la procedura dell’ape

Doppia domanda per l’assegno

di Matteo Prioschi

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(Riccardo Squillantini)


2' di lettura

Sarà necessario presentare due domande per accedere all’Ape sociale. Il decreto legislativo contenente le disposizioni attuative dell’assegno di accompagnamento alla pensione precisa che gli interessati dovranno in primo luogo inviare una richiesta per la certificazione dei requisiti che consentono di accedere all’Ape. Questo adempimento va fatto entro il prossimo 15 luglio per chi prevede di ricorrere all’anticipo nel 2017, ed entro il 31 marzo 2018 per gli

“apisti” dell’anno prossimo.

Tuttavia, entro il 15 luglio non è necessario avere già tutti i requisiti, ma solo alcuni, che variano in base alla categoria di persone in cui si rientra.

Chi è senza lavoro deve presentare, per esempio, la lettera di licenziamento; chi assiste un familiare con handicap grave, deve produrre la relativa certificazione dello stato in cui si trova l’assistito; chi ha una un’invalidità pari ad almeno il 74% deve certificare la sua condizione; chi svolge un’attività particolarmente gravosa deve inviare il contratto o la busta paga e una dichiarazione dell’azienda sull’attività svolta.

Gli altri requisiti, sostanzialmente i 63 anni di età, la distanza dalla pensione di anzianità non oltre i 3 anni e 7 mesi, nonchè i 30 o i 36 anni di contributi, sono certificati “in prospettiva” e possono essere maturati entro la fine dell’anno (e per i lavori gravosi, i 6 anni di attività).

Entro il 15 ottobre per quanto riguarda il 2017 (30 giugno 2018 per l’anno prossimo), l’Inps farà sapere se la domanda di riconoscimento dei requisiti è stata accettata e indicherà la prima decorrenza utile, oppure comunicherà che è

stata accettata, ma la decorrenza è stata posticipata perché i fondi sono insufficienti, oppure che è stata rifiutata. In caso di fondi insufficienti rispetto alle domande, queste vengono messe in ordine di priorità in relazione all’età anagrafica più elevata e, come secondo criterio, alla data di presentazione.

Successivamente gli interessati dovranno presentare la domanda vera e propria di Ape, che verrà pagata dal primo giorno del mese seguente alla richiesta e fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

Questo doppio passaggio sembra lasciare un piccolo margine di incertezza, perché quella che viene rilasciata in prima battuta è una certificazione di massima, ma l’opzione definitiva verrà fatta successivamente. Quindi, anche se forse poco probabile, potrebbe accadere che alcuni lavoratori esclusi, o posticipati, in prima battuta possano poi trovare accoglimento per la mancata conferma di chi si trova più avanti in classifica.

Questo vale anche per chi presenterà l’istanza di riconoscimento del requisito di accesso all’Ape dopo le date indicate, dato che è possibile farlo entro il 30 novembre di ogni anno (ricevendo risposta dall’Inps entro il 31 dicembre). Tali domande saranno accolte a fronte di residua copertura finanziaria.

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