LA GIORNATA POLITICA

Draghi in campo: riceve l’incarico da Mattarella e si prepara alle consultazioni. Nodo M5s e centrodestra

Con il conferimento dell'incarico parte il procedimento che porta alla formazione del nuovo governo. L’ex governatore della Bce sottolinea: «la consapevolezza dell'emergenza richiede risposte all'altezza della situazione e con questa speranza che rispondo all'appello» del capo dello Stato

di Andrea Carli

Draghi: Ipse dixit, non solo «Whatever it takes»

4' di lettura

Il film della giornata si apre con Mario Draghi che riceve dal presidente Mattarella l’incarico di formare un nuovo governo, e si chiude con l’ex governatore della Bce che si prepara a incontrare le forze politiche per capire su chi può contare nel caso in cui decidesse di sciogliere la riserva.

Intorno a mezzogiorno Draghi sale al Quirinale per un colloquio con il Capo dello Stato. Sergio Mattarella gli conferisce l’incarico di formare un nuovo governo. Lui accetta con riserva. La scioglierà al termine delle consultazioni a Montecitorio con i rappresentanti dei partiti per capire quali possibilità ci siano di formare una maggioranza. Inizieranno domani, probabilmente nel pomeriggio, ma non c’è ancora un calendario.

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Il premier incaricato sta ragionando sul quadro degli incontri. Grande attenzione anche ai rapporti con le parti sociali che, si ragiona in ambienti politici, potrebbero essere incontrate dal premier incaricato a margine delle consultazioni con i partiti e, sicuramente, in un tavolo di concertazione, a governo fatto.

Le prime parole del premier incaricato: «È un momento difficile»

Una volta terminato l’incontro al Colle con il presidente della Repubblica, nel suo stile che non tradisce emozioni Draghi raggiunge il salone delle Feste e rilascia alcune dichiarazioni. «Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare. È un momento difficile. Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese sono le sfide», sottolinea. E aggiunge che «la consapevolezza dell'emergenza richiede risposte all'altezza della situazione e con questa speranza che rispondo all'appello» del capo dello Stato.

«Sono fiducioso che dal confronto dei partiti emerga unità»

Il presidente incaricato si dice «fiducioso che dal confronto con i partiti, con i gruppi parlamentari e le forze sociali emerga unità e capacità di dare una risposta responsabile». In uno dei passaggi non manca di ricordare che «abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell'Ue, abbiamo la possibilità» di operare «con uno sguardo attento alle future generazioni e alla coesione sociale». Draghi incontra prima i presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati, poi raggiunge Palazzo Chigi per un faccia a faccia di un’ora e un quarto con il premier uscente Giuseppe Conte. In serata infine raggiunge la sua abitazione a Città della Pieve.

La prova della fiducia

Il presidente della Repubblica ha chiesto un governo di alto profilo, che non debba identificarsi con alcuna formula politica. Ma l'ex governatore della Bce sarà chiamato alla prova della fiducia in parlamento. Le forze politiche si interrogano e discutono al loro interno sul sostegno ad un esecutivo Draghi.Il capo dello Stato ha fatto appello a tutti i partiti, ma chi sarà disponibile a votargli la fiducia? Draghi dovrebbe contare sul sostegno di Pd, da cui arriva un’immediata apertura di credito («Può portare l’Italia fuori dall’incertezza», dice il segretario Zingaretti), di +Europa e Italia viva.

Le due incognite: centrodestra e M5s

Gli occhi sono puntati sul centrodestra ed il Movimento Cinque Stelle. Nel primo caso, la leader di FdI Meloni, azionista forte del centrodestra, indica le elezioni come unica soluzione. «So che all'interno del centrodestra ci sono altre posizioni - osserva -. Ho proposto un mezzo passo verso l'altro con l'astensione, facciamo tutti un mezzo passo. ma solo se tutto il centrodestra fa la stessa cosa». «Non abbiamo pregiudizi nei confronti di Draghi - mette in chiaro il leghista Matteo Salvini - vogliamo parlare di taglio di tasse e apertura dei cantieri con la prospettiva del voto». Ampie aperture arrivano invece da Forza Italia, anche perché Silvio Berlusconi ha sempre rivendicato la scelta di Draghi alla guida della Bce, e dai partiti più piccoli da sempre a favore di un'esecutivo di salvezza nazionale.

Rischio spaccatura interna per i Cinque Stelle

Tensioni nel M5s, che chiede un governo politico.Una linea che ha il suo peso, considerato che il MoVimento conta quasi 300 parlamentari. Beppe Grillo ai suoi consegna un messaggio netto: «Leali a Conte». Il no a Draghi non sembrerebbe però una posizione granitica: soprattutto tra i deputati pentastellati non mancherebbero coloro che potrebbero essere a favore di un sostegno a un esecutivo guidato dall’ex presidente della Bce. L’assemblea congiunta dei gruppi, iniziata nel pomeriggio, continuerà in serata. Il capo politico dei Cinque stelle Vito Crimi non esclude il voto su Rousseau. Il capogruppo al Senato Ettore Licheri confida: «Non voteremo la fiducia ma voteremo sì a quei provvedimenti che andranno in direzione dei cittadini e No a quelli che andranno contro di loro». «Io credo - interviene Luigi Di Maio - che il punto non sia attaccare o meno Draghi ma le regole della democrazia sono molto chiare. E credo che la via democratica alla ricostruzione dell'Italia sia quella di un governo politico».

Zingaretti,ok disponibilità M5S-Leu a prospettiva unitaria

Il Pd lavora perché nella maggioranza che dovrebbe sostenere Draghi ci siano i Cinque stelle, anche in chiave futura alleanza. In serata, su invito dei Dem, i leader di Pd, Cinque Stelle e Leu si confrontano in videoconferenza per tentare un punto di intesa.«Nel quadro del lavoro che si è avviato dopo il conferimento dell'incarico al professor Draghi, pur nel rispetto del confronto che si è aperto tra le forze politiche, è positiva la disponibilità di Pd, M5S e Leu di voler continuare a tenere aperta una prospettiva politica unitaria», sottolinea Zingaretti al termine dell'incontro da remoto con M5S e Leu. «Noi vorremmo che questa maggioranza corrispondesse all'appello del Capo dello Stato, una maggioranza larga - osserva il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, in un intervento su La7 - . Altrimenti se dopo le tarantelle di Renzi dovessimo sottostare a quelle di Salvini non avremmo fatto un grande servizio al Paese. Inviterei tutti a lavorare e a non pensare che un nome forte sia sufficiente, ci vuole un lavoro politico e noi lo stiamo facendo». Sulla stessa linea Leu: percorso con Pd e M5S non si ferma, è il messaggio lanciato dai capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro, al termine della riunione con Pd e M5s.

Gli scenari

Tra gli scenari che si delineano, quello di una maggioranza Ursula (con il sostegno di Forza Italia). O quello di un governo tecnico che, secondo fonti di centrodestra, potrebbe spingere a una forma di sostegno (magari con astensione) anche della Lega, dov'è forte la pressione dei “draghiani” come Giancarlo Giorgetti. Draghi sarà in ogni caso, sottolineano più fonti, un premier “di peso” ma una squadra di non politici gli darebbe più libertà di manovra e autonomia rispetto ai partiti. Nelle prossime ore il quadro si andrà inevitabilmente a delineare. Whatever it takes.

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