «Anche la Uila farà sentire forte la sua voce - ha detto il segretario generale della Uila-Uil, Stefano Mantegazza - siamo preoccupati per le ricadute occupazionali che si potrebbero verificare se i consumatori di tutto il mondo dovessero cadere in errore circa la natura, la qualità e la vera origine del prodotto».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti