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Draghi all’Europarlamento: rivedere Trattati Ue per superare principio unanimità. Superbonus, il premier: «Non siamo d’accordo»

Per il presidente del Consiglio Mario Draghi, intervenuto alla plenaria del Parlamento Europeo, «abbiamo bisogno di un federalismo pragmatico, che abbracci tutti gli ambiti colpiti dalle trasformazioni in corso: dall’economia, all’energia, alla sicurezza»

Mario Draghi (Ansa)

4' di lettura

«Le istituzioni europee che i nostri predecessori hanno costruito negli scorsi decenni hanno servito bene i cittadini europei, ma sono inadeguate per la realtà che ci si manifesta oggi davanti». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi intervenendo alla plenaria del Parlamento Europeo. «Abbiamo bisogno di un federalismo pragmatico, che abbracci tutti gli ambiti colpiti dalle trasformazioni in corso: dall’economia, all’energia, alla sicurezza. Se ciò richiede l’inizio di un percorso che porterà alla revisione dei Trattati, lo si abbracci con coraggio e con fiducia», ha aggiunto. E ancora: «Dobbiamo superare il principio dell’unanimità e muoverci verso decisioni prese a maggioranza qualificata».

Draghi: guerra in Ucraina tra le crisi più gravi per l’Ue

«La guerra in Ucraina pone l’Unione Europea davanti a una delle più gravi crisi della sua storia. Una crisi che è insieme umanitaria, securitaria, energetica, economica» ha spiegato il presidente del Consiglio. Ecco perché l’Italia «come Paese fondatore dell’Unione Europea, come Paese che crede profondamente nella pace, è pronta a impegnarsi in prima linea per raggiungere una soluzione diplomatica».

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«Continueremo ad appoggiare Ue in sanzioni»

Ma la guerra in Ucraina ha mostrato anche «la profonda vulnerabilità di molti dei nostri Paesi nei confronti di Mosca. L’Italia è uno degli Stati membri più esposti. Una simile dipendenza energetica è imprudente dal punto di vista economico, e pericolosa dal punto di vista geopolitico». Ecco perché «l’Italia intende prendere tutte le decisioni necessarie a difendere la propria sicurezza e quella dell’Europa. Abbiamo appoggiato le sanzioni che l’Ue ha deciso di imporre nei confronti della Russia, anche quelle nel settore energetico. Continueremo a farlo con la stessa convinzione in futuro».

«Tetto al gas serve per tagliare i fondi a Putin»

Il premier ha ricordato come «sin dall’inizio della crisi, l’Italia ha chiesto di mettere un tetto europeo ai prezzi del gas importato dalla Russia. Mosca vende all’Ue quasi due terzi delle sue esportazioni, in larga parte tramite gasdotti che non possono essere riorientati verso altri acquirenti». La nostra proposta - ha spiegato Draghi - consentirebbe di «utilizzare il nostro potere negoziale per ridurre i costi esorbitanti che oggi gravano sulle nostre economie. Questa misura consentirebbe di diminuire le somme che ogni giorno inviamo a Putin, e che inevitabilmente finanziano la sua campagna militare»

«Contro caro energia serve decisione forte Ue»

Il problema del costo dell’energia sarà al centro del prossimo Consiglio Europeo. «C’è bisogno di decisioni forti e immediate» ha detto il premier, ricordando che in Italia, «nei primi 4 mesi di quest’anno, il prezzo dell’elettricità è quadruplicato rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso con un impatto durissimo sull’economia. L’Italia, da sola, ha speso circa 30 miliardi di euro quest’anno». Si tratta di un «problema sistemico» che «va risolto con soluzioni strutturali, che spezzino il legame tra il prezzo del gas e quello dell’elettricità»

«Ampliare Sure a interventi contro caro-energia»

Tra le soluzioni prospettate dal presidente del consiglio quella di ampliare lo Sure (sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza) «per fornire ai Paesi che ne fanno richiesta nuovi finanziamenti per attenuare l’impatto dei rincari energetici». Una misura da mettere in campo in «tempi rapidi» per «intervenire subito a sostegno dell’economia». Per Draghi con l’estensione si Sure gli Stati potrebbero finanziare «interventi di riduzione delle bollette, ma anche il sostegno temporaneo ai salari più bassi, ad esempio con misure di decontribuzione», difendendo «il potere di acquisto delle famiglie, soprattutto le più fragili, senza rischiare di generare nuova inflazione»

«Avanti con allargamento, vogliamo Ucraina nell’Ue»

Per Draghi «la piena integrazione dei Paesi che manifestano aspirazioni europee non rappresenta una minaccia per la tenuta del progetto europeo. È parte della sua realizzazione. L’Italia sostiene l’apertura immediata dei negoziati di adesione con l’Albania e con la Macedonia del Nord, in linea con la decisione assunta dal Consiglio Europeo nel marzo 2020. Vogliamo dare nuovo slancio ai negoziati con Serbia e Montenegro, e assicurare la massima attenzione alle legittime aspettative di Bosnia Erzegovina e Kosovo. Siamo favorevoli all’ingresso di tutti questi Paesi e vogliamo l’Ucraina nell’Ue» ha aggiunto il premier.

«Serve conferenza Ue su spese militari»

In un’ottica di maggiore integrazione, per Draghi «è opportuno convocare una conferenza per razionalizzare e ottimizzare gli investimenti in spesa militare. Inoltre, la costruzione di una difesa comune deve accompagnarsi a una politica estera unitaria, e a meccanismi decisionali efficaci»

«Andiamo verso scelte a maggioranza qualificata»

Quanto alla revisione dei Trattati «dobbiamo superare il principio dell’unanimità, da cui origina una logica intergovernativa fatta di veti incrociati, e muoverci verso decisioni prese a maggioranza qualificata. Un’Europa capace di decidere in modo tempestivo è un’Europa più credibile di fronte ai suoi cittadini e di fronte al mondo»

Draghi al Parlamento Ue ricorda Sassoli

All’inizio del suo discorso Draghi ha ricordato David Sassoli. «Sono davvero felice di essere qui, nel cuore della democrazia europea. Voglio prima di tutto rendere omaggio alla memoria di David Sassoli, che ha presieduto il Parlamento Europeo in anni difficilissimi. Durante la pandemia, il Parlamento ha continuato a riunirsi, discutere, decidere, a testimonianza della sua vitalità istituzionale e della guida di Sassoli. Sassoli non ha mai smesso di lavorare a quello che definì nel suo ultimo discorso al Consiglio Europeo, un ’nuovo progetto di speranza’ per ’un’Europa che innova, che protegge, che illumina» ha detto Draghi

L’agenda a Strasburgo

Dopo il capo dello Stato Sergio Mattarella, dunque, anche il premier Mario Draghi ha deciso di volare a Strasburgo. È la prima volta che, da presidente del Consiglio, ha parlato davanti agli eurodeputati della Plenaria. Lo ha fatto nel corso del dibattito intitolato “Questa è l’Europa”. Dopo gli interventi dei capigruppo è prevista una replica. Prima di ripartire per Roma, forse intorno all’ora di pranzo, il premier dovrebbe incontrare gli eurodeputati italiani.

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