Calcio e finanza

Dopo l’accordo con Oaktree all’Inter 240 milioni e assetto azionario invariato

Il fondo statunitense Oaktree presterà per tre anni 275 milioni alla controllante Great Horizon, ma non entra nel capitale. Suning resta al 68,5% e Lion Rock al 31%

di Marco Bellinazzo

(REUTERS)

2' di lettura

Dopo mesi di complesse trattative l’Inter del presidente Steven Zhang, guidata dall’amministratore delegato Corporate Alessandro Antonello, ha siglato il contratto di finanziamento con il fondo statunitense Oaktree. Il fondo non entra nel capitale del club. L’assetto azionario resta quello attuale con Suning al 68,5% socio di maggioranza e il fondo di Singapore Lion Rock poco sopra il 31%. Le quote del club fungono tuttavia da garanzie per il finanzimento da restituire o rinegoziare entro tre anni.

Operazione da 275 milioni di euro

Dal punto di vista tecnico il fondo nordamericano finanzierà la controllante dell’Inter con sede in Lussemburgo Great Horizon di proprietà di Suning. Questa tratterrrà circa 35 milioni e verserà nelle casse del club i restanti 240 millioni in più tranche per far fronte al fabbisogno finanziario di questa e della prossima stagione. Finora Sunnig aveva finanziato direttamente il club nerazzutto con questa modalità con quasi 320 milioni andando poi progressivamente a trasformare il finanziamento soci in apporto di capitale per oltre il 90% delle somme in modo da sostenere il patrimonio netto.

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Esposizione debitoria da 425 milioni

Nel corso dell’estate e comunque entro la fine dell’anno l’Inter dovrà rifinanziare i bond da 375 milioni più una linea di credito Rcf (Revolving Credit Facility) per 50 milioni che scadono nel 2022. L’obiettivo è quello di spostare il termine della restituzione al 2025 o al 2026. In questo modo l’indebitamento complessivo del club considerando anche le esposizione debitorie oprative con i fornitori per altri 50 milioni circa, al netto dei crediti, è di circa 475 milioni.

Taglio agli stipendi tra 15 e 20%

L’Inter ha già pagato gl stipendi di gennaio e febbraio 2021. Dovrà pagare entro giugno quella di marzo secondo la nuova scadenza fissata dalla Figc. Nei prossimi giorni sarenno versati gli stipendi di novembre e dicembre 2020 rimandati a maggio con un accordo con i calciatori. Parliamo di circa 30 milioni al lordo delle imposte. L’Inter in attesa che ripartano i ricavi dovrà lavorare come tutti i top club (e non solo) ad abbassare il costo dell’organico che attualmente vale tra ingaggi (195 milioni) e ammortamenti (130 milioni) 325 milioni. L’obiettivo della dirigenza è quello ci tagliare questi costi tra il 15 e il 20%. Il prossimo calciomercato che sarà condotto guardando all’equilibrio tra entrate e uscite servità anche a questo insieme ad ulteriori accordi individuali con i tesserati.

Ricavi da incrementare

L’Inter è stata in Italia la squadra più penalizzata dalla pandemia. La chiusura di San Siro ha provocato un ammanco tra biglietti, abbonamento e quote di corporate hospitality di circa 70 milioni. La priorità oltre alla riapertura dell’impianto nella prossima stagione sarà quella di concentrarsi sulla ricerca del nuovo main sponsor al posto di Pirelli. Al momento non c’è una trattativa avviata, ma solo qualche manifestazione di interesse. Il target è non meno di 25 milioni. L’Inter che in epoca pre-Covid aveva raggiunto un fatturato strutturale, al netto delle plusvalenze, di circa 360 milioni ha bisogno di aumentare velocemente le entrate verso i 400 milioni. Per questo occorrerà rimpiazzare alcune contratto cinesi che si sono esauriti e soprattutto avviare lo’operazione nuovo San Siro. Senza il quale a lungo andare tutte le operazioni di rifinanziamento o di riequilibrio dei conti potrebbero rivelarsi inutili se si vuole stare a certi livelli in Europa.

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