Sostenibilità

Dopo la «guerra» al Tap, la Puglia ora apre alle energie alternative

Dal parco eolico marino in costruzione a Taranto alla valutazione di quello proposto nel Salento: tutte le novità di uno scenario in evoluzione

di Domenico Palmiotti

Energia, esperto: "Subito risparmio consumi e poi rinnovabili"

4' di lettura

Avanza al largo di Taranto la costruzione del primo parco eolico off shore del Mediterraneo. Installata la prima turbina il 6 febbraio scorso, adesso si è alla quarta sulle dieci complessive e le previsioni indicano il completamento dell'infrastruttura nelle prossime settimane per poi allacciarla subito alla rete. L'investimento (Beleolico) da 80 milioni fa capo alla società Renexia del gruppo Toto.

Produrrà energia green per 60 mila Mwh, pari al fabbisogno annuo di 60 mila persone. Inoltre, nell'arco dei 25 anni di vita prevista, l'impianto consentirà un risparmio di circa 730mila tonnellate di Co2. Ma da quel 6 febbraio scorso, a causa dell'aggravarsi dello scenario internazionale, del conflitto russo-ucraino e dell'impennata del prezzo del gas, la Puglia è in movimento. Nuove possibilità di approvvigionamento energetico vengono ora considerate con più attenzione e non bloccate, a priori, da una valanga di no come magari sarebbe potuto accadere qualche tempo fa.

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Il monito della vicenda del gasdotto

Sicuramente la vicenda del gasdotto Tap, che arrivando da Grecia e Albania approda lungo la costa del Salento dopo aver attraversato l'Adriatico, ha insegnato più di qualcosa. Osteggiato duramente per anni in tutti i modi, anche violenti, il gasdotto non solo è realtà (più di 8 miliardi di metri cubi di gas affluiti in Italia nel 2021), non solo non ha devastato l'ambiente - come gridavano gli oppositori, sia “No Tap” che diversi pubblici amministratori -, ma si è rivelato quanto mai prezioso sul piano della diversificazione delle fonti di fornitura. Tant'è che la procedura di market test, per portare da 10 a 20 miliardi la capacità di gas trasportata, dovrebbe chiudersi a luglio prossimo, con largo anticipo sui tempi iniziali.

Emiliano: confronto con Odra Energia

Ma qualcosa si muove anche per altri progetti come il parco eolico marino proposto da Odra Energia, società paritetica tra Falck Renewables e BlueFLoat Energy, al largo della costa adriatica del Salento. Un parco galleggiante, senza fondazioni fisse al contrario di Beleolico a Taranto. L'opposizione verso il parco di Odra Energia resta ancora forte, malgrado la società si sia posta all'ascolto delle comunità locali interessate e modificato il progetto iniziale ampliando la distanza delle torri dalla costa per minimizzarne l'impatto visivo. Tuttavia, incontrando i sindaci salentini, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha aperto alla trattativa con la società.

«Nonostante la Regione non abbia alcun ruolo decisionale e amministrativo - ha detto il governatore pugliese -, mi farò carico di incontrare l'azienda che propone il parco eolico per verificare se sia possibile mitigare l'impatto ambientale o, addirittura, evitare di realizzare il parco in quello specchio di acqua».

«Fermo restando che in questo momento storico di ridisegno del piano energetico dell'Unione europea, Governo, Ue e gli alleati Nato ci stanno chiedendo un forte impegno per produrre energia alternativa al gas russo» ha aggiunto Emiliano. E pur richiamando la tutela ambientale e paesaggistica, Cristian Casili, salentino e vice presidente per l'M5S del Consiglio regionale pugliese (partito che a suo tempo avversò Tap), ha commentato: «È evidente che non possiamo sottrarci tout court all'installazione di parchi eolici offshore se vogliamo essere autosufficienti».

Come è stato variato il progetto off shore

Ricollocato, rispetto alla costa, ad una distanza minima di 12,8 km e massima di 24 km, l'impianto, con 90 torri, con una distanza tra loro di 1,7 km, avrà una capacità massima di 1,344 MW (circa 1,3 GW) con una produzione di energia pari all'atteso consumo di un milione di utenze domestiche. Saranno prodotte anche 90mila tonnellate di idrogeno verde. Con un investimento di 4 miliardi di euro, la società annuncia 1.500 occupati per fabbricazione, assemblaggio e montaggio del parco, 4.000 “nei periodi di massima necessità” e 150 fissi per la manutenzione dopo l'entrata in esercizio. La società ha già chiesto, intanto, la concessione demaniale marittima per 23,188 milioni di mq. Falck Renewables e Bluefloat Energy sono n pista anche con un secondo progetto di parco eolico galleggiante: Kailia Energia. Sorgerà di fronte a Brindisi con capacità massima di 1,2 GW.

I rigassificatori off shore al largo dei porti

Ci sono poi le prime aperture delle Autorità portuali pugliesi verso i rigassificatori offshore. Ascoltati in Regione Puglia, Ugo Patroni Griffi (Authority del Mar Adriatico Meridionale, Bari-Brindisi) e Sergio Prete (Authority del Mar Ionio, Taranto) hanno escluso grossi problemi. Secondo Patroni Griffi, “tutti i porti potrebbero essere candidati perché si tratterebbe di una condotta da collegare al metanodotto. Meno plausibili sarebbero invece gli impianti on shore”. Mentre Prete ha rilevato che “sul Gnl c'è un forte interesse a dotarsi da parte di molti porti e si sta già lavorando perché esistono già navi alimentate con gas”. “Si sta verificando la fattibilità di iniziare con piccoli impianti retroportuali” ha osservato ancora Prete. Per il presidente della commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati, che ha ascoltato i due presidenti di Authority, in Puglia “è possibile realizzare impianti offshore che per capacità risultano equivalenti a quelli nelle aree portuali, allo stato già occupate da altri programmi come le Zone franche doganali”.

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