I PRECEDENTI 

Dopo l’ira di Vasco Rossi: quando la musica si smarca dalla politica

Dal pianista Einaudi che ha diffidato i Cinque Stelle dall’utilizzare “Divenire” in uno spot contro l’Euro alla sorella e al nipote di Rino Gaetano che hanno criticato la Lega per aver inserito “Ma il cielo è sempre più blu” nella playlist della manifestazione a Piazza del Popolo del dicembre scorso: quello del rocker di Zocca contro il senatore pentastellato Paragone non è l’unico caso in cui i cantanti hanno preso le distanze dai politici

di Andrea Carli


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Il post pubblicato da Vasco Rossi su Instagram dopo l’utilizzazione da parte del senatore pentastellato Gianluigi Paragone del testo di “C’è chi dice no” (foto tratta dal profilo del rocker)

3' di lettura

Ci risiamo. Il cortocircuito tra due mondi è di nuovo d’attualità. Vasco Rossi bacchetta il senatore pentastellato Gianluigi Paragone, che in un video pubblicato sul suo profilo Facebook ha citato il testo della canzone del Blasco “C’è chi dice no” per annunciare il voto contrario sulla piattaforma Rousseau al governo giallo-rosso. «C’è chi dice no lo dico io... - si legge in un post dai toni piccati pubblicato dal rocker di Zocca su Instagram - i politici devono mettere giù le mani dalle mie canzoni! Che imparino a usare parole originali loro e a non strumentalizzare la musica». Paragone non ci sta: mette il link di un video con una scena de “Il Postino” di Massimo Troisi. Nel filmato l’attore campano dice a Philippe Noiret, che interpreta Pablo Neruda: «Caro poeta e compagno, lei mi ha messo in questo guaio e lei mi deve tirare fuori» perché «la poesia non è di chi la scrive».

Insomma il copione si ripete. Ancora una volta la politica ricorre a brani musicali per convincere e catturare elettori. E ancora una volta la musica si smarca dall’abbraccio con la politica. “Non in mio nome”, è il messaggio lanciato dagli artisti. I precedenti non mancano.

Kermesse della Lega a Roma: lo sfogo della famiglia Gaetano
Dicembre 2018. Anna Gaetano e suo figlio Alessandro, sorella e nipote di Rino, il cantautore calabrese scomparso nel 1981 a Roma, criticano la Lega per aver inserito il brano “Ma il cielo è sempre più blu” nella playlist per la manifestazione di qualche giorno prima a Piazza del Popolo. «Non ce l’abbiamo né con la Lega né con Matteo Salvini - spiega Alessandro -. Nel corso degli anni è capitato più volte che le canzoni e l’immagine di Rino venissero usate da parte di diversi schieramenti. Questo è solo stato l’ennesimo episodio che ci viene segnalato in questi anni e di cui siamo stufi. Non critichiamo nessun messaggio, semplicemente ci sembra scorretto politicizzare la sua musica. Rino non era d’accordo neanche. Ha suonato alcune volte alla Festa dell’Unità, ma lui era solo a favore del popolo e contro chi tradiva i suoi ideali», conclude il nipote del cantautore.

L’autore di “Un amore così grande” diffida i 5 Stelle
Ottobre 2016. Il paroliere salentino Guido Maria Ferilli diffida i Cinque Stelle dall’usare la sua canzone “Un amore così grande” come colonna sonora delle maniefstazioni pentastellate. «Non ho nulla contro Grillo e i 5 Stelle - chiarisce Ferilli -ma voglio che la mia canzone resti di tutti e che non venga associata a movimenti politici o a fedi religiose. Quarant’anni fa - continua il cantautore - ho scritto un testo che è diventato un successo planetario e nel 2014 ho scelto di darlo ai Negroamaro affinché la trasformassero nell’inno della Nazionale perché il calcio è nel cuore di tutti gli italiani, è qualcosa che ci unisce, mentre la politica ci divide in base al partito che votiamo».

Il pianista Einaudi contro M5S: no alle mie note nello spot anti Euro
Febbraio 2015. Il pianista Ludovico Einaudi diffida il Movimento 5 Stelle dall’utilizzare le sue note per lo spot contro l’Euro pubblicato in quei giorni. «Si vuole rendere noto - scrive lo staff del musicista in un post su Facebook - che il maestro Einaudi non ha mai autorizzato né intende autorizzare l’uso di sue musiche all’interno di spot o filmati di qualsiasi natura politica o propagandistica». Nei primi secondi del filmato diffuso, si sente in sottofondo “Divenire”, poi subentra “New Town Klezmer” della Underscore Orkestra. «Il video che sta circolando in questi giorni sul web - avverte lo staff - ha utilizzato il brano in odo illegittimo senza interpellare nè l'artista nè i detentori dei diritti. Per questo motivo è stata richiesta la rimozione del brano dal filmato».

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