Consiglio europeo

Draghi: «La variante Delta crea incertezza sulla ripresa, Ema va riformata»

Il presidente del Consiglio italiano: l’Europa affronti l’immigrazione in armonia ma senza escludere accordi tra Paesi

Migranti, Draghi: "Gestione deve essere davvero europea"

3' di lettura

«L’argomento per mantenere una politica fiscale espansiva focalizzata sempre più sugli investimenti - in particolare quelli che faranno la nostra società diversa - è che bisogna mirare alla crescita, a tassi più alti di quelli pre-pandemia». Lo ha detto Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio Ue a Bruxelles in cui ha parlato anche di migranti («Il problema dell’immigrazione l’Europa ha bisogno di affrontarlo possibilmente in armonia, ma senza escludere accordi tra Paesi») ed emergenza sanitaria: «La pandemia non è finita, non se siamo ancora fuori, va ancora affrontata con determinazione, attenzione e vigilanza». «La variante Delta - ha detto il premier italiano - sta creando incertezza anche sulla ripresa economica» e in Italia «serve continuare con determinazione la campagna vaccinale, continuare e aumentare i tamponi, aumentare il sequenziamento».

Merkel, con la variante Delta fine pandemia non è vicina

Anche Angela Merkel ha sottolineato che a«lla luce dell’ampia diffusione della variante Delta, sempre più dominante anche nel nostro Continente, non possiamo purtroppo dire di essere già alla fine della pandemia o che ci stiamo avvicinando alla fine». La cancelliera tedesca ha aggiunto che «nel Regno Unito e in Israele stiamo assistendo a un aumento dei casi e anche dei ricoveri» e «posso solo sottolineare ancora una volta di indossare le mascherine all’interno degli edifici e non rinunciare al distanziamento per evitare di nuovo il diffondersi della pandemia», ha aggiunto.

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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che «per il fine settimana almeno il 60% degli adulti saranno vaccinati con almeno con una dose ed il 40% con entrambe le dosi. Questo è necessario a causa della variante Delta» che preoccupa. «La soluzione - ha detto - è vaccinare, vaccinare, vaccinare».

Von der Leyen, ok a 3 miliardi alla Turchia sui migranti

Sull’immigrazione von der Leyen ha affermato che «i leader Ue hanno dato il loro sostegno al finanziamento di tre miliardi per i profughi in Turchia, che serviranno soprattutto per progetti socio-economici, proposto dalla Commissione, ora prepareremo la proposta legale da mettere sul tavolo». Da parte sua Draghi ha detto: «Il mio obiettivo non era ottenere un accordo sui ricollocamenti, era prematuro avere un accordo per noi conveniente» per poi sottolineare che «il problema dell’immigrazione l’Europa ha bisogno di affrontarlo possibilmente in armonia, ma senza escludere accordi tra Paesi».

Draghi, difformità e confusione, l’Ema va riformata

Draghi ha parlato anche dell’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali): «È presto per dire» come riformarla «però ho sollevato io stesso il tema e c’è stata una certa convergenza. È un aspetto complesso ma certamente nell’ultimo anno abbiamo visto una certa difformità di pronunciamenti tra Ema e le autorità nazionali, esitazioni - certamente anche dovute al fatto che tutti apprendevamo in corso d’opera - però si è vista una notevole confusione. Credo che Ema abbia bisogno di essere rinforzata per avere i poteri che le spettano e che altre agenzie esercitano in altri Paesi, pensiamo agli Usa».

A stretto giro arriva il commento della direttrice esecutiva dell’Ema Emer Cooke: «Serve un nuovo quadro normativo perché l’Ema possa avere un ruolo formale» ha dichiarato all’evento Sky TG24 Live In Firenze ed «essere più proattiva» in caso di una crisi sanitaria, come appunto la pandemia.

Merkel: un’Europa sovrana deve parlare con Putin

Al summit europeo è fallito il tentativo di Francia e Germania di organizzare un incontro al vertice con Vladimir Putin. Parlare conil presidentre russo, ha commentato Merkel, «sarebbe un’espressione di sovranità per l’Ue» e «l’Ue dovrebbe essere in grado di rappresentare i suoi interessi in modo simile» a quanto fatto dal presidente americano Biden ed essere «abbastanza indipendente da avere le sue posizioni». «Che il presidente russo non sia un partner facile è del tutto chiaro a tutti noi» ha aggiunto Merkel, insistendo tuttavia sulla necessità di trovare «un modus operandi» per dialogare e fare progressi su molti dossier, dal clima alla Libia, al nucleare iraniano.

Per Draghi «il tentativo di un incontro in formato Ue-Russia andava fatto». «Io ho sostenuto la necessità di farlo - ha detto -, perché piuttosto di essere dubbiosi sulla propria potenza, i paesi Ue devono essere orgogliosi della manifestazione di forza che danno quando parlano insieme». «I Paesi nordici perché più vicini alla Russia hanno sostanzialmente accantonato l’idea al momento».

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