a due anni dall’entrata in vigore

«Dopo di noi», scarsa l’applicazione delle norme

della redazione Norme

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2' di lettura

Si è tenuto oggi a Roma l'incontro pubblico organizzato dal Consiglio nazionale del Notariato, insieme alle associazioni per la tutela e i diritti delle persone con disabilità e alle associazioni dei consumatori, per fare un bilancio sulla legge sul «Dopo di noi» a quasi due anni dalla sua entrata in vigore.

L'impegno del Notariato è stato intenso e capillare nel corso degli ultimi anni e ha visto in particolare la diffusione insieme alle Associazioni dei consumatori nel maggio 2017 della 14^ Guida per il Cittadino “Dopo di noi, amministratore di sostegno, gli strumenti per sostenere le fragilità sociali” e l'organizzazione dell'Open day per la tutela delle fragilità sociali in 61 città italiane con eventi, convegni, attività di orientamento per spiegare e fornire informazioni ai cittadini.

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L'incontro odierno, alla presenza di rappresentanti politici dei diversi schieramenti, è servito per analizzare pregi e criticità della legge e segnalare una serie di proposte migliorative dell'impianto legislativo a vantaggio delle famiglie con disabili gravi.

Gli istituti previsti (trust, vincoli di destinazione ex art 2465-ter, contratto di affidamento fiduciario) vanno spesso a confliggere con problemi di natura ereditaria, come le eventuali lesioni della quota riservata ai legittimari, mettendo in evidenza la necessità di procedere ad una riforma sistematica della disciplina ereditaria. Si propone in particolare l'introduzione del patto successorio rinunciativo (come accade, ad esempio nel diritto tedesco, svizzero, francese e austriaco), che permetterebbe ai legittimari di rinunciare a diritti che deriverebbero loro da una successione non ancora aperta.

Le criticità sono state rilevate soprattutto con riferimento ai patrimoni di modesta entità: il Testo Unico sulle donazioni e successioni già prevedeva per i disabili gravi una franchigia di 1.500.000 euro indipendentemente dal grado di parentela e affinità.

Il regime fiscale relativo alle imposte dirette è alquanto complesso. Con la finanziaria 2007 si è stabilito che il Trust è soggetto passivo Ires (imposta sul reddito delle società) con tutto ciò che questo comporta (necessità del supporto di un consulente, non applicabilità della disciplina della cedolare secca sugli immobili in affitto, dubbi sull'applicabilità del regime del prezzo valore per eventuali ulteriori acquisti di immobili, dubbi sull'applicabilità delle agevolazioni prima casa per citarne alcuni).

Sarebbe auspicabile che la platea dei beneficiari, ai fini dell'ottenimento delle agevolazioni ed esenzioni fiscali, fosse ampliata ricomprendendo non solo i disabili gravi ma anche i disabili non gravi, gli anziani non autosufficienti e altri istituti giuridici che mirano ad assicurare cura, assistenza e protezione ai disabili.

Sarebbe auspicabile dettare una normativa per il “contratto di affidamento fiduciario” che potrebbe diventare il trust italiano.

La giornata si è conclusa con la richiesta alla politica, per la nuova legislatura, della istituzione di un tavolo di lavoro che veda la partecipazione del notariato e delle associazioni al fine di adottare gli interventi normativi atti a migliorare la legge, apportandone i necessari correttivi.

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