ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’intervento alla Camera

Draghi: le armi servono all’Ucraina per difendersi da Mosca

Il premier ha replicato l’intervento effettuato al Senato

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto in aula alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo (foto LaPresse)

3' di lettura

L’Italia lavora per una pace in Ucraina. Le armi servono a Kiev, ovvero al paese aggredito, per difendersi dai russi, ovvero gli aggressori. Dopo il Senato, il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto alla Camera per le comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo. Il presidente ha replicato l’intervento effettuato a Palazzo Madama, ribadendo la correttezza della linea dell’esecutivo.

La Camera ha poi dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 410 voti a favore, 29 contrari e 34 astenuti (Fdi)

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Nelle comunicazioni Draghi ha evidenziato come «l’Italia continuerà a lavorare con l’Unione europea e i nostri partner del G7 per sostenere l’Ucraina, ricercare la pace, superare questa crisi». «Questo è il mandato che il governo ha ricevuto dal Parlamento, da voi - ha ribadito il premier -. Questa è la guida per la nostra azione».

Sul tema caro energia il presidente del Consiglio ha spiegato che «per frenare l’aumento generale dei prezzi e tutelare il potere d’acquisto dei cittadini, è essenziale agire anche - e voglio sottolineare anche, non è solo questo il modo di reagire, ce ne saranno anche altri - alla fonte del problema e contenere i rincari di gas ed energia».

Draghi, sanzioni efficaci, in estate sempre di più

In sede di replica, il premier Draghi è intervenuto sul tema sanzioni. «Le sanzioni sono efficaci? Io ripeto quello che tutte le organizzazioni internazionali mi dicono, ho la sensazione e tutti i dati» vanno in questa direzione, «che diventino ancora più efficaci questa estate e tutti i segnali che arrivano dalla Russia danno l’evidenza che questo sta succedendo».

Ucraina si deve difendere, sanzioni e invio di armi servono a questo

Il capo del Governo ha ricordato che «c’è una fondamentale differenza tra due punti di vista: quello mio è che l’Ucraina si deve difendere, che le sanzioni e l’invio di armi servono a questo». «L’altro punto di vista - ha spiegato - è diverso, sostiene che l’Ucraina non si debba difendere, dice no alle sanzioni, no all’invio di armi, “la Russia è troppo forte, perché combatterla? Lasciamo che l’Ucraina si sottometta, cosa vogliono questi?”».

Ok risoluzione Fdi, maggioranza si astiene

Dopo la replica del presidente del Consiglio, con 47 voti a favore, 388 astenuti (la maggioranza) e 22 contrari l’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di Fdi sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. Il governo si era rimesso all’Aula. Il testo approvato impegna il governo «a promuovere l’istituzione di un apposito Fondo, alimentato con risorse europee e delle nazioni alleate, volto a compensare i danni economici subiti dai singoli Stati conseguenti la crisi degli approvvigionamenti in atto; a sollecitare la necessità di fissare un tetto al prezzo dei prodotti energetici nell’ambito dell’Unione e di istituire una centrale unica europea per l’acquisto del gas; a garantire la piena applicazione delle premesse e degli impegni approvati dal Senato della Repubblica con la risoluzione n. 00208 e dalla Camera dei Deputati con la risoluzione n. 00207 in sostegno alla resistenza del Popolo Ucraino al fine di ottenere al più presto una pace giusta; a promuovere un Piano straordinario dell’Unione europea per l’autosufficienza alimentare del continente europeo».

In apertura di seduta il presidente Roberto Fico ha annunciato la costituzione del gruppo Insieme per il Futuro, la nuova componente che fa capo al ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio e di cui fanno parte tutti i deputati che hanno lasciato il Movimento Cinque Stelle. Fico ha richiamato all’ordine alcuni deputati di Alternativa che al termine delle comunicazioni del premier hanno esposto in aula dei cartelli con scritto “Stop invio armi”.

Manca ancora il capogruppo di Insieme per il Futuro

Non si sa ancora chi sia il capogruppo di Insieme per il futuro alla Camera. Il nome del presidente di gruppo non è stato infatti comunicato da Fico all’Assemblea di Montecitorio nel leggere i nomi dei deputati che hanno aderito alla formazione di Luigi Di Maio. Fonti parlamentari riferiscono che il tema sia stato oggetto di una riunione notturna nella quale non si sarebbe trovato ancora un accordo su un nome.

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