ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùsondaggio assiom forex

Borse, dopo il rally scatta la cautela tra gli operatori. L'incognita resta il Covid

Cresce la prudenza dopo i guadagni degli ultimi mesi in attesa dei segnali di ripresa dell'economia e con una grande attenzione a come procederà il trend dei contagi. Euro atteso in rialzo, la nuova strategia Fed peserà sul dollaro

di Corrado Poggi

(James Thew - stock.adobe.com)

3' di lettura

Avanti sulla strada dei rialzi ma con una crescente attenzione alla possibilità di una frenata dopo le solide performance degli ultimi mesi. E’ questa l’indicazione di marcia che emerge dallo speciale sondaggio di agosto condotto da Assiom Forex fra gli associati, in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, in occasione del Workshop Ambrosetti. Se un mese fa l’89% degli intervistati vedeva mercati in rialzo (il 60%) o stabili (il 29%), infatti, ora questa percentuale complessiva scende all’80%, equamente divisa tra quanti mettono in conto nuovi guadagni e chi invece prevede un consolidamento delle posizioni. Risale di converso dall’11% al 20% la percentuale di quanti vedono all’orizzonte un trend ribassista. “Il proseguimento del rally borsistico anche per il mese di agosto, accompagnato dalla mancanza di visibilità su di una effettiva ripresa globale - spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - sta portando sempre più operatori a mettere in conto una possibile fase di ripensamento che porti a una chiusura del gap tra il rialzo delle borse e la concomitante fatica dell’economia reale a tenere il passo. Questo spiega il sostanziale cambio di approccio rispetto alle rilevazioni del mese precedente: ad agosto infatti hanno iniziato a farsi più concreti i timori che i nodi possano venire al pettine e che gli indici sempre più difficilmente possano sostenere ulteriormente le valutazioni attuali se la pandemia non si chiuderà positivamente o con un riassorbimento dei casi o con l’introduzione di una cura che riesca ad evitare gli effetti più drammatici”.

Il sostegno della politica monetaria e fiscale

A sostenere i mercati in queste settimane sono state peraltro le numerose misure di politica fiscale e monetaria messe in campo dalle autorità. Da una parte la Bce ha lanciato una vasta rete di sicurezza in particolare con il lancio del programma di emergenza di acquisti pandemici (Pepp) che ha permesso di calmare rapidamente le tensioni dei mercati finanziari e di garantire una corretta trasmissione della politica monetaria ai gangli dell’economia reale. Dall’altra parte i governi hanno varato importanti programmi di sostegno fiscale per sostenere imprese e famiglie a navigare la peggiore congiuntura dal secondo dopoguerra ad oggi e un risultato cruciale è stato ottenuto con l’accordo europeo sul Recovery Fund.

Loading...

Con Recovery Fund gettati i semi di un’Europa più forte

Su questo punto, il sondaggio rivela come il 58% degli operatori Assiom Forex ritenga che l'Europa esce più forte da questa crisi e che i semi di cooperazione piantati con il Recovery Fund potranno portare in futuro a un rafforzamento delle strutture comunitarie con ulteriori passi in avanti verso l’unione bancaria e un ministero del Tesoro europeo. Secondo il rimanente 42% invece, nonostante l'accordo sul Recovery Fund, giunto dopo negoziati estenuanti, il progetto Europa rimane condizionato dagli interessi di parte e dunque si rischia di sprecare questa crisi per rafforzare l’identità comunitaria.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Euro atteso in rialzo, nuova strategia Fed peserà sul dollaro

Chi si sta invece rafforzando è invece decisamente l’euro che per la prima volta dal maggio 2018 è tornato a toccare nei giorni scorsi quota 1,20 dollari. Un ulteriore rafforzamento della divisa comune è atteso ora dal 40% degli operatori (con un 2% che prevede forti rialzi) mentre il 36% ritiene che rimarrà stabile rispetto al dollaro. Un indebolimento è messo in conto solo dal 20% degli operatori con un 2% che ipotizza pesanti ribassi. Sulle prospettive del mercato dei cambi pesano certamente le nuove indicazioni giunte dalla Federal Reserve che in occasione del simposio di Jackson Hole ha annunciato una revisione della propria strategia di politica monetaria in virtù della quale darà ora preminenza al mandato della piena occupazione e punterà a un valore medio dell’inflation (average inflation targeting) anziché al consueto obiettivo fisso del 2%. Questo significa che saranno consentiti sforamenti temporanei al rialzo per compensare periodi di sottoperformance dell’inflazione e in questo contesto economico significa che i tassi rimarranno bassi a lungo per sostenere la congiuntura economica e la ripresa post-covid.

Scenario sostanzialmente stabile per lo spread

Non mutano infine di molto rispetto al mese precedente le previsioni degli operatori rispetto all’andamento dello spread dei Bpt a 10 anni rispetto ai Bund di analoga durata. Secondo il 55% del campione il differenziale oscillerà nei prossimi mesi fra i 100 e i 150 punti mentre per un ulteriore 36% è probabile uno spostamento nella fascia superiore, tra i 150 e i 200 punti. Quasi paritarie le forze agli estremi: per il 5% lo spread scenderà sotto la soglia dei 100 punti mentre per il rimanente 4% è possibile una impennata oltre quota 250.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti