ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa cerimonia per il via libera al Recovery Plan

Draghi e Von der Leyen a Cinecittà per l’ok Ue al piano: così il Pnrr punta a trasformare gli studios nella Hollywood europea

Gli studi di Via Tuscolana 1055 sono stati scelti come palcoscenico per il suggello dell’Europa al Pnrr che contiene un progetto specifico per il rilancio di Cinecittà

di Celestina Dominelli

Von der Leyen a Roma il 22 giugno per il via libera al Recovery

3' di lettura

Chissà chi rammenterà alla presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, i fasti del mitico Teatro 5 di Cinecittà e dei capolavori girati qui da Federico Fellini. Perché fu proprio negli studios di via Tuscolana 1055 che il grande maestro riminese diresse alcuni dei suoi capolavori e dove tutto, a cominciare dalla testa di Venusia che si scorge appena varcati i cancelli e che emergeva dalle acque del Canal Grande nelle sequenze iniziali del Casanova, parla di lui. E sarà proprio qui che martedì 22 giugno il Recovery Plan riceverà il suggello dell’Europa.

La scelta degli studios come palcoscenico dell’ok Ue all’Italia

Gli studios di Cinecittà, gestiti da Istituto Luce Cinecittà (controllata del Mef), sono stati infatti scelti dal governo italiano come palcoscenico dell’ok di Bruxelles e sarà la cittadella cinematografica ad accogliere la numero uno della Commissione Europea. Scortata dal premier Mario Draghi, che sarà affiancato dai vertici di Cinecittà, l’ad Nicola Maccanico e la presidente Chiara Sbarigia, la Von der Leyen farà un giro per teatri e set, cimeli, fotografie e abiti di scena, partendo proprio dall’area intitolata nel 2013 a Federico Fellini che si innamorò di quegli studios fin dal suo arrivo a Roma nel 1941.

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A Cinecittà il suggello dell’Europa al Recovery Plan

A Cinecittà il suggello dell’Europa al Recovery Plan

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Il progetto Cinecittà nel Pnrr

La scelta di Cinecittà è dunque un omaggio alla lunga e gloriosa tradizione cinematografica italiana ma anche a un luogo in cui si sono state scritte le pagine di molti capolavori di respiro internazionale e che è al centro di un progetto ad hoc all’interno del Recovery plan italiano. Il Pnrr destina infatti a Cinecittà 300 milioni di euro di fondi che dovranno servire, si legge nel piano, «a potenziare la competitività del settore cinematografico e audiovisivo italiano»e ad attenuare l’impatto sociale ed economico della crisi che si è abbattuta con particolare veemenza su questo comparto. Trasformando gli studios in una Hollywood Europea come auspica da tempo il ministro della Cultura Dario Franceschini che sul rilancio di Cinecittà ha sempre scommesso.

La ripartizione delle risorse

Per capire come si declinerà questo rilancio, basta sfogliare gli allegati tecnici del Pnrr inviati a Bruxelles dove viene dettagliata la ripartizione del pacchetto di risorse destinato al progetto Cinecittà: 159,3 milioni andranno alla prima componente “Distretto Cinecittà”; 99,8 milioni serviranno invece per la nuova area di Cassa depositi e prestiti (in pratica, l’allargamento degli studi romani nei terreni adiacenti di proprietà della Cassa, 473 mila metri quadri, dove saranno costruiti 6 nuovi teatri hi-tech con servizi e sistemi annessi), e 40 milioni circa finiranno al Centro sperimentale di cinematografia, l’altra gamba del progetto sostenuto dal Recovery Plan che vuole anche scommettere sulla formazione dei giovani talenti.

La “gamba” del Centro sperimentale di cinematografia

Le risorse, si legge nelle schede allegate al Piano, saranno insomma utilizzate per costruire nuovi studi e ammodernare quelli esistenti, ma anche per sostenere gli investimenti in nuove tecnologie digitali, sistemi e servizi. Mentre i fondi riservati al Centro sperimentale di cinematografia supporteranno altresì, oltre alla formazione, l’implementazione di nuovi strumenti per la produzione audiovisiva, l’internazionalizzazione del Centro e gli scambi culturali tra i Paesi membri dell’Unione Europea. E ancora, la creazione di un laboratorio fotochimico per preservare la collezione della Cineteca nazionale, il più importante archivio cinematografico in Italia e tra i più importanti archivi cinematografici in Europa e nel mondo.

L’omaggio del Recovery alla tradizione italiana

Insomma, un progetto ad ampio raggio che mira a far compiere a Cinecittà un ulteriore salto. «Roma è uno dei più importanti e rinomati hub per film e produzioni televisive in Europa e nel mondo», è l’omaggio messo nero su bianco nelle schede tecniche del Pnrr dove si sottolinea come il settore audiovisivo sia uno dei più promettenti in Italia e come il suo successo potenziale sia legato anche al rafforzamento dell’innovazione tecnologica e digitale. «Gli studios di Cinecittà sono unici in Italia e non ci sono spazi di mercato per altri competitor», prosegue ancora il Piano.

Il nodo delle mega produzioni

L’iniezione di risorse, chiarisce il Recovery, è dunque indispensabile perché l’attuale capacità produttiva e infrastrutturale legata all’hub di Via Tuscolana 1055 non riesce a intercettare la domanda delle mega produzioni (progetti da 80 milioni in su). «Nel 2017-2018 - chiariscono gli allegati - non è stato possibile accogliere il 70% della domanda internazionale per gli studios a causa della non disponibilità o inadeguatezza in termini di dimensioni e innovazione tecnologica: è stato calcolato che la perdita potenziale di ricavi per Cinecittà si aggira attorno ai 25 milioni di euro per anno». Da qui, dunque, la scelta di scommettere sul futuro degli studi romani e su un progetto che dovrebbe consentire alla società guidata di Maccanico di compiere finalmente quel salto necessario per diventare davvero la nuova Hollywood europea.

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