aziende ai tempi del covid19

Dr. Vranjes Firenze: «Il virus? Ci sta portando ad avere un pensiero più creativo del solito»

L’azienda è solidale con clienti e fornitori:paga nei tempi corretti nonostante il momento di difficoltà, e ha concesso ai nostri clienti importanti dilazioni nei pagamenti

di Silvia Pieraccini

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L’azienda è solidale con clienti e fornitori:paga nei tempi corretti nonostante il momento di difficoltà, e ha concesso ai nostri clienti importanti dilazioni nei pagamenti


4' di lettura

Paolo Vranjes, amministratore delegato e maestro profumiere dell'azienda di fragranze Dr. Vranjes Firenze da lui fondata (oggi ne possiede il 30%, il 70% è del fondo BlueGem) - più di 18 milioni di fatturato 2019, per il 70% all'estero, cui si aggiungono 5 milioni di ricavi retail Italia realizzati negli otto monomarca - racconta come l’impresa, che ha uno stabilimento produttivo diretto di 4mila metri quadrati, si sta muovendo durante l’emergenza covid.

Sul fronte produttivo avete chiesto una deroga, come previsto dai provvedimenti del Governo, o siete completamente fermi?
Non è stato un processo semplice, perché inizialmente, a seguito del Dpcm del 22 marzo, non era chiaro se potessimo continuare a produrre. Per questo abbiamo deciso di sospendere cautelativamente le normali attività e di informare il prefetto della volontà di convertire le linee per la produzione del gel disinfettante. Qualche giorno più tardi, il Governo ha emendato il decreto chiarendo che la nostra attività era tra quelle consentite, cosa che ci ha portato a riprendere la regolare produzione, pur mantenendo, ovviamente, la produzione del gel disinfettante. Nel frattempo abbiamo cominciato a donare il gel a 17 ospedali (tra cui Careggi e Meyer a Firenze, e il Gaslini a Genova) e a 14 istituzioni, tra onlus, centri sanitari e altri. Ma abbiamo ancora una lunga lista di richieste che evaderemo nei prossimi giorni e settimane. Per quanto riguarda gli uffici, questi sono invece chiusi dal 26 marzo e tutte le nostre persone lavorano in smart working da casa.

Quali misure avete adottato per i lavoratori come conseguenza del lockdown?
Fin da subito ci siamo attrezzati con un contributo babysitting, riconoscendo il rimborso del 100% dei costi improvvisi per le famiglie dei dipendenti, scaturiti dalla chiusura delle scuole; acquistando cellulari e laptop per attivare lo smart working, consentendo il lavoro a distanza per il 100% degli impiegati; fornendo mascherine, alcool per la pulizia delle singole postazioni e gel mani igienizzante a tutti i dipendenti, e ultimamente anche visiere protettive; evitando tutti i contatti con l'esterno, sia nelle sedi produttive che negli uffici centrali; distanziando tutte le postazioni di lavoro in fabbrica e facendo rispettare le distanze di sicurezza di almeno un 1 metro, esteso poi a minimo 1,8 mt in seguito alle recenti disposizioni regionali; attuando un controllo scrupoloso su tutti i possibili fattori di rischio (es. misurazione temperatura in ingresso tutti i giorni a tutti i dipendenti) e tutelando con permessi a carico dell'azienda le persone che potevano essere maggiormente esposte al contagio; facendo eseguire una sanificazione professionale ogni due settimane e una disinfezione di più volte al giorno di postazioni e aree comuni (mensa) bagni, maniglie e strumenti lavoro; attivando un'assicurazione sanitaria integrativa per i lavoratori che malauguratamente dovessero ammalarsi.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Avete chiesto ai proprietari deroghe/riduzioni per gli affitti?
Sto trattando (i negozi sono rimasti in capo a Paolo Vranjes, ndr) con i proprietari degli immobili per ottenere una deroga sugli affitti. Le nostre boutique monomarca potrebbero tranquillamente restare aperte, visto che sono “tecnicamente” delle profumerie, ma abbiamo preferito appellarci al nostro senso di responsabilità civica e morale, sospendendo comunque tutte le attività.

Vi siete attrezzati con l'e-commerce? Se sì, praticando che tipo di sconti?
La nostra boutique online è regolarmente attiva e ci sta dando ottime soddisfazioni. Come da policy aziendale, comune a tutti i prodotti di lusso o di alta gamma, non pratichiamo sconti. Abbiamo però attuato una serie di attività promozionali, in particolare con prodotti in omaggio, che variano a seconda del pubblico di riferimento e del periodo.

Potete fare una previsione di perdita di fatturato per il 2020?
È difficilissimo, perché dipende da quando verranno riaperti i negozi in Italia, Europa e resto del mondo. E crediamo che nessuno in questo momento sia in grado di prevederlo. La nostra sfida più ambiziosa è di non perdere fatturato rispetto al 2019, cercando di recuperare nella seconda parte dell'anno le ingentissime perdite subite da marzo fino alla eventuale riapertura.

Qual è, volendo costringersi a vederlo, un lato positivo di questa crisi?
Senz'altro ci sta facendo crescere, maturare in una maniera assolutamente nuova e inaspettata. Ci sta portando ad avere un pensiero più creativo del solito. Sicuramente ci sta aiutando a conoscere meglio noi stessi, e a trovare dentro di noi la spinta e la giusta motivazione per superare questo momento difficile, con la passione, la determinazione e l'unione delle nostre forze. Abbiamo imparato a dare il massimo anche in smart working e soprattutto ad essere più solidali, anche tra clienti e fornitori. Pensi che mentre moltissime aziende, con la scusa del momento difficile, hanno ritardato i pagamenti e preteso il saldo dei crediti pendenti. Noi invece abbiamo seguito un percorso inverso: non solo paghiamo, come è giusto che sia, i nostri fornitori nei tempi corretti, ma abbiamo concesso ai nostri clienti importanti dilazioni nei pagamenti. Crediamo fermamente nel valore della filiera e nella solidarietà tra tutti gli attori e pensiamo che da questa esperienza terribile si uscirà più forti se saremo capaci di stare insieme anziché rinchiuderci in egoismi o interessi individuali. Ed è un insegnamento che contiamo di portare con noi anche quando questa crisi sarà terminata.

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