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Doppio terremoto in Turingia: Afd oltre il raddoppio, crolla la Cdu

Le elezioni in Turingia scuotono la Germania. Afd, il partito di estrema “destra radicale” Alternative für Deutschland, passa dal 10,6% del 2014 al 23,4% dei voti. Diventa così il secondo partito e surclassa la Cdu

di Isabella Bufacchi


Quanto ci può far male una recessione in Germania

3' di lettura

Le elezioni nella piccola Turingia, Land della ex Germania dell’Est con 2,2 milioni di abitanti rispetto agli oltre 82 milioni dell’intero Paese, scuotono la Germania: Afd, il partito di estrema “destra radicale” Alternative für Deutschland, più che raddoppia i voti dal 10,6% del 2014 al 23,4% diventando il secondo partito e surclassando così la Cdu. Die Linke, il partito di sinistra e storicamente tra i più forti, diventa per la prima volta il numero uno con il 31% (dal 28,2%) dei voti ma questo non basta più per riproporre la coalizione uscente rosso-rosso-verde (Die Linke, Spd, Die Grünen).

Male la Cdu, il partito di Angela Merkel in crisi cronica dalle elezioni generali del 2017: scende dal 33%del 2014 al 21,8%, e per questo non è più il primo partito in Turingia. Spd cala dal 12,4% all’8,2% mentre per un soffio confermato durante lo spoglio notturno, i verdi Die Grünen e i liberali Fdp arrivano alla soglia del 5% necessaria per entrare in Parlamento, rispettivamente al 5,2% e 5%, contribuendo così a sbloccare quello che appare già un difficile stallo politico.

Per arrivare a formare un governo di maggioranza questa volta non basta l’attuale coalizione rosso-rosso-verde. Emergono, stando ai commentatori politici, tre possibili soluzioni inedite: Die Linke, Spd e Verdi, i partiti dell’attuale coalizione, avranno bisogno dei liberali - che hanno posizioni opposte quasi su tutto - per superare il 50% dei seggi. In alternativa, la Cdu può arrivare al governo di maggioranza soltanto con Die Linke, un mix che entrambi i leader dei partiti prima del voto hanno scartato come “impossibile”. Infine, si apre la strada a un governo di minoranza, una novità per la regione che potrebbe diventare un trend applicabile a tutta la Germania. I governi di minoranza sono un incubo che non fa dormire i politici tedeschi di qualsiasi partito.

Quel che più scuote questa mattina la Germania è tuttavia l’ascesa di Afd, che era ampiamente prevista ma che si è confermata schiacciante, con una partecipazione dei giovani molto alta: un salto dal 10,6% al 23,4% (24% negli exit poll) nonostante i toni “fascisti” e con derive filo-naziste nei discorsi elettorali del leader Björn Höcke, che ha denunciato la povertà della regione rispetto al resto della Germania e il crescente islamismo.

Si confermano così alcuni scenari nel panorama politico in Germania: la divisione tra Germania dell’Ovest e Germania dell’Est non è stata ancora sanata dopo un trentennio dal crollo del muro di Berlino; il calo della Cdu non si arresta e il voto in Turingia indebolisce la già debole leadership di Annegret Kramp-Karrenbauer, e rafforza l’ascesa all’interno del partito di Friedrich Merz. L’Spd, che ha in corso la scelta del nuovo leader, deve decidere che cammino intraprendere dopo Turingia: se virare verso il centrosinistra o il centrodestra scegliendo il nuovo leader.

La Turingia tuttavia è una regione che negli ultimi anni è cresciuta molto e bene, sotto la guida rosso-rosso-verde e le posizioni moderate del leader Bodo Ramelow. Il reddito pro-capite resta comunque tra i più bassi in Germania. Il tasso di disoccupazione al 5,2% in Turingia ed è in linea con quello del resto della Germania (5% medio), anche se bisogna tener conto del massiccio esodo dei giovani in Germania ovest. La Turingia non è lo specchio della Germania ma certamente il voto di ieri riflette umori e malumori, tendenze e derive che coinvolgono tutto il Paese.

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    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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