ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl Forum a Sorrento

Draghi, Sud centrale per diversificare fonti energia

Nel corso del Forum viene presentato un “Libro Bianco” sul rilancio del Mezzogiorno

Draghi interviene al Forum sulle prospettive per le regioni del Sud a Sorrento<br/>

3' di lettura

Il Mezzogiorno deve tornare ad avere la centralità che merita, In Italia e in Europa. Un obiettivo che può essere raggiunto partendo dalla considerazione che ha un ruolo centrale per diversificare le fonti energetiche. È il messaggio che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha lanciato in occasione dell’intervento al forum “Verso Sud - Strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, in corso a Sorrento, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Draghi: Sud centrale per diversificare fonti energia

«Il quadro geopolitico che ci muta davanti presenta rischi, ma anche opportunità, in particolare per i Paesi del Mediterraneo - ha ricordato -. La giornata di oggi è un segno della nostra volontà di immaginare e costruire un Sud diverso. Un Mezzogiorno protagonista delle grandi sfide dei nostri tempi». «L’evoluzione delle politiche pubbliche per il Meridione - ha aggiunto Draghi - è spesso rappresentata come una successione di inevitabili sprechi, fallimenti. La storia economica del Sud nel Secondo Dopoguerra è però più complessa di come raccontano questi pigri pregiudizi».

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Il Sud ha ora un ruolo strategico. «La guerra in Ucraina ha fatto emergere la pericolosità della nostra dipendenza dal gas russo - ha sottolineato il capo dell’esecutivo -. L’Italia si è mossa con la massima celerità per diversificare le forniture di gas - e intende continuare a farlo. Il Sud è centrale. Allo stesso tempo, acceleriamo lo sviluppo dell’energia rinnovabile, per migliorare la sostenibilità del nostro modello produttivo».

Pnrr: avanti rapidi con riforme per non perdere fondi

La crescita economica del Sud trova nel Piano nazionale di ripresa e resilienza un’importante occasione. «La struttura del Pnrr - ha spiegato Draghi - prevede che lo stanziamento di finanziamenti sia vincolato al rispetto delle scadenze, al raggiungimento di precisi obiettivi. Dobbiamo procedere rapidamente con l’agenda di riforme concordata con l’Unione Europea, per non perdere accesso ai finanziamenti e superare le fragilità strutturali che hanno rallentato la crescita dell’Italia e del Sud». A cominciare dalle infrastrutture. «Oltre metà dei fondi del Pnrr e del Fondo Complementare in progetti infrastrutturali sono destinati al Mezzogiorno - ha ricordato il premier -. Stanziamo 1,5 miliardi per i porti al Sud, per renderli più efficienti, sostenibili, moderni. Potenziamo l’alta velocità e miglioriamo il collegamento del sistema portuale al resto della rete, per facilitare il trasporto di merci».

L’iniziativa

Il Forum di Sorrento è un appuntamento di carattere internazionale promosso dal ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, in collaborazione con The European House - Ambrosetti, che si protrarrà fino a domani, sabato 14 maggio. Al forum partecipano anche numerosi ministri del governo italiano. Nel corso del Forum è stato presentato un “Libro Bianco” sul rilancio del Mezzogiorno.

Carfagna: oggi si apre una nuova stagione per il Sud

«Oggi si apre una nuova stagione - ha detto Carfagna -, siamo qui per marcare l’inizio di una nuova stagione, iniziata nel 2021 con le risorse dell’Ue. Ci siamo ispirati a una visione meridionalista fattiva e orgogliosa, distante dal disfattismo e dalla rassegnazione che abbiamo conosciuto finora. Per la prima volta abbiamo vincolato al Sud una quota percentuale una quota superiore, il 40%, cioè circa 80 miliardi di euro per i progetti per il Sud».

«È l’asset più importante su cui investire»

Secondo Carfagna, «il Mezzogiorno è l’asset più importante su cui investire. I nuovi scenari determinati prima dalla pandemia e poi dalla guerra in Ucraina - ha aggiunto la ministra -, la crisi energetica e la crisi dell’agro-alimentare, la necessità, ma anche l’utilità di reindustrializzare l’Europa rendono il Mezzogiorno l’asset più importante sul quale investire». «È al Sud - ha continuato Carfagna - che dobbiamo immaginare di collocare i degassificatori per trasformare il gas naturale che arriverà sempre di più dagli Usa e da altri Paesi. Dimenticate il Sud che è esistito fino a ieri perché ne sta nascendo un altro, più giusto e più moderno, più europeo, efficiente e collegato, capace anche di attrarre investimenti nazionali ed internazionali». Secondo la ministra, «sarà più facile investire nelle Zes (Zone economiche speciali) grazie ad una più bassa tassazione e una burocrazia semplificata, ed un numero unico collegherà con i Commissari straordinari che abbiamo già nominato».

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