l’agenda del parlamento

Dopo la Manovra: dagli Ncc al decreto semplificazioni, ecco le priorità delle Camere

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


Legittima difesa, Salvini: nessuna liberalizzazione delle armi

3' di lettura

Nell’agenda della maggioranza giallo-verde per il nuovo anno c'è una lunga lista di provvedimenti da licenziare. Tra le priorità, i decreti legge sul reddito di cittadinanza e su quota 100 per la riforma della legge Fornero, che dovrebbero arrivare in Consiglio dei ministri a inizio gennaio, ma anche il ddl sull’autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna nonché il ddl sulla legittima difesa.

Lega in pressing sulla legittima difesa
La proposta di legge sulla legittima difesa, già varata dal Senato lo scorso 24 ottobre, è ferma in commissione giustizia alla Camera dal 12 dicembre. Si tratta di un provvedimento bandiera del Carroccio, che ha già incassato il decreto sicurezza e la linea dura sui migranti. La Lega spera in un via libera dell'Aula a febbraio, nonostante i mal di pancia dell’ala ortodossa dei Cinque Stelle.

La grana Ncc
Altra grana da risolvere è la norma sugli Ncc. La norma che regolava il servizio con conducente era stata stralciata dal maxiemendamento in fase di approvazione della manovra, diventando un decreto, assegnato alla commissione trasporti della Camera, che dovrà essere convertito in legge, ma con le associazioni di categoria già sul piede di guerra. Il decreto scade il 1 marzo.

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Chiusura domenicale dei negozi in attesa del varo
Probabile un’accelerazione sulla proposta di legge M5s presentata alla Camera sulla chiusura domenicale di negozi e centri commerciali. La proposta è all’esame della commissione Finanze di Montecitorio. La Lega ha però fissato paletti. Il ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, ad esempio, ha puntualizzato che non si devono bloccare le città turistiche.

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Decreto semplificazioni trasmesso al Senato
Rimasto a lungo nel limbo e poi approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 12 dicembre, il decreto semplificazioni (in scadenza il 13 febbraio) è stato trasmesso al Senato, ed è all'esame delle commissioni Affari costituzionali e lavori pubblici. Il decreto prevede tra l'altro l'abolizione del Sistri (il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), la proroga fino al 30 giugno 2019 ad Alitalia per rimborsare i 900 milioni di euro (più interessi) del prestito ponte nonché la cosiddetta norma Bramini per sostenere le piccole e medie imprese creditrici della Pa.

Il taglio degli stipendi dei parlamentari
Malgrado le forti perplessità della Lega, il M5s è pronto a premere l'acceleratore anche su quella che è una storica battaglia: il taglio degli stipendi dei parlamentari. Si punta ad una proposta di legge di iniziativa parlamentare da mandare al più presto all'esame delle Camere. Ma un testo ancora non c'è.

Iter al via per il taglio dei parlamentari
Perplessità (Salvini ha detto che ci sono «altre priorità») sono state già manifestate dalla Lega sulla proposta del taglio degli stipendi dei parlamentari rilanciata da Di Maio. Presentato alla Camera e da assegnare in commissione anche il ddl costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari.

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La partita delle riforme costituzionali
Il 2019 sarà anche l'anno in cui il M5S spera siano approvate le riforme costituzionali targate Fraccaro. A Montecitorio mercoledì 16 dovrebbe arrivare in aula la proposta di legge costituzionale cara ai pentastellati di modifica all'articolo 71 della Costituzione in materia di iniziativa legislativa popolare: il testo base è stato affrontato prima di Natale in commissione Affari costituzionali, ma non ha risolto le perplessità leghiste. Ad esempio sul referendum propositivo, che il M5s vorrebbe senza quorum.

Il nodo dell’autonomia delle Regioni
Ma la vera partita si giocherà sull'autonomia delle Regioni. Una battaglia che la Lega non può non vincere. Pena - come ha avvertito il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti - la fine del Governo. Di Maio ieri - dopo alcune dichiarazioni contrarie di esponenti del M5s - ha inviato messaggi rassicuranti. «Febbraio sarà il mese risolutivo», ha detto ieri il vicepremier pentastellato in visita in Veneto, la regione guidata da Luca Zaia. Proprio il governatore leghista aveva avvertito che non si sarebbe prestato a sottoscrivere intese «annacquate».

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Dall’acqua pubblica alle crisi d’impresa
Da segnalare infine il ddl sull’acqua pubblica all’esame della commissione ambiente della Camera; il ddl sulle semplificazioni fiscali in commissione Finanze a Montecitorio; il ddl delega correttivo della riforma delle crisi di impresa approvato dal Senato e all’esame della commissione giustizia della Camera; nonché il ddl concretezza (pubblica amministrazione) licenziato da palazzo Madama e assegnato alle commissioni Affari costituzionali e Lavoro della Camera.

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