IL VIDEOMESSAGGIO

Draghi: «Il piano vaccini accelera, la via d’uscita non è lontana»

«Questo non è il momento di dividerci», «ma è il momento di dare una risposta alle tante persone che soffrono per la crisi economica, che rischiano di perdere il posto di lavoro»

di Nicoletta Cottone

Covid, Draghi: "Ogni vita conta, non lasciare nulla di intentato"

3' di lettura

Il piano vaccini accelera, la via d’uscita non è lontana. «La pandemia non è ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d'uscita non lontana». Lo ha detto il premier Mario Draghi in un videomessaggio alla conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parità di genere”. «Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli», ha sottolineato il premier nel videomessaggio. Ha ringraziato i cittadini per la disciplina e ha colto l’occasione «per mandare a tutti un segnale vero di fiducia. Anche in noi stessi».

L’Italia un anno fa in zona rossa

Il 10 marzo di un anno fa, ha detto Draghi, «l’Italia si chiudeva diventando per la prima volta, una grande zona rossa». Ha ricordato che un «nostro concittadino su venti è stato contagiato – secondo i dati ufficiali che, come è noto, sottostimano la diffusione del virus. Mai avremmo pensato che un anno dopo ci saremmo trovati a fronteggiare un'emergenza analoga e che il conto ufficiale delle vittime si sarebbe avvicinato alla terribile soglia dei 100mila morti». Dobbiamo, ha detto il premier, «al rispetto della memoria dei tanti cittadini che hanno perso la vita il dovere del nostro impegno. Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli».

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Troppe le vittime dei femminicidi

Augurando buon 8 marzo, Draghi ha ricordato le parole del capo dello Stato Sergio Mattarella sulla difficile condizione femminile. «Sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, sono da condividere le proposte della Commissione parlamentare d'inchiesta. Oggi, per le vittime dei troppi femminicidi e anche come reazione prodotta dalla pandemia, sembra formarsi una nuova consapevolezza che trova un'opportunità straordinaria nel programma Next Generation EU per diventare realtà nell'azione di governo, del mio governo». E ha ricordato che fra i vari criteri che verranno usati per valutare i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza «ci sarà anche il loro contributo alla parità di genere».

Non è ora di dividerci, aumentano le disparità

«Questo non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità. Ma è il momento di dare una risposta alle tante persone che soffrono per la crisi economica, che rischiano di perdere il posto di lavoro, di combattere le disuguaglianze. In un solo anno il numero di italiani che vivono in una situazione di povertà assoluta è aumentato di oltre un milione, mentre si sono acuite altre disparità, prima fra tutte quella tra donne e uomini», ha spiegato il presidente del Consiglio.

La Strategia nazionale per la parità di genere

Nella Giornata internazionale della donna, Il premier ha detto che vuole che il suo saluto «accompagni la presentazione della Strategia Nazionale per la parità di genere, elaborata dalla ministra Elena Bonetti». A fronte dell'esempio di molte italiane eccezionali in tutti i campi, anche nella normalità familiare, abbiamo molto, moltissimo da fare per portare il livello e la qualità della parità di genere alle medie europee. La mobilitazione delle energie femminili, un non solo simbolico riconoscimento della funzione e del talento delle donne, sono essenziali per la costruzione del futuro della nostra nazione». Il premier ha sottolineato come siano necessarie «azioni mirate e profonde riforme» per coinvolgere pienamente «le donne nella vita economica, sociale e istituzionale del Paese. Ma dobbiamo prima di tutto cambiare noi stessi nella quotidianità della vita familiare».

Stato ed enti territoriali devono assistere le famiglie

«Lo Stato e gli enti territoriali - ha detto ancora - dovranno assistere le famiglie, specie le più giovani, anche quando questa fase di emergenza sarà terminata. Gli strumenti che dobbiamo impiegare sono vari, penso tra gli altri ai congedi parentali, penso al numero dei posti negli asili nido che ci vede inferiori agli obbiettivi europei, e sulla loro distribuzione territoriale che va resa ben più equa di quanto non sia oggi. Tutto ciò è obbiettivo di questo governo».

Ogni vita conta, scelte siano meditate e rapide

«Il nostro compito - e mi riferisco a tutti i livelli istituzionali - è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani - ha detto Draghi - e permettere al più presto un ritorno alla normalità. Ogni vita conta. Non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide. Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile».

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