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Dopo le imprese Trump studia un nuovo taglio alle tasse per la classe media

Finito l’effetto spinta della riduzione delle imposte corporate, il presidente accelera per presentare un suo nuovo piano di tagli fiscali nell'anno delle elezioni e intercettare i voti della classe media

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Settimana mercati: occhi su Usa-Cina e previsione Ue

4' di lettura

«Usa rocks! Enjoy», gli Stati Uniti spaccano! Godetevela. Donald Trump sceglie due slogan a effetto su Twitter per commentare i buoni dati congiunturali e i record di Wall Street.

I buoni dati sul lavoro
Gli Stati Uniti a ottobre hanno aggiunto 128mila nuovi posti di lavoro, oltre le stime ferme a 75mila. La disoccupazione è salita dal 3,5% al 3,6%, in linea con le attese, sempre vicina ai livelli minimi da cinquant'anni. Non solo. Per il secondo mese consecutivo il salario orario medio è aumentato del 3% rispetto a un anno fa.

Stime al rialzo sui nuovi posti
Il governo ha rivisto al rialzo i dati del lavoro di agosto e settembre, ritoccando le stime precedenti con 95mila posti in più. Per questo motivo, nonostante la frenata nel manifatturiero, con il settore automobilistico che nel periodo ha perso 42mila posti di lavoro, a causa dello sciopero dei lavoratori di Gm, il presidente americano scrive che i nuovi posti di lavoro creati in ottobre in realtà, senza scioperi e con i dati rivisti, sarebbero stati 303mila.

Pesano le incertezze commerciali
Al di là degli entusiasmi elettorali di Trump, l’economia americana sembra ancora registrare il peso delle tensioni per le guerre commerciali con Cina, Europa e gli altri partner commerciali. Tensioni che creano incertezza nella produzione manifatturiera. L’industria Usa ritarda gli acquisti e gli investimenti in attesa di capire se verrà confermata la “fase uno” della pace con la Cina – venerdì da Pechino sono arrivati di nuovo, per la seconda volta, conferme di progressi incoraggianti sul documento ancora da firmare – se ci saranno nuovi dazi sulle importazioni e quali paesi verranno presi di mira.

Frenata della produzione
L'indice Ism, che misura le indicazioni dei direttori degli acquisti delle aziende manifatturiere, a ottobre è salito a 48,3 punti, meglio del brutto dato di settembre di 47,8, il peggiore da dieci anni, dai tempi della crisi subprime.

Il dato Ism sotto la soglia di 50 punti, in ogni caso, segnala ancora una contrazione della produzione. A ottobre i nuovi ordini, la produzione e le assunzioni nel manifatturiero Usa segnano una contrazione, mentre aumentano le esportazioni dopo lo stop di settembre. Su 18 settori industriali, ben 12 hanno fatto registrare una frenata: ai primi posti metalli, abbigliamento e tessile. Nonostante il rallentamento del manifatturiero, l’economia americana continua a crescere soprattutto grazie ai servizi, che a ottobre hanno aggiunto 157mila posti, e ai consumi privati.

Wall Street ancora record
Tanto è bastato, tra dati e notizie cinesi, per spingere di nuovo sui record venerdì gli indici a Wall Street: l’S&P 500, per la terza volta questa settimana ha ritoccato i record intraday. Il Dow Jones è ai massimi da fine luglio. Supera il record anche il Nasdaq, sulla scia dell’acquisizione da 2,1 miliardi di Google su Fitbit (+47% di rialzo in due giorni il titolo Fitbit) e per Apple che, dopo i nuovi AirPod presentati martedì, i buoni conti trimestrali di mercoledì, ha fatto partire il suo servizio di streaming video a pagamento a 4,99 dollari, con le azioni che prendono il volo, concludendo la nona settimana positiva di contrattazioni: i titoli Apple dal primo gennaio hanno avuto un incremento del 60%.

Crescita da rilanciare
Il Dipartimento al Commercio mercoledì ha diffuso i dati della prima lettura sulla crescita del Pil nel terzo trimestre salito su base annuale dell’1,9%. Lontano dall'obiettivo del 3% desiderato da Donald Trump. Per sostenere la crescita economica la Casa Bianca sta studiando un nuovo taglio di tasse da introdurre nel 2020. Indiscrezioni credibili sono state riportate dal Washington Post, il giornale più vicino ai palazzi della politica.

Tax cuts 2.0
Il piano è allo stato iniziale, già ribattezzato “Tax cuts 2.0”. Ci starebbe lavorando il capo dei consiglieri economici Larry Kudlow, assieme a Kevin Brady, deputato repubblicano che è stato l'architetto della riforma che ha portato nel 2018 al taglio delle imposte corporate dal 35% al 21%, una misura da 1.500 miliardi di dollari. Gli ultimi dati sul Pil Usa appena pubblicati hanno mostrato la fine dell'effetto traino degli incentivi fiscali alle imprese sugli investimenti aziendali che sono diminuiti del 3% in tre mesi.

Taglio tasse sulle buste paga
Le ipotesi allo studio per il nuovo piano di tagli fiscali sono molte. Un funzionario della Casa Bianca, che ha parlato in condizioni di anonimato, ha detto che si sta valutando un nuovo pacchetto di incentivi economici, tra cui la riduzione delle tasse sulle buste paga, e di legare le imposte sui capital gain alla variazione dell'inflazione.

Obiettivo middle-class
Nell'agenda della crescita del presidente, ha raccontato Brady, un punto importante è quello delle imposte. Questa volta al centro dei tagli fiscali che Trump e i suoi stanno studiando ci sarebbe la classe media, la “working America”. Se ne era già parlato prima delle elezioni mid-term lo scorso anno.

Spinta per le presidenziali
Ora sembra che il presidente voglia accelerare per presentare il suo nuovo piano di tagli fiscali nell'anno delle elezioni presidenziali e intercettare i voti dei cittadini comuni. Per Trump, al di là delle valutazioni sulle sue intemperanze condivise anche dai suoi sostenitori, potrebbe essere la mossa vincente per avvantaggiarsi definitivamente sui suoi avversari politici nella corsa per la riconferma alla Casa Bianca.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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