Dopo la mossa della repubblica ceca

Dopo Praga ora anche la Danimarca pensa a sganciarsi dall’euro

di Vito Lops


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Dove andrà la corona danese? Nella foto David Cannon/Getty Images/AFP il golfista danese Soren Kjeldsen

3' di lettura

Ci sono Paesi che condividono la moneta (come i 19 che hanno l’euro). E Paesi che, pur conservando una propria valuta e un’autonomia monetaria con tanto di banca centrale, negli ultimi anni si sono comunque agganciati all’euro fissando un ombrello (o un peg come lo chiamano gli economisti) oltre il quale la propria valuta non può muoversi. Tra questi la recente cronistoria monetaria ne conta la Svizzera, la Repubblica Ceca e la Danimarca.

Se l’euro è un sistema a cambio rigido, il peg è un sistema semi-rigido, un po’ come era lo Sme, il serpentone monetario europeo crollato nel 1992. Uscire dall’euro è una procedura finora inesplorata e in ogni caso complessa (non prevista dai trattati) mentre interrompere un peg è un battito d’ali.

Tanto che da poche ore (esattamente dalla mattina del 6 aprile) la Repubblica Ceca ha deciso di sganciare il vincolo tra corona ceca ed euro. La Svizzera invece lo ha fatto già da gennaio 2015 quando la banca centrale decise di porre fine alla politica di difesa del tasso di cambio di 1,20 franchi per euro che manteneva da tre anni.

Non c’è due senza tre. Anche la Danimarca starebbe valutando di abbandonare il vincolo che lega la propria valuta (la corona danese) all’euro. In realtà in questo caso il vincolo parte da molto più lontano e ha una storia trentennale. La corona danese era inizialmente ancorata al marco tedesco. Dopodiché l’aggancio è girato sull’euro. La sostanza non cambia. C’è una banda di oscillazione del 2,25% oltre la quale la Banca centrale danese si impegna a difendere il cambio con l’euro. Nella sostanza però il lavoro di protezione della banca di Copenaghen è più certosino, tanto che da tempo il cambio orbita intorno a quota 7,46038. E quando oscilla lo fa di pochi centesimi.

IL CAMBIO EURO/CORONA DANESE

Quante corone danesi per un euro

Il peg tra corona danese ed euro ha ricevuto il benestare e l’apprezzamento del Fondo monetario internazionale che nel 2015 ha elogiato il Paese per una scelta che ne rafforza solidità e credibilità internazionale.

Ma allora perché la Danimarca starebbe pensando - dopo tre decadi - un clamoroso dietrofront? «La valutazione di abbandonare il peg con l’euro è sul tavolo della banca centrale da tempo - spiega Giampaolo Bazzani, ad di Saxo Bank Italia -. La Danimarca non ha piena fiducia nella solidità dell’area euro, sia monetariamente che politicamente. È un Paese a Tripla A, tra i più solidi e benestanti d’Europa. La Banca centrale vuole avere una via d’uscita pronta in caso di deflagrazione dell’euro. E in questo momento con le elezioni francesi e tedesche alle porte, oltre a tensioni future legate alla Turchia e all’immigrazione il rischio di una disintegrazione dell’euro non è pari a zero. E la Banca centrale vuole essere preparata».

La Danimarca conta 5 milioni di abitanti e un’economia vicina alla piena occupazione (tasso di disoccupazione al 4,3%). Nell’ultimo quarto del 2016 il Pil è cresciuto del 2,6%. L’inflazione è risalita all’1% dopo essere stata nulla la scorsa estate. La banca centrale continua a persistere nella politica di tassi negativi (tasso ufficiale a -0,65%) che si riflettono anche in tassi negativi applicati sui depositi bancari fino al paradosso dell’accreditamento della quota interessi al mutuatario. Nonostante i tassi negativi il Paese continua a ricevere flussi di capitale, in quanto è considerato un rifugio.

«Se l’inflazione dovesse continuare a normalizzarsi la Banca danese sarebbe certo più serena nel prendere una decisione di sganciare il peg con l’euro - prosegue Bazzani -. Ma va detto che al momento è un’ipotesi, per quanto non da escludere, che ci pare non imminente».

La corona ceca si è rivalutata immediatamente del 2% dopo la fine del vincolo con l’euro. Il franco svizzero schizzò del 40% il primo giorno per poi ridimensionare l’apprezzamento tra il 15% e il 20%. «La corona danese potrebbe rivalutarsi del 10% - conclude l’ad di Saxo Bank Italia -. Ed è anche per questo che la banca danese ci sta sì pensando, ma pare andarci con i piedi di piombo».

twitter.com/vitolops

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