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Dopo il lockdown non possiamo permetterci una guerra lunga

Stagflazione, inflazione, recessione, emergenza: mai come in questo periodo siamo sommersi dalle cattive notizie sul fronte economico

di Giancarlo Mazzuca

Crisi del grano, vertice Ue con Zelensky e l'Africa

2' di lettura

Stagflazione, inflazione, recessione, emergenza: mai come in questo periodo siamo sommersi dalle cattive notizie sul fronte economico. È durata davvero poco la tregua dopo il periodo più nero del Covid-19 perché ci siamo subito ritrovati nel tunnel del conflitto in Ucraina con tutti i suoi contraccolpi: comunque ci muoviamo, c'è sempre un'amara sorpresa dietro l'angolo. E' così scoppiata la battaglia del gas e del petrolio, è deflagrata la carestia del grano, stanno lievitando le tensioni sui tassi d'interesse: in queste settimane, ci sembra proprio di leggere un bollettino di guerra a 360 gradi.

Sarebbe però sbagliato farci prendere dal pessimismo perché possiamo comunque cullarci nella speranza di voltare definitivamente pagina. E, in alcuni casi, sembra davvero che il vento stia cambiando come, ad esempio, nel nostro turismo che sembra risorgere, nonostante tutto. Basta considerare l'afflusso nelle tante città d'arte che, in questa primavera, sono state letteralmente invase dagli ospiti di mezzo mondo. Ma il discorso vale anche per molti luoghi di villeggiatura soprattutto balneari che hanno tanto bisogno di risorgere anche perché hanno dovuto affrontare il problema aggiuntivo (rinviato al 2024) , della “telenovela” sul rinnovo delle concessioni balneari con il cappio europeo della legge Bolkestein. E proprio a maggio si sono così riaperte molte spiagge.

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Ma, al di là delle temperature estive, come possiamo spiegare questo inaspettato “boom” di presenze? La ragione è semplice. Non ne possiamo davvero più di “blackdown” e di notizie dal fronte: abbiamo tanta voglia di respirare un po'. Un desiderio di tornare alla normalità assolutamente comprensibile anche se i soliti “guru” continuano a dirci che, il nostro, può essere considerato masochismo allo stato puro di fronte ad una situazione che continua ad essere emergenziale in tutte le salse. Ma, al di là delle solite analisi, un fatto è certo: abbiamo bisogno, italiani e non italiani, di voltare pagina. Ecco perché, nonostante tutte le difficoltà che sono ancora dietro l'angolo dopo oltre due anni di “blackout” quasi completo, la nostra voglia di vivere è più forte delle disavventure che abbiamo passato e che non sono ancora finite.

Se abbiamo messo la parola fine (o quasi) alla pesante stagione del Covid, potremo farcela anche sull'altro versante: pilotare Russia ed Ucraina verso la pace. Sono convinto che vinceremo la nostra battaglia anche per un motivo molto semplice: abbiamo l' assoluta necessità di ripartire. I dati negativi della congiuntura economica ci freneranno ma non ci fermeranno e proprio la ripartenza del nostro turismo è, in tal senso, particolarmente significativa. A dispetto di tutto, possiamo ancora dire: spes ultima dea.

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