i rapporti con la francia

Dopo Macron l’Italia prova a rientrare nel direttorio Ue

Dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron a Roma e a poche ore dall'arrivo nella capitale del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier il nostro Paese prova a risalire la china e riprendersi un posto di rilievo nella governance dell'Unione europea

di Gerardo Pelosi


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3' di lettura

ROMA- Nel vagone di testa dell'integrazione europea il posto assegnato al nostro Paese è cambiato sempre con estrema rapidità. Qualche volta, e a fatica, ci siamo guadagnati uno strapuntino, altre volte (poche) siamo entrati perfino nella cabina di comando del treno insieme a Francia e Germania. Ma molte volte (come nel governo giallo-verde) ci siamo allontanati dal motore franco-tedesco senza costruire nulla di veramente alternativo condannandoci a una pericolosa marginalizzazione.

Ora dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron a Roma e a poche ore dall'arrivo nella capitale del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier il nostro Paese prova a risalire la china e riprendersi un posto di rilievo nella governance dell'Unione europea. Un'impresa che era riuscita nel 2011 a Mario Monti associato a un vertice a Strasburgo tra Sarkozy e Merkel dopo gli anni di Berlusconi e la freddezza euroscettica di Bossi e Tremonti.

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Ci era riuscito anche Enric0o Letta e poi Matteo Renzi che nel 2015 portò sulla tomba di Altiero Spinelli a Ventotene Angela Merkel e Francois Hollande. Di come guidare insieme il cambiamento in Europa sui dossier più spinosi dalla riforma del Patto di stabilità al dossier migranti hanno parlato ieri a lungo nella cena di lavoro Macron e Conte. Il presidente del Consiglio italiano ne parlerà anche oggi a colazione con il presidente tedesco Steinmeier. Ovviamente le differenze restano (con i francesi sui migranti con la germania sul fiscal compact), il clima degli ultimi mesi non si può cancellare in così poco tempo. Ma c'è la volontà di lavorare insieme a partire dal primo novembre prossimo quando si insedierà la nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen.

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Del resto è interesse anche di Macron rafforzare le relazioni con l'Italia in un momento in cui la leadership della Merkel ha perso spinta propulsiva e soprattutto nel momento in cui la Germania sta vivendo per la prima volta da molti anni una crisi economica che indebolisce anche la sua forza trainante in Europa. Conte ha percepito molto bene la disponibilità di Macron nei confronti del nostro Paese. «C'è stata – ha detto il premier - un'ampia disponibilità e un'apertura, sulla redistribuzione dei migranti, mai avuta prima». L'incontro di ieri, secondo fonti di Palazzo Chigi, rappresenta una vera svolta nei rapporti tra Roma e Parigi e sul dossier della redistribuzione dei migranti.

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Ma l'incontro è stato anche un primo passo per avviare il dialogo con l'Ue anche sulle riforme economiche, sulla necessità di adeguare il Patto di stabilità per aumentare la domanda interna e rilanciare la crescita scorporando eventualmente gli investimenti produttivi nel settore della green economy dal Patto. Certo all'inizio del prossimo anno si terrà quel vertice bilaterale italo-francese rinviato da tempo. Saranno presenti in quell'occasione tutti i ministri per approfondire i dossier bilaterali dall'immigrazione a Ventimiglia alla collaborazione culturale per le celebrazioni di Leonardo e Raffaello al dossier Fincantieri Stx (soggetta al parere dell'Antitrust europeo) alla fusione Fca-Renault. Ma il clima è cambiato e il posto nel vagone di testa ora più che mai è a portata di mano.

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