Interventi

Dopo il Covid19, il mondo dei trasporti non potrà tornare a essere quello di prima

ART, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti,dovrà prendere decisioni importanti e ripensare il trasporto pubblico locale, che giocoforza dovrà essere organizzato in modo diverso

di Alfredo De Girolamo

(IMAGOECONOMICA)

4' di lettura

Si chiama ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti), forse la meno nota della Autorità indipendenti di regolazione dei mercati operanti in Italia, rispetto ad Antitrust, Consob e Arera. In realtà è una Autorità molto importante che regola una vasta gamma di attività economiche: aeroporti, porti, interporti, autostrade, treni, autobus, taxi, autostazioni. Regola sia i prezzi di accesso alle infrastrutture (diritti aeroportuali, pedaggi autostradali) che il prezzo di accesso ai servizi (bus, tram e taxi).

Con la sua relazione annuale al Parlamento, riferita al 2019, il Presidente della ART, Andrea Camanzi, chiude il ciclo di 7 anni dalla istituzione della Autorità e della prima consiliatura, in vista del prossimo rinnovo.

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La relazione di quest'anno non poteva quindi che essere una rassegna delle attività di regolazione e monitoraggio svolte negli anni passati, con riferimenti specifici anche agli interventi relativi all'emergenza Covid19. Una lettura interessante, quindi, che descrive la progressiva espansione dei provvedimenti di regolazione economica di ART in settori strategici per l'economia e la vita quotidiana dei cittadini e delle imprese. Fino al suo avvento i prezzi di accesso ad infrastrutture e servizi erano definiti direttamente dai concedenti (stato, regioni, province e comuni), con scarsa attenzione a qualità, investimenti e prezzi, e maggiormente orientati allo sviluppo delle infrastrutture e a logiche politiche elettorali o di sostegno alle privatizzazioni.

Senza troppo farsi vedere in pubblico l'Autorità dei Trasporti ha iniziato con molta gradualità a introdurre i concetti base della regolazione (trasparenza, omogeneità, economia di scala, efficienza, remunerazione del capitale, diritti dei consumatori, incentivi agli investimenti).

Uno sviluppo graduale, sottotraccia, culminato, dopo il crollo del ponte di Genova, con un intervento più efficace sulle concessioni autostradali, inizialmente escluse dal campo di attività di ART, per precisa scelta politica, sette anni fa. In questi anni ART ha definito delibere di regolazione importanti in tutti i settori, sulla base delle normative europee e nazionali: gli schemi di contratti di concessione autostradale, la definizione di metodologie comuni di calcolo dei diritti aeroportuali, i criteri per gli ambiti ottimali dei servizi trasporto pubblico locale(tpl), su ferrovia e gomma, i criteri di qualità minima dei servizi, i criteri di apertura del mercato ferroviario, la regolazione delle tariffe dei taxi.

Al tempo stesso ART ha svolto una attività di monitoraggio sui provvedimenti adottati per l'assegnazione dei servizi. Per quanto riguarda il tpl per esempio le Regioni sono tenute a consultare ART quando definiscono per legge i bacini ottimali, prima di affidarsi in gara, per verificare l'esistenza di economie di scala, ma anche per evitare bacini troppo grandi, con conseguente riduzione della concorrenza.

E' successo proprio in questi mesi, in cui ART ha contestato alla Regione Molise la definizione di un lotto unico regionale, considerato provvedimento restrittivo della concorrenza.Il Rapporto nella sua seconda parte, riporta una voluminosa quantità di dati tecnici ed economici su tutte le varie modalità di trasporto. Una lettura molto utile per capire cosa sta accadendo nel mondo dei trasporti in questi ultimi anni.

E allora leggendo scopriamo alcune cose. Che il traffico passeggeri in aereo in Italia è aumentato nei suoi 45 aeroporti, +4 % nel 2019 rispetto al 2018 (quasi 200 milioni di passeggeri), mentre cala il traffico merci. Abbiamo meno km di ferrovie ed autostrade per abitante rispetto ai paesi europei simili al nostro (Francia, Germania Spagna), ma li usiamo di più, con un maggior tasso di congestione.

L'utilizzo di queste modalità di trasporto è in crescita, mentre cresce poco lo sviluppo delle infrastrutture. In Italia abbiamo 1,8 km di autostrade per 10.000 vetture immatricolate, la Francia ne ha 3,6, la Germania 2,8, la Spagna 6,8. Un dato solo in parte spiegabile con le diverse densità abitative. In Italia abbiamo 3,06 km di ferrovie per 10.000 abitanti, la Francia ne ha 4,73, la Germania 4,35, la Spagna 3,29. Per quanto riguarda il tpl scopriamo che nel 2019 gli spostamenti casa lavoro e casa scuola nel 2018 sono ancora prevalentemente effettuati con l'auto (57%). La quota di spostamenti via bus è pari al 10% cui aggiungere l'11% degli spostamenti in treno. Piedi e bicicletta sono usati dal 19% della popolazione, in moto ci va il 3%.

Nel complesso gli spostamenti con vettori sostenibili nel 2018 (piedi, bici, mezzi del tpl) sono pari al 37,1 % degli spostamenti, purtroppo in calo rispetto al 2017 (37,9). Dato che probabilmente verrà aggravato nel 2020 a causa del Covid19.

Il nuovo vertice di ART, quindi, sarà chiamato ad affrontare aspetti importanti: i problemi delle concessioni autostradali, le gare nel tpl, l'apertura del mercato ferroviario, la sfida dei servizi digitali e delle piattaforme (Uber, Flixbus), e soprattutto gli effetti della pandemia sul settore.

Non è pensabile infatti che dopo il Covid19, il mondo dei trasporti torni ad essere quello di prima. ART dovrà prendere decisioni importanti e ripensare il trasporto pubblico locale, che giocoforza dovrà essere organizzato in modo diverso.

@degirolamoa

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