inaugurazione anno giudiziario corte dei conti

Draghi: «La sostenibilità del debito è determinata dalla crescita, non dai tassi di interesse»

«Mai nella storia dell'Ue, i governi avevano tassato i loro cittadini per dare il provento di questa tassazione ai cittadini di altri paesi dell'Unione. È avvenuto con i trasferimenti a fondo perduto stabiliti dal Next Generation», ha detto il permier

di Nicoletta Cottone

Tutte le frasi chiave del discorso di Draghi

3' di lettura

«Mai nella storia dell'Ue, i governi avevano tassato i loro cittadini per dare il provento di questa tassazione ai cittadini di altri paesi dell'Unione. È avvenuto con i trasferimenti a fondo perduto stabiliti dal Next Generation. Si tratta di una straordinaria prova di fiducia reciproca che, se validata da scelte oneste ed efficaci, potrà un giorno sfociare nella creazione di un bilancio europeo comune da cui dovrebbero trarre maggior beneficio proprio i paesi più fragili dell'Unione». Lo ha detto il premier Mario Draghi alla cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario 2021 alla Corte dei conti.

Cruciale con il Recovery il ruolo della Corte dei conti

Draghi ha sottolineato come oggi il ruolo della Corte dei conti sia ancora più cruciale: «Il Recovery and Resilience Facility riconosce al nostro Paese risorse imponenti con una chiara linea di indirizzo: investire sul futuro. Sta a chi governa fare le scelte strategiche, sta a chi amministra eseguirle in maniera efficace ed efficiente e a chi controlla verificare che le risorse siano impiegate correttamente. Governo, Parlamento, Amministrazione Pubblica, Corte dei Conti e tutte le Istituzioni del nostro Paese devono essere coprotagonisti di un percorso di rinascita economica e sociale».

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Sostenibilità del debito determinata dalla crescita non dai tassi di interesse

«Ai livelli attuali non sono i tassi di interesse che determinano la sostenibilità del debito pubblico, ma è il tasso di crescita di un Paese», ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in un passaggio del suo intervento.

Evitare la 'fuga dalla firma' e regimi di irresponsabilità

«È necessario sempre - ha detto Draghi - trovare un punto di equilibrio tra fiducia e responsabilità: una ricerca non semplice, ma necessaria. Occorre, infatti, evitare gli effetti paralizzanti della 'fuga dalla firma', ma anche regimi di irresponsabilità a fronte degli illeciti più gravi per l'erario». Serve «fiducia tra istituzioni e persone che le compongono, responsabilità nei confronti dei cittadini».

La contrapposizione tra istituzioni è un gioco a somma negativa

No alle contrapporizioni. «È una mia profonda convinzione - ha detto Draghi - che le contrapposizioni tra istituzioni siano un gioco a somma negativa, mentre la collaborazione produce effetti moltiplicatori. È a questo principio di leale e costruttiva collaborazione che penso vada improntata la relazione tra chi agisce e chi controlla: questo principio deve guidare tutti i servitori dello Stato, controllati e controllori». Ragioni per cui « bisogna dare maggiore impulso ai processi che, pur nell’ambito dell'indipendenza che la Corte deve preservare nelle sue tradizionali funzioni di controllo e giurisdizionali, valorizzino il suo ruolo di supporto consulenziale rispetto alle Amministrazioni. Così come sempre più importante dovrà diventare l'attività di indagine di carattere generale. Allo stesso modo bisogna agire sul versante del rafforzamento della qualità dell'azione amministrativa, a partire dalle competenze delle persone».

Impegno per amministrazione all'altezza dei compiti

«Il nostro impegno sarà quello di rafforzare la capacità amministrativa anche attraverso un’azione volta a selezionare le migliori competenze, a formare e riqualificare le persone, per realizzare un'amministrazione all'altezza dei compiti che il momento straordinario chiede a tutti noi», ha sottolineato il premier.

Il peso delle norme incomplete si scarica su funzionari

Il premier ha ricordato come negli ultimi anni il quadro legislativo che disciplina l’azione dei funzionari pubblici si sia arricchito «di norme complesse, incomplete e contraddittorie e di ulteriori responsabilità anche penali». Fatto che «ha finito per scaricare sui funzionari pubblici responsabilità sproporzionate che sono la risultante di colpe e difetti a monte e di carattere ordinamentale». Il presidente del Consiglio ha sottolineato come alcuni interventi normativi adottati la scorsa estate abbiano affrontato, «in maniera però temporanea, queste criticità. Ora bisogna andare oltre le schermaglie normative, verificando gli effetti delle nuove disposizioni, ma soprattutto lavorando per costruire un solido rapporto di collaborazione tra pubblici funzionari e Corte dei Conti».

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