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Dopo la Russia, Conte vola in India: nei primi otto mesi export in crescita del 15,3%

di Andrea Carli


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Il 30 ottobre il premier Giuseppe Conte sarà a New Delhi, dove avrà un faccia a faccia con il suo omologo indiano Narendra Modi e interverrà all’India-Italy Technology Summit, al Taj Palace Hotel (foto Ansa)

4' di lettura

La partenza, in un primo momento prevista per oggi, è slittata a stasera, a causa di alcune riunioni che avrà sul tema manovra. Domani il premier Giuseppe Conte arriverà a New Delhi, dove incontrerà il suo omologo indiano Narendra Modi e interverrà all’India-Italy Technology Summit, organizzato dalla Confederation of Indian Industry al Taj Palace Hotel. Al suo arrivo, il capo del Governo M5s-Lega vedrà imprenditori, ricercatori e scienziati italiani che partecipano al Summit.

Cinque giorni dopo l’incontro con Putin, la visita in India
In parallelo all’impegno per rilanciare il dialogo con l’Ue, dopo la bocciatura da parte di Bruxelles della manovra 2019, Conte punta a rafforzare i rapporti tra Italia e Paesi extra-Ue e, cinque giorni dopo la trasferta a Mosca per incontrare Vladimir Putin, vola nel colosso asiatico, il cui prodotto interno lordo pro capite - stando all’ultima Economic Survey del ministero dell’Economia indiano - è cresciuto di circa il 4,5% annuo negli ultimi 37 anni. La visita cade ad un anno esatto da quella dell’ex premier Paolo Gentiloni: segno che, dopo i difficili anni del caso marò, tra Italia e India è arrivato il disgelo. Tra i settori strategici per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, la meccanica e meccatronica, le energie rinnovabili, il comparto automobilistico, il settore delle tecnologie agroalimentari e l’Ict.

In India investimenti per sei miliardi
L’Italia detiene investimenti in India per 6 miliardi. Obiettivo del governo è aumentare il suo contributo alla politica del “make in India”, inaugurata nel 2014 da Modi: è il programma per la trasformazione dell’India in un hub manufatturiero mondiale. La strada passa per una presenza più capillare delle aziende italiane in settori come infrastrutture, energie rinnovabili, cantieristica, food-processing o design. In questo quadro, si inserisce il Tech Summit, al quale parteciperanno 145 esponenti italiani, di cui 77 delegati di 54 aziende o enti, e 18 rappresentanti istituzionali e di Confindustria. Le aziende italiane presenti saranno: Piaggio, Enel Green Power, Kaleyra, Italferr, Mermec, Intermarine, Banca Sella, Fincantieri (da confermare), Danieli Officine Meccaniche, Angelantoni, Leonardo, Elettronica, iGuzzini e Directa Plus. «Siamo riusciti a portare qui oltre 60 aziende il cui fatturato è di circa 30 miliardi», spiega il vice presidente di Confindustria Giulio Pedrollo. «L’interscambio sta aumentando, noi siamo diventati secondo i nostri dati il quarto paese europeo per “trade” con l'India», continua. Pedrollo sottolinea le difficoltà burocratiche e doganali che un imprenditore straniero incontra in India.

Il summit sull’hi-tech
Ad aprire il summit saranno il Ministro per la Scienza e Tecnologia Indiano, Harsh Vardhan e il sottosegretario al Mise Michele Geraci. Poi seguiranno i “Tech-Talks” in sette settori (dall’Ict alle rinnovabili, dalla salute all’aerospazio), tutti ad alto contenuto tecnologico. Colloqui che prevedono oltre 300 “b to b” e che oggi avranno il loro apice in una tavola rotonda a livello di Ad o di presidenti di azienda.

Terzulli (Sace): l’anno scorso export italiano verso India cresciuto del 9,3%
È una missione che ha un significato importante, e non in senso retorico: avviene proprio al tempo giusto nel posto giusto», commenta Alessandro Terzulli, capo economista di Sace, società del gruppo Cdp specializzata nel supporto finanziario-assicurativo alle imprese che esportano, in un’intervista all’agenzia Radiocor. «L’India – spiega Terzulli - è un Paese che abbiamo nel nostro radar già da diverso tempo, considerando le performance estremamente positive dell’export. Negli anni in cui c’è stata la “contesa dei marò” - sottolinea - c’è stato un rallentamento, ma, superata quella fase, siamo tornati a dinamiche di crescita molto interessanti. L’anno scorso il nostro export verso l’India è cresciuto del 9,3%, un trend superiore rispetto al +7,4% a livello mondo. L’aspetto interessante continua il capo economista di Sace - è che nei primi otto mesi del 2018 stiamo assistendo a una crescita ancora più forte, stiamo viaggiando a un +15,3% rispetto ai primi otto mesi dello scorso anno: è un dato di assoluto rilievo se si considera che, rispetto allo scorso anno, l’export italiano sta andando bene ma è in rallentamento, non stiamo bissando il +7% globale dello scorso anno. Nei primi otto mesi, a fronte di un +4,3% globale, avere un mercato come l’India in cui si fa un +15,3% è un qualcosa di notevole». Nei primi nove mesi l’incremento dell’export verso New Delhi si è ridotto a +12% «ma - sottolinea Terzulli - essere in doppia cifra rispetto al rallentamento del commercio globale è sicuramente un buon segno».

Dove sono concentrate le aziende italiane
Le principali aree in cui si sono insediate le imprese italiane in India sono i poli industriali di Delhi-Gurgaon-Noida (la cosiddetta “Capital Belt”) e di Mumbai-Pune (Maharashtra). Il terzo e quarto polo di concentrazione sono, rispettivamente, attorno alle città di Chennai (Tamil Nadu) e Bangalore (Karnataka). Di rilievo minore Calcutta (Bengala Occidentale), mentre sempre più interessanti risultano altri Stati quali Gujarat e Rajasthan.

Tra i grandi gruppi italiani presenti in India troviamo Fca (oltre alla casa automobilistica, anche New Holland e Magneti Marelli), Enel Green Power, Italferr, Carraro, Maschio Gaspardo, Piaggio, Prysmian, Maire Tecnimont, Techint, Luxottica, Danieli, Ansaldo Energia, Saipem, Brembo, StMicroelectronis, CMC di Ravenna, Bonfiglioli, Mapei, Italcementi, Maccaferri, Ferrero, Bauli, Perfetti Van Melle, Tessitura Monti, Benetton, Gruppo Coin eccetera. La presenza di grandi gruppi industriali italiani fa da traino per le Pmi. Operano in India numerose case italiane del design d’interni, moda e segmento lusso (tra cui Artemide, Natuzzi, Zegna, Armani, Cavalli, Damiani, Fendi Casa, Flou, ecc.). Nel settore difesa, presenti Gruppo Leonardo, Beretta, Elettronica, Fincantieri. Quanto al segmento finanziario, oltre al gruppo Assicurazioni Generali, sono presenti in India con uffici di rappresentanza una dozzina di banche italiane.

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