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Dopo Parmigiano e Amarone anche la grappa vale come garanzia in banca

di Enrico Miele

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2' di lettura

È avvenuto in passato con Parmigiano e prosciutti. Ora, per la prima volta, a essere accettate come garanzia su crediti bancari sono barrique piene di grappa. L’inedito accordo, si legge in una nota, è stato raggiunto pochi giorni fa tra Castagner, azienda dei distillati di Vazzola (Treviso), e Banco Bpm. Nel dettaglio, si tratta di un finanziamento di due milioni di euro a cinque anni. L’importo - questa è la novità - sarà garantito da una determinata quantità di grappa che sta invecchiando nelle barrique di rovere (piccole botti dalla capacità di 225 litri l’una) e che si trasformerà in un milione di bottiglie di prodotto finito. Al termine dell’invecchiamento, il valore equivalente, calcolato e certificato dalla società britannica di revisione Deloitte, sarà intorno agli otto milioni di euro.

In passato è avvenuto con Parmigiano, prosciutti e l'Amarone
Sotto il profilo tecnico si tratta di un’operazione prevista dall’articolo 46 del Testo unico bancario conosciuta anche come «pegno di privilegio», che permette all’istituto finanziatore di inserire fra i diritti di garanzia anche «materie prime, prodotti in corso di lavorazione, scorte, prodotti finiti» oltre che «crediti, anche futuri, derivanti dalla vendita dei beni indicati». Da qui, l’idea della grappa. «Abbiamo discusso alcuni mesi, in precedenza Banco Bpm aveva agito in modo simile ad esempio con l’Amarone – racconta il presidente della distilleria, Roberto Castagner – ma con i distillati un’operazione simile è del tutto nuova. L’ostacolo principale è stato quello di stabilire il valore del prodotto posto ad invecchiare, perché questo aumenta con il tempo secondo una progressione esponenziale che poteva essere dedotta soltanto dai nostri bilanci degli anni precedenti». Per questo è stato necessario ricorrere a un certificatore terzo. La formula ha così permesso all’azienda di negoziare uno sconto sul tasso d’interesse superiore al 30% e vicino, sottolinea l’azienda, a quello che si sarebbe potuto ottenere soltanto con garanzie su beni immobili. Si tratta di un finanziamento, che potrà anche essere rinnovato fra due o tre anni, tramite il quale «intendo fondamentalmente ampliare il mio magazzino di invecchiamento, oggi composto da 2.500 barrique». L’obiettivo, aggiunge Castagner, è «potenziare la crescita soprattutto sul mercato internazionale in cui i distillati invecchiati, grappa compresa, sono particolarmente ricercati». Castagner ricorda come oggi «esportiamo solo il 30% della grappa prodotta, contro il 90% del cognac francese o dello scotch whisky» e «il mercato internazionale lo si conquista solo con la grappa lungamente invecchiata».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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