Stop da aprile a quarantene e mascherine

Draghi: «Stop allo stato di emergenza dopo il 31 marzo, super green pass via gradualmente»

Non si saranno più le zone colorate: «Obiettivo riaprire tutto presto»

di Nicoletta Cottone

Draghi: ferma condanna per Russia, inaccettabile violazione

5' di lettura

«È intenzione del governo non prorogare lo stato di emergenza oltre il 31 marzo. Da allora non sarà più in vigore il sistema delle zone colorate». Lo ha detto il premier Mario Draghi, intervenendo al Teatro del Maggio musicale fiorentino, nel corso della sua visita a Firenze. Una notizia accolta da un lungo applauso della platea, costituita da rappresentanti delle istituzioni e da categorie economiche. Il premier ha sottolineato come il miglioramento della situazione epidemiologica offra «margini per rimuovere le restrizioni residue alla vita di cittadini e imprese». Draghi ha ricordato che «il governo è consapevole del fatto che la solidità della ripresa dipende prima di tutto dalla capacità di superare le emergenze del momento».

Stop da aprile a quarantene e mascherine, obiettivo riaprire tutto presto

Con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo, quindi da aprile, «le scuole resteranno sempre aperte per tutti: saranno infatti eliminate le quarantene da contatto. Cesserà ovunque l’obbligo delle mascherine all’aperto, e quello delle mascherine Ffp2 in classe», ha detto il presidente del Consiglio. «Il nostro obiettivo - ha spiegato - è riaprire del tutto, al più presto».

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Gradualmente fine del green pass rafforzato

«Metteremo gradualmente fine all'obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all'aperto – tra cui fiere, sport, feste e spettacoli», ha precisato il presidente del Consiglio.

Preoccupa il prezzo dell’energia, aumentiamo la produzione di gas

«La principale preoccupazione - ha ricordato Draghi - è l’aumento del prezzo dell’energia. Il Governo è intervenuto più volte per aiutare imprese e famiglie - soprattutto le più povere - e per trovare soluzioni strutturali perché questo problema non si riproponga in futuro. La settimana scorsa abbiamo stanziato quasi 6 miliardi di euro, che si aggiungono agli oltre 10 che abbiamo già impiegato a partire dallo scorso anno. Incrementiamo la produzione nazionale di energia rinnovabile e di gas, che potrà essere venduto a prezzi più contenuti di quello importato».

Il Pnrr è un’opportunità storica

Il premier ha ricordato che il Pnrr è «un’opportunità storica per affrontare i problemi che sono rimasti irrisolti per decenni, come la carenza di infrastrutture o le diseguaglianze generazionali e di genere». Un piano che va attuato a stretto contatto con associazioni ed enti locali, «perché non esiste una sola ricetta per tutto il Paese, ma dobbiamo adattarci alle esigenze e alle caratteristiche di ogni territorio».

Investire nella scuola e nella formazione

«Occuparsi del Mediterraneo, vuol dire prima di tutto occuparsi delle nuove generazioni. Investire nella scuola, nella formazione e creare le condizioni per investimenti e posti di lavoro. Perché il Mediterraneo sia davvero un mare di opportunità», ha detto il premier Mario Draghi intervenendo alla cerimonia di apertura dell’incontro fra vescovi e sindaci del Mediterraneo, nel Convento di Santa Maria Novella, di fronte alla stazione ferroviaria. Il premier è stato accolto dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, dal sindaco Dario Nardella, e dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Accelerare sulla transizione ecologica

«L'emergenza climatica - ha detto Draghi - ci impone di accelerare nella transizione ecologica, in modo rapido ma sostenibile per cittadini e imprese. Dobbiamo aiutare in particolare i più deboli a sostenerne i costi. La transizione ecologica presenta grandi opportunità per chi ha il coraggio di investire. I Paesi del Mediterraneo devono coglierle – per proteggere il pianeta e avviare i giovani verso le professioni del futuro».

Ucraina: «No a prevaricazioni e soprusi»

Il premier ha anche parlato dei venti di guerra fra Russia e Ucraina. «In momenti di crisi - ha detto il premier - dobbiamo ancor più difendere i valori in cui crediamo e che ci guidano. La convivenza, la fratellanza, la tolleranza che celebriamo in questo incontro devono realizzarsi anche oltre i confini della regione in cui viviamo». E ha sottolineato che «gli eventi in Ucraina ci portano a ribadire che le prevaricazioni e i soprusi non devono essere tollerati».

