L’intervento del premier

Draghi all’Assemblea Onu: agire subito sul clima, Ue deve avere ruolo guida

Dall’ambiente alla crisi afghana, alla necessità di normalizzazione in Libia, al problema della disuniforme distribuzione mondiale dei vaccini anti-Covid: l’intervento del premier italiano all’assemblea generale delle Nazioni Unite

G20 sull'Afghanistan, all'Assemblea Onu prove di dialogo

6' di lettura

Agire subito, per tutelare il pianeta rendere sostenibile la crescita economica e garantire un futuro delle giovani generazioni. E con il ruolo guida dell’Unione europea. Questo il clou della parte relativa al problema del riscaldamento globale dell’intervento in videoconferenza del premier italiano Mario Draghi all’assemblea generale dell’Onu, alle 19.45 ora di New York, l’una e 45 di notte di venerdì 24 settembre in Italia. «Negli ultimi anni sono stati spesso i giovani a essere portatori di cambiamento e a spingerci a fare di più. È nostro dovere ascoltarli perché saranno loro a ereditare il pianeta», ha detto il presidente del Consiglio italiano, ricordando che «la settimana prossima 400 giovani da tutto il mondo si incontreranno a Milano per formulare le loro proposte sul contrasto al cambiamento climatico». «Dobbiamo agire ora, per tutelare il pianeta, la nostra economia e le generazioni future».

Interrompere l’uso del carbone, eliminare gli incentivi ai combustibili fossili

E nella transizione ecologica l’Ue deve avere, chiarisce Draghi, un ruolo guida, che però non può essere sufficiente per uscire dalla crisi ambientale: occorre che l’impegno sia globale. «L’Italia sostiene con convinzione il ruolo guida dell’Unione Europea nella transizione ecologica, e in particolare il suo impegno per una riduzione del 55% delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050», ha detto infatti Draghi. «Tuttavia, l’Ue rappresenta oggi solo l’8% delle emissioni globali, mentre i Paesi del G20 sono responsabili del 75%»: ha ricordato il premier, sostenendo che «la lotta al cambiamento climatico richiede un impegno multilaterale e la cooperazione pragmatica di tutti i principali attori globali - sia le economie ricche sia quelle emergenti». «Dobbiamo agire - ha spiegato Draghi - in modo incisivo, coordinato e simultaneo, ma nel rispetto delle diversità nazionali. Intendiamo raggiungere un’intesa globale per interrompere al più presto l’uso del carbone, e, coerentemente con questo obiettivo, per bloccare il finanziamento di nuovi progetti di questo tipo. Vogliamo eliminare gli incentivi ai combustibili fossili e promuovere la loro sostituzione con fonti rinnovabili».

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Transizione ambientale può essere motore di crescita

«La transizione ambientale ha dei costi significativi ed è essenziale che i governi si impegnino direttamente per aiutare cittadini e imprese a sostenerli. Ma può essere anche un motore di crescita economica», ha assicurato Draghi, citando un recente rapporto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, secondo cui esse potrebbero impiegare più di 40 milioni di persone entro il 2050.

Afghanistan a rischio catastrofe, non torni a essere minaccia per la sicurezza

Il presidente del Consiglio si è soffermato anche sulla crisi afghana. «Nell'ultimo anno si sono riproposte importanti questioni riguardanti la pace e la sicurezza.- La principale è l'Afghanistan, dove abbiamo davanti il rischio di una catastrofe sociale e civile. Dobbiamo evitare che il Paese torni ad essere una minaccia per la sicurezza internazionale.
Mi riferisco in particolare alla presenza in territorio afghano di gruppi affiliati ad Al-Qaeda e Daesh». Così Draghi nel suo intervento al Dibattito Generale della 76ma Sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. «La comunità internazionale deve collaborare con efficacia, a partire dallo scambio di informazioni – continua - L'Italia è da tempo impegnata nelle sedi internazionali in tema di contrasto al terrorismo. Bisogna coniugare gli obiettivi in termini di sicurezza con la prevenzione, la tutela dei diritti umani, il rispetto dello stato di diritto. E occorre affrontare le cause profonde, economiche e sociali, che portano alla radicalizzazione e all'estremismo violento».

Nuovo governo afghano non inclusivo, dimostri con i fatti il rispetto delle libertà individuali

Sul regime instaurato dai Talebani in Afghanistan Draghi ha detto: «La composizione del nuovo esecutivo afghano non risponde alle aspettative della comunità internazionale di un governo inclusivo e rappresentativo delle diverse componenti etniche, sociali e religiose del Paese. I nuovi governanti devono dimostrare con le loro scelte, e non solo a parole, di credere nel rispetto delle libertà individuali». Il premier italiano ha anche ammonito che «in Afghanistan stiamo assistendo allo smantellamento dei progressi degli ultimi 20 anni relativamente alla difesa delle libertà fondamentali, soprattutto per le donne». «Tutti coloro che hanno sottoscritto la Carta delle Nazioni Unite e che si richiamano ai valori fondanti di questa Organizzazione - ha proseguito - devono impegnarsi per una risoluzione della crisi. La comunità internazionale deve presentarsi coesa nell’esigere che tutti i cittadini afghani possano vivere in dignità, pace e sicurezza, che sia assicurata la tutela delle categorie vulnerabili; e che le donne mantengano i diritti fondamentali, primo fra tutti quello all’istruzione».

