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Tetto Ue a prezzo del gas, decisione slitta a ottobre. Draghi: dipendenza da Mosca scesa al 25%

Il premier: «Putin ha già tagliato forniture, Ue in difficoltà»

di Andrea Carli

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo (foto Afp)

4' di lettura

Il vertice straordinario di luglio sul gas non si farà, ma entro l’inizio dell’autunno la Commissione elaborerà la sua proposta sui prezzi dell’energia, esplorando anche la soluzione price cap. Il Consiglio europeo ha certificato così che l’Europa sul tetto ai prezzi del gas è molto lontana dal raggiungere un’intesa. L’Italia ha ottenuto un riferimento testuale al price cap nelle conclusioni e un nuovo invito all’esecutivo europeo ad avanzare una proposta. Ma sul summit dei leader non ci si è spostati dal mese di ottobre.

«Gli stoccaggi vanno molto bene, la dipendenza da gas russo è scesa a 25%». Il presidente del Consiglio Mario Draghi è intervenuto a Bruxelles in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo e ha affrontato il nodo energia. «Le misure che si stanno pensando in Italia - ha affermato - assicurano che non vi sia emergenza durante l’inverno». «Il quadro, grazie alla ricerca di altri fornitori, vede l’Italia in buona posizione - ha aggiunto Draghi -. Di un meccanismo di ristoro per chi è più colpito dalle sanzioni ne abbiamo parlato. Ci sono molte asimmetrie», su impegno militare, flussi di rifugiati o energie, ha spiegato ancora il premier. «Ma non sono asimmetrie a senso unico, non siamo solo noi colpiti da queste», ha aggiunto. Il Consiglio europeo ha ratificato la proposta della Commissione di concedere lo status di Paese candidato all’Ue per l’Ucraina (e la Moldavia).

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Al centro dell’intervento di Draghi in conferenza stampa la corsa dei prezzi. «Nell’area dell’euro, soprattutto a causa dei prezzi dell’energia e dell’inflazione, le previsioni sono di un rallentamento un po’ in tutti i Paesi. Noi - ha sottolineato - siamo impegnati a proteggere e sostenere il potere d’acquisto degli italiani. È importante ed essenziale per tanti aspetti uno dei quali è la pace sociale, la pace industriale». «È mia intenzione convocare le parti sociali al più presto, tra una settimana, quindici giorni», ha continuato il capo dell’esecutivo.

Inflazione da energia si espande, Ue agisca subito

Secondo Draghi, bisogna «agire subito sui prezzi dell’energia perché sta succedendo che da un’inflazione che dipendeva sostanzialmente dall’energia ora dipende anche da altre cose. Questi aumenti si spargono e diventano aumenti di altre merci».

Tetto al prezzo del gas, decisione slitta a ottobre

Una decisione sull’imposizione di un tetto ai prezzi del gas non è però vicina, nonostante i tentativi dell’Italia e di altri Paesi di accelerare con un vertice straordinario in luglio. «Sui prezzi dell’energia - ha ammesso Draghi - i Paesi sono molto esitanti ad agire, ho un chiesto Consiglio straordinario sull’energia a luglio ma mi è stato fatto notare che non abbiamo ancora uno studio sul quale discutere. Ecco, ora nella risoluzione finale il Consiglio invita la Commissione a produrre questo studio entro settembre, per poi discuterne nel Consiglio di ottobre». «Non mi sento deluso da questo Consiglio - ha poi confidato -. Anzi, non mi aspettavo di poter fissare una data precisa per un rapporto completo sulla questione dell’energia: le cose si stanno muovendo, anche se magari non avvengono rapidamente come uno vorrebbe».

Se nuove azioni da Mosca Consiglio Ue straordinario

Il capo del Governo ha comunque chiarito che se ci fossero nuove azioni da parte di Mosca il Consiglio europeo è aperto all’ipotesi di un consiglio straordinario. «È stato detto in modo esplicito: non faremo passare due mesi e mezzo senza far niente nel caso in cui dovessero avvenire altre cose sul fronte dell’energia», ha detto.

Putin ha già tagliato forniture, Ue in difficoltà

Il premier ha posto l’accento sul fatto che «c’è molta consapevolezza rispetto alla serietà della situazione» sull’energia. «Si è parlato molto di coordinamento e sulla solidarietà, che certo ci deve essere e ci deve essere anche una risposta a controllare il prezzo del gas. L’obiezione che si fa al price cap è la paura che in risposta la Russia tagli le forniture, ma ormai in Germania stiamo al 50% del flussi. Putin incassa le stesse cifre e l’Ue ha difficoltà immense».

Salto identitario per Ue, passaggio storico

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per parlare dell’Unione europea, quella di oggi e quella che sarà domani. «L’Ue sta crescendo, sta diventando sempre più importante, sta diventando quell’istituzione a cui tutti i Paesi Ue guardano come una istituzione capace di dar loro stabilità e sicurezza - ha ricordato Draghi -. Abbiamo fatto un salto identitario. L’Unione europea sta acquisendo un’identità che non aveva prima. Proietta un’immagine molto più aperta e cooperativa. Il processo di adesione sarà meno burocratico», ha sottolineato il presidente del Consiglio.

Più che aiuti all’Ue serve una capacità fiscale comune

Rimanendo al tema Europa, il presidente del Consiglio ha spiegato che «più che di aiuti bisogna avere da parte dell’Ue la capacità di accedere al mercato autonomamente» per «poi prestare questo denaro ai singoli Paesi. Non è una situazione in cui è necessario avere dei grants, ma una capacità fiscale comune». Draghi ha commentato così la possibilità di mettere in campo un cosiddetto “Recovery di guerra”.

Nessun rimpasto, mi sento con lo stesso mandato

L’incontro con i giornalisti a Bruxelles è stato anche l’occasione per affrontare il tema della stabilità dell’esecutivo, dopo lo strappo all’interno dei Cinque Stelle con l’uscita del ministro degli Affari esteri Luigi Di Maio da M5s. «No». Così Draghi ha risposto a chi gli chiedeva se reputasse necessario un cambio nella squadra dei ministri dopo la scissione nel M5S. Rispondendo a chi gli chiedeva se pensasse che il suo mandato sia più forte o più debole il premier ha replicato: «Mi sento con lo stesso mandato».

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