episodi contestati

Dopo terroristi e mafiosi un pusher, quando il reddito di cittadinanza finisce nelle mani sbagliate

Sono numerosi gli episodi che hanno sollevato dubbi e critiche sul meccanismo di erogazione del reddito di cittadinanza

di Andrea Gagliardi


Spacciatore con reddito cittadinanza e Porsche di proprieta'

2' di lettura

L’ultimo caso è quello di un pusher di Floridia, nel Siracusano. Arrestato dalla Guardia di Finanza per detenzione di 120 grammi di cocaina a fini di spaccio, mentre era bordo di una Porsche Macan di sua proprietà, l’uomo è risultato percettore del reddito di cittadinanza. Un episodio che ha sollevato di nuovo dubbi e critiche sul meccanismo di erogazione del reddito di cittadinanza. Non mancano infatti i precedenti.

Le polemiche sul reddito cittadinanza alla ex Br Saraceni
A fine settembre ha fatto scalpore il caso di Federica Saraceni, ex Br condannata a 21 anni e mezzo di carcere per l'omicidio di Massimo D'Antona e attualmente ai domiciliari, titolare anche lei del reddito di cittadinanza. Una notizia che ha provocato una forte polemica politica, tanto che il Ministero del Lavoro ha annunciato una verifica, di concerto con il Ministero della Giustizia e l'Inps, «al fine di accertare l'eventuale presenza di anomalie». Con la Lega sulle barricate e il presidente dell'Inps Pasquale Tridico che ha fatto notare che «i requisiti reddituali, patrimoniali e occupazionali, requisiti che competono all'Inps, ci sono». Mentre Olga D'Antona, ex parlamentare e vedova di Massimo D'Antona ha attaccato: «Ho provato un grande senso di ingiustizia. Non sempre quello che è legale è giusto. La norma va rivista».

Gli Spada vogliono il reddito,Di Maio avvia verifiche
Così come nei mesi scorsi ha sollevato un polverone la notizia che alcuni membri della famiglia Spada, il clan più potente e famoso di Ostia, avrebbero fatto richiesta ad un Caf del quartiere litoraneo di Roma per accedere al reddito di cittadinanza. Una circostanza che ha fatto esplodere polemiche e scattare un campanello d'allarme. «Il Reddito di Cittadinanza serve a ridare speranza agli invisibili. Leggo che alcuni membri del clan Spada avrebbero avanzato richiesta. Non so se è vero ma posso garantire che chi fa parte del clan Spada non prenderà un solo euro. Ho chiesto personalmente le opportune verifiche», ha assicurato l’allora vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Mentre la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha ammonito che episodi come quello degli Spada sono «la conseguenza della bocciatura da parte della maggioranza grillo leghista dell'emendamento di Fratelli d'Italia per escludere dal sussidio chi ha subito condanne superiori a due anni».

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