Afghanistan: G20 straordinario su aiuti, sicurezza, diritti umani

Draghi ha anche formalizzato nel suo intervento l’iniziativa italiana di indirre un G20 straordinario sul tema afghano, G20 straordinario che si deve concentrare «sui temi dell’aiuto umanitario, della sicurezza e dei diritti umani» e «dovrà dare massimo sostegno a questi obiettivi». Il premier italiano ha ricordato il rischio terrorismo e di una «catastrofe sociale». «La situazione umanitaria in Afghanistan è la più immediata e condivisa preoccupazione, anche per l’avvicinarsi dell’inverno», spiega. «Ma dobbiamo pure evitare che il Paese torni ad essere una minaccia per la sicurezza internazionale», avvisa.

Libia, garantire cessate il fuoco e elezioni 24 dicembre

Il presidente del Consiglio è intervenuto anche sul tema Libia. «Dobbiamo garantire lo svolgimento delle elezioni previste per il prossimo 24 dicembre e la piena attuazione del cessate il fuoco» ha detto nel suo videomessaggio all’assemblea generale dell’Onu. «Sosteniamo sul piano multilaterale, bilaterale e all’interno dell’Unione Europea - ha spiegato - il processo di transizione in Libia per una soluzione sostenibile e inclusiva della crisi. L’obiettivo è completare il percorso tracciato dagli stessi libici per rinnovare il quadro istituzionale nazionale, in modo unitario, senza interferenze esterne e sotto l’egida dell’Onu. La comunità internazionale deve lavorare insieme alle istituzioni e al popolo libici per superare lo stallo attuale».

Migranti: serve risposta comune

Draghi si è soffermato anche sul tema dei migranti: «L'altro aspetto legato alla crisi libica riguarda le migrazioni, la cui corretta gestione richiede una risposta comune da parte della comunità internazionale. Dobbiamo lottare con efficacia contro il traffico di persone, assicurare una mobilità internazionale regolare, e tutelare la vita delle persone. È essenziale un'azione multilaterale, strutturata intorno ai principi di condivisione degli oneri e delle responsabilità». Così il premier Mario Draghi. «L'Unione Europea e i suoi Stati Membri devono rafforzare il dialogo in materia migratoria con i Paesi di origine e transito dei migranti per arrivare a una responsabilità congiunta nella gestione dei flussi – aggiunge - A questi principi è ispirata la cooperazione in materia tra Unione Europea e i partner africani, di cui l'Italia è stata da subito promotrice e che intendiamo rafforzare».

Sui vaccini disparità inaccettabili tra Paesi poveri e Paesi ricchi

«A livello globale, abbiamo davanti differenze drammatiche nella diffusione dei vaccini. Nei Paesi ad alto reddito, più del 65% della popolazione ha ricevuto almeno una dose. Nei Paesi più poveri, solo il 2%. Queste disparità sono moralmente inaccettabili: meno vaccinazioni equivalgono a più morti». Così Draghi nel suo intervento. «Inoltre, finché il virus continuerà a circolare liberamente – sottolinea il presidente del Consiglio - potrà mutare in modo pericoloso e mettere a rischio anche le campagne di vaccinazione più efficaci. Occorre aumentare la disponibilità di vaccini per i Paesi poveri e risolvere i problemi logistici perché le dosi arrivino dove c'è maggiormente bisogno. Dobbiamo inoltre preservare la libera circolazione dei vaccini a livello globale, e delle materie prime per produrli. L'Italia offre pieno sostegno politico e finanziario alla Covax Facility. Intendiamo triplicare le nostre donazioni di dosi di vaccino da 15 milioni a 45 milioni entro la fine del 2021, nel quadro di un più ampio sforzo europeo. Le enormi differenze nelle campagne vaccinali rischiano di peggiorare le diseguaglianze tra Paesi».

Il Consiglio di Sicurezza Onu diventi più rappresentativo

Nel suo intervento, Draghi ha parlato anche della necessità di ripensare - e ampliare - il ruolo del Consiglio di sicurezza dell’Onu. «Nell’architettura dell’Onu, il Consiglio di Sicurezza - ha affermato il premier italiano - deve poter continuare ad adempiere al proprio ruolo a tutela della pace e della sicurezza internazionale. Sosteniamo la necessità di una riforma condivisa e consensuale del Consiglio di Sicurezza, che rafforzi la rappresentanza regionale e garantisca una più equa distribuzione geografica dei seggi attraverso un incremento dei soli membri eletti». «Il nostro obiettivo è rendere il Consiglio più rappresentativo, democratico, efficiente, trasparente e responsabile», ha sottolineato.

Per la prima volta un premier italiano all’assemblea generale Onu da presidente G20

Un intervento quello del presidente del Consiglio che ha visto per la prima volta un premier italiano investito anche del ruolo di presidente di turno del G20. Una parte dell'intervento ha toccato infatti alcuni aspetti propri dell'agenda G20 a cominciare dalla ripresa economica post pandemia e dalle ricette per affrontare la transizione energetica e la nuova era digitale. Draghi metterà l'accento sul ruolo di global player dell'Unione europea che ha mostrato con la campagna vaccinale di essere all'altezza della sfida. Un dettaglio riguarderà anche il ruolo dell'Italia che vede attualmente una delle percentuali più alte di vaccinati e che sarà in grado di mettere a disposizione 45 milioni di vaccini per i Paesi più poveri.


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