elezioni regionali il 24 marzo

Dopo il crollo in Sardegna, strada in salita per M5S anche in Basilicata

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


Regionali in Basilicata, come si vota e gli errori da evitare

3' di lettura

Dopo il brutto risultato in Abruzzo e la debacle in Sardegna, ora per il movimento 5 stelle lo spauracchio si chiama Basilicata. Il 24 marzo saranno chiamati al voto quasi 600mila elettori per rinnovare presidente e consiglio regionale. I 5 stelle alle politiche 2018 avevano superato in regione il 44%, staccando il centrodestra (25,4%) e il centrosinistra (19,5% Pd e alleati; 6,4% Leu, - presentati separatamente). Ma le amministrative sono storia a sé: a fine 2013 il centrosinistra (senza Sel, al 5%) aveva preso quasi il 60%, contro il 19,4% del centrodestra e il 13,2% del M5S.

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Per i grillini il 10% è la nuova linea del Piave
Dopo le aspettative deluse in Abruzzo (sotto il 20%) e la debacle in Sardegna (sotto il 10%) per il Movimento 5 Stelle la Basilicata rischia di trasformarsi in un nuovo bagno di sangue. I sondaggi, che davano fino a qualche settimana fa i Cinquestelle in vantaggio, hanno cambiato di segno, con il centrodestra in vantaggio di 4 punti rispetto al centrosinistra. E il M5s al terzo posto intorno al 20-22%. L’obiettivo minimo per Di Maio e compagni è quello di non andare sotto il 10%.

Nel M5S vince le regionarie a sorpresa Antonio Mattia
Le sorti del Movimento sono in mano a Antonio Mattia, 47 anni di Potenza, laurea in giurisprudenza, imprenditore titolare di una ludoteca e gestore di ristoranti all’estero nel periodo estivo. L’8 agosto ha vinto a sorpresa le regionarie con 332 voti. I favoriti erano i due consiglieri regionali M5s Giovanni Perrino (secondo con 317 voti) e Gianni Leggieri (terzo con 255 voti). Mattia ha vinto anche grazie alla sponsorizzazione e al sostegno dell’europarlamentare Piernicola Pedicini, ricercatore universitario, uno dei fondatori di uno dei MeetUp M5S di Rionero in Vulture, nonché candidato alle elezioni europee nella circoscrizione Italia meridionale.

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Confronto impari tra le liste
Per i 5 stelle la strada (anche) in Basilicata è tutta in salita, dopo che sia centrodestra che centrosinistra si sono ricompattati attorno ad un unico candidato presidente. Potendo mettere sul campo centinaia di candidati consiglieri regionali contro gli appena 20 presenti nella lista singola del M5S.

Centrosinistra in campo con il farmacista Trerotola
Il farmacista potentino Carlo Trerotola è il candidato sindaco del centrosinistra, scelto in extremis dopo il passo indietro di Marcello Pittella. Trerotola, considerato molto vicino allo stesso Pittella, è sostenuto da otto liste: Comunità democratiche-Pd, Progressisti per la Basilicata (lista sostenuta dalla sinistra fuori dal Pd), Basilicataprima Riscatto, Psi, Lista del Presidente Trerotola, Avanti Basilicata, Verdi, Ppa-Popolo partite Iva.

Pittella corre come capolista in una civica
La lista della coalizione di centrosinistra Avanti Basilicata vede come capolista lo stesse Pittella. E Già nelle scorse settimane c'era stato un forte pressing del centrosinistra lucano su Pittella – indagato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Matera sulla sanità lucana e dimessosi lo scorso 24 gennaio – perché facesse un passo indietro. Anche perché Leu (che alle politiche 2018 aveva preso in regione oltre il 6%) non ne voleva sapere del governatore uscente. Il pressing è poi aumentato dopo che il centrodestra unito (Fi-Lega-FdI) il 18 febbraio ha ufficializzato il candidato governatore: il generale (in pensione) della Guardia di Finanza Vito Bardi, in quota Forza Italia. Un centrosinistra diviso avrebbe rischiato di finire terzo, anche dietro ai 5 stelle.

Centrodestra sull’ex generale Bardi
Il centrodestra si è ricompattato sul generale (in pensione) della Guardia di Finanza Vito Bardi. Lo sostengono cinque liste, oltre Fi: Fratelli d'Italia, Lega, Bardi Presidente-Basilicata positiva, Idea-Un'Altra Basilicata). Al nome di Bardi il centrodestra è arrivato dopo mesi di fibrillazione. Secondo gli accordi “romani”, il candidato governatore doveva sceglierlo Forza Italia in Basilicata, così come in Piemonte. Il nome di Bardi (in quota Forza Italia, appunto) in prima battuta è stato bocciato dalla Lega. Sono circolati perciò altri nomi: dal patron del Potenza calcio Salvatore Caiata (eletto tra le fila del M5S ma espulso a seguito di una indagine per riciclaggio e finito nel gruppo Misto), all'ex dg dell'ospedale San Carlo Michele Cannizzaro.

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Il braccio di ferro nel centrodestra
Nomi respinti al mittente però da Salvini. Alla fine era circolata anche l'ipotesi di un Carroccio (in costante crescita di consensi in Basilicata: è accreditato oltre il 20%) al contrattacco con la discesa in campo del 44enne senatore leghista lucano Pasquale Pepe, sindaco di Tolve molto popolare. Ma poi il braccio di ferro si è concluso con una vittoria di Berlusconi, che è riuscito a far digerire a Salvini il nome di Bardi.

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