Voto di primavera

Dopo Napoli, Taranto: al Sud nuovo tassello alleanza Pd-M5S per le comunali

Tra i principali capoluoghi al voto anche Genova, Palermo, Catanzaro e Verona

di Domenico Palmiotti

(ANSA)

2' di lettura

Il patto tra Pd e M5S per le comunali di primavera debutta a Taranto, tra le città più grandi chiamate al voto per i sindaci (alle urne anche Genova, Palermo, Catanzaro e Verona).

Dopo Napoli con la giunta del sindaco Gaetano Manfredi, Dem e pentastellati rilanciano su Taranto, anche nel quadro degli accordi tra Enrico Letta e Giuseppe Conte, e si danno l'obiettivo di convergere sul sindaco uscente, Rinaldo Melucci del Pd, candidato al secondo mandato. Mario Turco, vice presidente M5S, dichiara al Sole 24 Ore che «a Taranto si andrà oltre quanto fatto a Napoli. Li è stato sottoscritto un patto, a Taranto, invece, faremo un “Contratto per i cittadini”. Andremo al confronto e all'integrazione del loro programma col nostro in modo da giungere ad una sintesi condivisa».

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«Lavoriamo con tempi serrati e se accordo finale ci sarà, come auspico, sosterremo Melucci già al primo turno» aggiunge Turco. «Le priorità che porremo - prosegue Turco - sono il miglioramento della qualità della vita, le politiche giovanili, la riqualificazione urbana, la trasparenza amministrativa e la capacità di autonomia progettuale e d'investimento pubblico-privato». Questo «per rilanciare la riconversione economica, sociale e culturale del territorio».

Melucci sfiderà Walter Musillo, ex segretario Pd Taranto, candidato sindaco di uno schieramento di 15 liste, “Grande alleanza per Taranto”. Quest'ultima aggrega i civici di Patto per Taranto (dove ci sono i consiglieri comunali che a novembre si sono dimessi in anticipo provocando lo scioglimento del Consiglio), i tre partiti del centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) e altre formazioni di destra e sinistra.

Sulla sua collocazione, Musillo, che ha lasciato il Pd nel 2018 ma che alle regionali pugliesi 2020 si è candidato per il centrosinistra in una lista a sostegno dell'attuale presidente Michele Emiliano, dichiara: «Io non rinnego assolutamente la mia storia e non la rinnega nessuna lista o partito che mi sostiene».

«Il nostro campo è molto largo, é il campo per Taranto, noi stiamo lavorando tutti per la città. E se lavoro per Taranto, non ho nessun imbarazzo» aggiunge Musillo. Il centrodestra, aprendo a chi è nel centrosinistra, vuol fare delle comunali di Taranto un progetto pilota. Un nuovo esperimento. «Le contaminazioni servono alla vittoria affinchè una idea diventi vincente. Noi non rinunciamo alla nostra idea di centro destra, ai nostri simboli, ma allarghiamo il perimetro» chiarisce Marcello Gemmato, deputato e coordinatore regionale Puglia di Fratelli d'Italia. E il senatore Roberto Marti, coordinatore regionale Puglia della Lega, aggiunge: «È un punto di ripartenza. Abbiamo lavorato al rilancio di un nuovo progetto politico che il centrodestra insieme ad altri soggetti ha inteso portare avanti con questo progetto».

Melucci, invece, guida una coalizione che unisce Pd, M5S, Leu e altre forze di centrosinistra e progressiste. L'alleanza si chiama “Ecosistema Taranto”. «Si tratta - spiega Melucci - di un piano di transizione e di rinnovamento che ha già caratterizzato la mia amministrazione. Vogliamo portare avanti tutti i progetti che stavano già nello scenario del “Cantiere Taranto” - rileva Melucci riferendosi al piano varato dal Governo Conte II -. Stiamo ordinando le nostre alleanze da questo punto di vista e siamo convinti che la città che sta cambiando, piaccia ai cittadini».

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