intelligenza artificiale

Doppiatori addio: l’attore originale parla in lingue diverse grazie all’Ai

Una startup israeliana DeepDub sfrutta il deep learning per replicare la voce degli interpreti nella lingua desiderata. Con tempi più che dimezzati

di Marco Trabucchi

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(The Hollywood Archive / AGF)

Una startup israeliana DeepDub sfrutta il deep learning per replicare la voce degli interpreti nella lingua desiderata. Con tempi più che dimezzati


3' di lettura

Immaginate di vedere un capolavoro del cinema, magari il primo Padrino, con la voce originale di Al Pacino e Marlon Brando, che recitano in italiano. Seppur abituati al superlativo lavoro svolto sulla pellicola di Coppola da Ettore Giannini, direttore del doppiaggio, in un immediato futuro potremmo godere di una nuova opzione sulle nostre smart tv: quella della voce dell'attore originale “tradotta” nella nostra lingua.

E non una semplice traduzione, ma una voce che replica l'originale con l'inflessione la cadenza dell'originale. Nello specifico Al Pacino imparerà a parlare italiano come se lo fosse.

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Una sola voce per tutte le lingue

La tecnologia, a dir poco rivoluzionaria, che permetterà di doppiare una serie o un film senza l'utilizzo di doppiatori e in qualsiasi lingua è della start up israeliana DeepDub. Fondata nel 2019 con sede a Tel Aviv, definisce il proprio lavoro come un tentativo di «colmare la barriera linguistica e il divario culturale delle esperienze di intrattenimento per il pubblico internazionale».

L'algoritmo dell'applicazione – già in fase avanzata – agisce grazie a una combinazione di traduzione automatica e intelligenza artificiale, riuscendo nella “magia” di “localizzare” (cioè tradurre, doppiare e adeguare i testi originali nella lingua scelta) i contenuti audio in alta qualità.

In un'intervista a IndieWire, Oz Krakowski, chief marketing officer di Deepdub, ha spiegato il suo funzionamento: «La tecnologia si basa sul deep learning e sull'intelligenza artificiale su reti neurali. Il deep learning apprende i tratti caratteriali della voce - come tono, profondità, velocità, spaziatura e intonazione delle parole -, li registra e può quindi applicarle a una lingua diversa».

Krakowski ha anche affermato che Deepdub può attualmente doppiare una serie televisiva di otto episodi in sei settimane, il che supererebbe le normali 14-16 settimane necessarie alla maggior parte delle aziende per doppiare lo stesso contenuto con metodi tradizionali.

Anche se Deepdub deve ancora dimostrare la sua efficacia, il potenziale di questa tecnologia è evidente. Nel mercato delle piattaforme globali di streaming l'importanza di indirizzare l'esperienza del telespettatore nella propria lingua è preziosa e in questo senso il doppiaggio è una risorsa vitale per il mercato globale.

Deepdub in questo modo si presenterebbe come un vantaggio per i produttori di contenuti, che azzerando il gap linguistico potranno abbattere sensibilmente costi di produzione e tempi di distribuzione.

I doppiatori scompariranno?

A parte il fascino di ricreare fedelmente le voci di attori famosi in altre lingue, Deepdub si propone come alternativa efficiente all'uso di doppiatori per doppiare singoli film o programmi televisivi. Non a caso lo scopo dichiarato di Deepdub è quello di aiutare i servizi di streaming - Netflix, Disney +, HBO Max e non solo - ad accelerare la transizione utilizzando l'intelligenza artificiale per le loro esigenze di localizzazione.

Un obiettivo ambizioso, confermato dalla recente acquisizione di Kevin Reilly, ex chief content officer di HBO Max e Warner, entrato a far parte del comitato consultivo dell'azienda diverse settimane fa.

Se, come è lecito aspettarsi, l'apprezzamento da parte dei produttori di contenuti sarà unanime, la tecnologia di Deepdub potrebbe rappresentare un punto di svolta per l'industria del doppiaggio che in questo modo perderebbe gran parte dei suoi guadagni. Un comparto che solo in Italia da lavoro a più di 2mila lavoratori, frutto di una tradizione tra le più apprezzate al mondo.

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