Stabilità e pace contrastando le diseguaglianze

«La stabilità e la pace - ha ricordato il premier - si organizzano nelle istituzioni, ma si costruiscono nel contrasto quotidiano alle diseguaglianze, all'odio e all'ignoranza. Penso alle politiche di integrazione e vicinato, agli investimenti infrastrutturali: tutti processi che favoriscono la crescita e lo sviluppo». Draghi ha sottolineato che alcuni progetti incidono direttamente sulla vita nelle città: «migliorano la qualità delle abitazioni, programmano lo sviluppo urbano, favoriscono la costruzione di nuove infrastrutture. Altri contribuiscono a tutelare la natura e la biodiversità, come i progetti di conservazione finanziati dall’Unione europea, anche grazie alla collaborazione tra università e centri di ricerca. Le autorità civili e religiose hanno un ruolo fondamentale nel coltivare un senso di responsabilità diffuso senza il quale questi progetti non possono avere successo.Per affrontare, nel breve e nel lungo termine, i problemi e le vulnerabilità del Mediterraneo».

Fornire nuove opportunità a chi cerca lavoro

Necessario, ha detto il premier, «fornire nuove opportunità a chi cerca lavoro e maggiore rappresentanza ai giovani e alle donne». Indispensabile «tutelare la pluralità delle nostre identità, favorire il dialogo tra culture diverse e tutelare le minoranze, etniche e religiose. Sono i nostri diritti e i nostri doveri come abitanti del ‘Grande mare'. Il nostro impegno per un Mediterraneo giusto, di pace, di libertà».

Card. Bassetti: «Costruire Mediterraneo di dialogo e pace»

Anche il cardinale Gualtiero Bassetti ha sottolineato quanto sia necessario «promuovere la ricostruzione di un luogo di dialogo e di pace». In apertura dell’incontro sul Mediterraneo Bassetti ha ringraziato il premier Draghi «dello sforzo che quotidianamente rivolge all’azione di Governo per l’Italia, in un periodo così difficile a causa della pandemia e della complessa opera di rilancio del Paese. Augurandomi che quest’azione sia sempre indirizzata verso il conseguimento del Bene comune, sono felice che il presidente del Consiglio condivida con noi i motivi ideali che hanno animato quest’Incontro di dialogo e spiritualità».

Visita alla Ferragamo: «Grazie per la vostra opera»

Il pomeriggio a Firenze del premier Mario Draghi è iniziato a Sesto Fiorentino con la visita allo stabilimento produttivo dell’azienda Ferragamo, accompagnato dall’ad Marco Gobetti. Incontrando i lavoratori dell’azienda «li ha ringraziati per il lavoro che fanno, e per la realtà che rappresentano», ha riferito Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino, che ha accolto Draghi insieme al sindaco metropolitano di Firenze, Dario Nardella, e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Draghi è stato accompagnato dai vertici della maison per una visita allo stabilimento, prima all’archivio che conserva i modelli storici realizzati dal fondatore, Salvatore Ferragamo, e poi nei reparti dove gli sono stati illustrati i passaggi principali per la realizzazione delle famose calzature. Poi nel giardino interno dello stabilimento, ha incontrato i dipendenti.

Il doppio evento di Firenze

Doppio evento, dunque, a Firenze nel nome del ’sindaco santo’ Giorgio La Pira, promotore tra gli anni ’50 e ’60 di colloqui internazionali di pace. Fino a domenica 27 febbraio la città ospita il convegno dei vescovi “Mediterraneo frontiera di pace”, promosso dalla Conferenza episcopale italiana, e il “Forum dei sindaci del Mediterraneo”, convocato dal sindaco Dario Nardella.

Presenti 60 vescovi, 60 primi cittadini

Al convegno “Mediterraneo frontiera di pace” e al “Forum dei sindaci del Mediterraneo” saranno presenti una delegazione di circa 60 vescovi e 60 sindaci provenienti da quasi tutti i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, oltre a ospiti di rilievo internazionale. Oltre che dall’Italia religiosi e primi cittadini arriveranno da Albania, Algeria, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Iraq, Israele, Libano, Libia, Lituania, Lussemburgo, Marocco, Montenegro, Malta, Portogallo, Spagna, Serbia, Slovenia, Tunisia, Turchia, Ucraina.

Domenica 27 febbraio ci sarà Papa Francesco

Domenica Papa Francesco sarà in visita a Firenze in occasione dell’incontro congiunto di vescovi e sindaci del Mediterraneo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà presente domenica 27 febbraio. Il giorno prima, il 26 febbraio, ci saranno i ministri dell’Interno Luciana Lamorgese e degli Esteri Luigi Di Maio.

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