DOPO LA FED

Dopo la Fed è corsa al taglio dei tassi e i bond volano

Tagliano i tassi le banche centrali di India, Nuova Zelanda e Thailandia. Nuovi minimi storici per i tassi Bund dopo i dati deludenti sulla produzione industriale in Germania

di Andrea Franceschi


I 3 motivi per cui la Fed ha deluso i mercati (e Trump)

2' di lettura

La prospettiva di un rallentamento dell’economia mondiale, l’incertezza alimentata dal rischio guerra commerciale, ma anche la generale tendenza delle maggiori banche centrali a tagliare i tassi per controbilanciare questa tendenza hanno alimentato una svolta in senso espansivo delle politiche monetarie in tutto il mondo. Si è parlato soprattutto di Fed e Bce in questi mesi ma in realtà la tendenza appare generalizzata a livello globale. Oggi in particolare tra banche centrali (quelle di India, Nuova Zelanda e Thailandia) hanno tagliato il costo del denaro oltre le attese contribuendo a carburare il rally dei mercati obbligazionari.

La nuova tornata di tagli al costo del denaro ha dato nuovo vigore al mercato obbligazionario già reduce da forti acquisti nei giorni di forte volatilità sulla scia della guerra dei dazi. Si registrano cali marcati dei tassi dei titoli di Stato. Sia nell’Eurozona sia nel resto del mondo.

I rendimenti del Bund tedesco a 10 anni, che è il punto di riferimento del mercato obbligazionario continentale, continua ad aggiornare nuovi minimi storici ed è a un passo da toccare quota -0,60 per cento. Si registra un calo dei tassi di interesse anche nel caso di debitori più rischiosi come l’Italia con il tasso dei BTp che viaggia sotto quota 1,45 per cento mentre lo spread tra i due Paesi resta relativamente stabile oltre quota 200 punti.

Cos’è lo spread e perché ci fa paura?

Il rally dei titoli di Stato in tutto il mondo è un trend di mercato in atto da diversi mesi innescato dalla svolta espansiva delle maggiori banche centrali. Fino a novembre dello scorso anno sia la Fed sia la Bce erano orientate a”normalizzare” la loro politica monetaria dopo anni di stimoli ma hanno dovuto mettere in atto un brusco cambio di rotta da quando gli indicatori macroeconomici hanno iniziato a peggiorare.

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