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Draghi, dopo la Bce è il momento di dedicarsi al Belpaese

Soltanto Draghi è stato capace, in tutti questi anni, di tener testa ai tedeschi sul fronte europeo. Con il suo “background”, può fare ancora molto per l’Italia

di Giancarlo Mazzuca


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(EPA)

2' di lettura

Miglior risposta Draghi non poteva darla. A chi gli chiedeva, l’altro giorno, qualcosa sul suo futuro dopo aver lasciato la presidenza della Bce, la risposta di “Supermario” è stata lapidaria: «Chiedete a mia moglie». E, riferendosi sempre alla consorte Serenella, ha aggiunto: «Spero che ne sappia di più». Una risposta da furbetto italico anche se gli americani lo chiamavano “The unitalian” perché sembrava così poco italiano. Tirando in ballo la signora Draghi, l’inquilino uscente del piano più alto dell’Eurotower si è, infatti, lasciate aperte tutte le porte dopo otto anni a Francoforte.

Perché su una cosa molti sono convinti: con quel “background” che si ritrova, un patrimonio unico nel Belpaese, sarebbe davvero un suicidio che l’ex-allievo di Franco Modigliani andasse in pensione. E qualcuno - è il caso del leghista Giancarlo Giorgetti, magari solo per fare un po’ di polverone - già utilizza il suo nome come possibile premier di un governo tecnico dopo il Conte-bis (ma sappiamo come è andata a finire con un altro “Supermario”: Monti).

Soltanto Draghi, in effetti, è stato capace, in tutti questi anni, di tener testa ai tedeschi, da sempre “sturm und drang” sul fronte europeo. E anche con il nuovo “quantitative easing”, varato in settembre dalla Bce per sostenere l’economia in panne, le critiche di Berlino nei confronti della gestione del presidente uscente sono state molto accese, con tanto di dimissioni per protesta della consigliera Sabine Lautenschlaeger.

Fino all’ultimo, dunque, “the unitalian” è stato una sicurezza per tutti noi. Si muove sempre con intelligenza e non è forse un caso che, al momento del congedo, abbia parlato di donne. Se il suo futuro sembrerebbe, infatti, nelle mani della moglie, l’avvenire della Bce sarà deciso da un presidente ugualmente con la gonna: la francese Christine Lagarde. Cosa succederà?

Difficile pensare che, con il cambio della guardia al femminile, non cambi pure la rotta della Banca centrale europea: se è vero che, con la staffetta tra gialloverdi e giallorossi a Roma, è migliorato adesso il clima tra l’Italia e la Ue, è anche probabile che, sull’altro piatto della bilancia, stia finendo la lunga stagione del “volemose bene” con la Bce della gestione Draghi: Francoforte volterà pagina.

Ma possiamo consolarci perché, al di là delle intenzioni della signora Serenella sul destino del marito, “Supermario” dovrebbe comunque tornare ad occuparsi direttamente dell’Italia come ai tempi in cui era governatore in via Nazionale. Qualcuno lo vede già al Quirinale nel 2022 al posto del presidente Mattarella, ma non credo che l’ormai ex “numero uno” dell’Eurotower starà con le mani in mano per quasi tre anni. In questi giorni, ho letto che Draghi è un grande appassionato in tv dei film polizieschi americani , ma una volta mi disse che non perdeva neppure una puntata dell’italianissima “Striscia la notizia”: è il momento di dedicarsi direttamente al Belpaese.

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