ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIntervista a Fabrizio Gea

«Dopo il lutto industriale è ora tempo della rinascita»

di Filomena Greco

2' di lettura

Un lavoro durato più di dieci anni e che guarda al futuro di un territorio, il Canavese, «che deve elaborare e superare definitivamente il “lutto industriale” post-Olivetti e reinventarsi, a cominciare da un mix di impresa e turismo». A parlare è Fabrizio Gea, imprenditore del settore Ict, e referente storico del Piano di Sviluppo del Canavese e pesidente di Canavese2030.

A che punto siete del vostro percorso di rilancio del territorio di Ivrea con Canavese 2030?

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Canavese 2030 è un piano operativo che ha partner di eccellenza come Iren, Ativa, Camera di comercio di Torino, Fondazione Crt e Politecnico. L’obiettivo è di accelerare i processi attraverso il sostegno a 30 progetti concreti per cambiare e rilanciare il territorio. In questo momento ci sono 11 progetti definiti e in fase esecutiva, 6 di questi rappresentano le Infrastrutture per il futuro
del Canavese.

Quale è stato il punto di partenza?

Abbiamo lavorato in questi anni per mappare competenze ed eccellenze. Abbiamo studiato il Canavese a partire dalla sua fortissima tradizione manifatturiera. Voglio ricordare che l’80% delle persone del Canavese lavorava nell’industria e in particolare in Olivetti e che il 50% della trasformazione italiana dell'acciaio si fa in Canavese. Questo ha deterninato una ricchezza sociale ed economica importante. A due generazioni di distanza, il lutto industriale è superato ed è tempo di reinventare il territorio.

Torniamo ai progetti. Su cosa state spingendo in questa fase?

Stiamo lavorando molto su identità del territorio, cultura e turismo, abbiamo avviato una collaborazione con l’Atl Langhe, Roero e Monferrato perché pensiamo che “il modello Langhe” possa essere replicato con successo. L’estate scorsa abbiamo avviato uno studio incrociato a partire da cento fonti e banche dati per censire le eccellenze del territorio. Il passo successivo è rendere fruibili in chiave digitale questi contenuti, che diventano proposte vere e proprie, da far confluire in un piano di marketing territoriale.

Come proseguirete?

I prossimi dossier saranno presentati a inizio 2023.

Riproduzione riservata ©

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