Salute

Dopo il Covid arriva il software taglia code nella sanità: Doctolib investe 250 milioni in Italia

La Tech Company italo-francese approda in Italia con un nuovo Tech Center da realizzare a Milano: aiuterà medici e pazienti a ridurre le liste di attesa per visite ed esami medici. Un problema diventato cronico con la pandemia

di Barbara Gobbi

(Ansa)

4' di lettura

Ore di attesa per parlare con il medico di famiglia per ottenere una ricetta, magari di quelle ripetibili per una terapia nota. O giorni passati alla ricerca di uno specialista, con il solo supporto del passaparola degli amici. E poi, settimane ma anche mesi per essere ricevuti. Le magagne del Servizio sanitario nazionale, preziosissimo e unico al mondo per l'universalità di accesso alle cure, hanno un nome ben preciso per i cittadini: si chiamano liste d'attesa, nel pubblico ma spesso anche nel privato, e lungaggini amministrative. E se le prime colpiscono essenzialmente gli utenti del Ssn, le seconde impattano in prima battuta sui professionisti sanitari che alle procedure burocratiche e “di studio” devolvono massicce quote del proprio tempo. Sottraendole inevitabilmente agli assistiti.

Doctolib, la Tech Company italo-francese approda in Italia

La pandemia che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle ha decisamente accresciuto queste difficoltà, che nella vita quotidiana incidono pesantemente sul diritto alla cura. Ma ha anche - finalmente - messo in luce la necessità di un deciso cambio di passo: tanto che il Piano nazionale di ripresa e resilienza investe al capitolo Sanità nell'informatizzazione spinta, con il potenziamento della telemedicina e del fascicolo sanitario elettronico che a regime dovrebbe contenere tutti i dati del paziente.

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Una prospettiva a cui si candidano a dare un contributo anche i privati. «Negli ultimi anni, Doctolib ha supportato centinaia di migliaia di studi medici e ospedali francesi e tedeschi e ha migliorato l'assistenza sanitaria per oltre 60 milioni di persone. Ora ci sarà l'opportunità di fare lo stesso in Italia, al fianco dei medici e in stretta collaborazione con il settore pubblico». A parlare è Stanislas Niox-Chateau, co-fondatore e Ceo di Doctolib, la Tech Company italo-francese che approda in Italia - 250milioni di investimento e un nuovo Tech Center da realizzare a Milano - nell'intento di «aiutare i medici a migliorare la propria vita lavorativa e i pazienti a gestire meglio la propria salute».

Un aiuto a pazienti e medici per risparmiare tempo

Come spiega Nicola Brandolese, nuovo Ceo di Doctolib Italia, 25 anni di esperienza nel settore digitale, già parte del team fondatore di Sky Italia e già alla guida della crescita digital del Gruppo Luxottica. Fondata nel 2013 in Francia, Doctolib è leader in Europa nella sanità digitale: con la sua software suite si propone di migliorare l'accesso all'assistenza e quindi la salute dei pazienti e di aiutare i medici a risparmiare tempo, ottimizzare la propria presenza online e migliorare la gestione degli assistiti. A questi ultimi permette di trovare informazioni su medici e specialisti, di prendere appuntamenti online 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, di inviare richieste e documenti direttamente dal proprio account. «In Francia e Germania la nostra esperienza è vasta e consolidata: serviamo 60 milioni di persone e aiutiamo oltre 300mila professionisti della sanità – spiega Brandolese -. Durante la pandemia abbiamo dato un supporto decisivo nella campagna vaccinale arrivando a gestire 70 milioni di appuntamenti nei due Paesi e garantendo 7 milioni di connessioni in pochi minuti dopo l'annuncio del presidente Macron sull'obbligatorietà del Pass in Francia».

Oggi la società debutta da noi dopo aver analizzato a fondo il “caso Italia”: «Abbiamo studiato a lungo per capire quale fosse la realtà più interessante in un'ottica di potenziale miglioramento e l'Italia è risultata tra i Paesi più indietro rispetto alla facilità di accesso alle cure e per modalità di lavoro dei professionisti sanitari».

I medici italiani impiegano 3-4 ore al giorno in task amministrativi

« Nell'ultimo anno sono migliaia le interviste realizzate con dottori e pazienti per andare a definire esigenze e specificità e intanto 150 medici hanno testato il servizio come “pionieri”, aiutandoci a capire come facilitare il lavoro quotidiano», prosegue Brandolese. Per favorire lo sviluppo ulteriore di servizi nel nostro contesto, Doctolib ha acquisito la società Dottori.it, in Italia dal 2013. La carta d'identità che intanto restituisce l'analisi di mercato condotta da Doctolib mostra ampi margini di miglioramento, confermando difficoltà già note: tra i medici di medicina generale, quasi la metà (il 45%) non dispone di segreteria o nel 23% dei casi ha una segreteria solo part time. Ancora: prima della pandemia il 27% lavorava senza appuntamento con picchi del 50% al Sud e ben il 52% dei medici di famiglia usa ancora carta e penna per organizzare lo studio. La conseguenza è una stima di 3-4 ore dedicate a task amministrativi al di fuori dell'orario di ambulatorio, a fronte di 25-30 chiamate di pazienti al giorno e di almeno 50 richieste che arrivano attraverso altri canali. Idem per i dentisti: la metà usa carta e penna mentre l'altro 50% utilizza software gestionali. E gli specialisti? Solo l'1% delle visite in ospedale è prenotato on line e in media un professionista offre le sue prestazioni in più di due diversi luoghi di lavoro per compensare lo sbilanciamento tra domanda e offerta di cura.Dati che parlano chiaro. E che si tratti di pubblico o di privato, o di una sinergia tra i due, la semplificazione e la digitalizzazione sono la doppia via maestra da seguire.


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