analisiL’intervento

Draghi a Med Dialogues: su Mediterraneo e Libia si giocano grandi sfide per pandemia e clima

Il messaggio del premier: Nord Africa area strategica per i Paesi più sviluppati

di Gerardo Pelosi

l premier Mario Draghi (foto La Presse)

3' di lettura

È nel Nord Africa, in quella sponda Sud che rappresenta il vero “cortile di casa” dell'Italia e di tutta l'Europa che si giocherà la capacità dei Paesi più sviluppati di governare la lotta alla pandemia così come le transizioni energetiche e quelle politiche che attengono alla stabilità e al controllo dei flussi migratori. Sarà un intervento a vasto raggio sulle sfide che attendono la geopolitica del Mediterraneo quello che farà questa mattina, venerdì 3 dicembre, il presidente del Consiglio Mario Draghi ai Med Dialogues organizzati dall'Ispi di Milano.

Libia epicentro della criticità del Mediterraneo

Un giro d'orizzonte sulle criticità della regione a cominciare dalla Libia dove procede a fatica la marcia di avvicinamento alle elezioni del 24 dicembre. Draghi ribadirà i concetti già espressi alla conferenza di Parigi sulla Libia il 12 novembre scorso. Nel frattempo le dimissioni dell'inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite sulla Libia Jan Kubisch hanno solo aggravato la situazione resa sempre incerta dall'assenza di una vera legge elettorale. Le presentazioni e l'esame delle diverse candidature (circa 100 di cui solo 70 approvate) sta avvenendo in un clima confuso e di aspra contrapposizione tra tripoli e Bengasi.

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Disco verde per candidature Saif e Dbeibah

La Corte di Sabha proprio ieri ha accolto il ricorso del figlio di Gheddafi Saif al Islam permettendogli così di partecipare alle elezioni presidenziali. Il figlio di Muammar Gheddafi era stato in un promo tempo escluso dalla corsa per una decisione della commissione elettorale. Accettata anche la candidatura del presidente ad interim Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh che a Ginevra in sede Onu sembrava esclusa. E l'idea che si fa sempre più strada è un ballottaggio tra Saif e Dbeibah.

Italia è per elezioni con legge elettorale chiara

Sarebbe questo l'effetto della posizione portata avanti sia dall'inviato Onu Kubisch sia dai francesi per andare subito al voto comunque senza avere prima una legge elettorale chiara. Un punto quest'ultimo sul quale lo steso Draghi aveva insistito a Parigi. Con il risultato che ora nessuno si vuole prendere la responsabilità di escludere dalla competizione elettorale il presidente ad interim Dbeibah o Saif così come il generale Khalifa Haftar o il presidente del Parlamento di Tobruk Aguila Saleh Issa.

Vittoria di Saif bene per Italia meno per Francia

Peraltro l'ipotesi di un Paese nelle mani dell'erede di Gheddafi se all'Italia potrebbe andare bene con la riattivazione dell'accordo di amicizia e cooperazione firmato da Berlusconi e da Muammar Gheddafi diverso è il caso dei francesi visti come il vero mandante del regime change libico del 2011. Draghi ripeterà forse oggi quanto sostenuto a Parigi sulla necessità che le elezioni parlamentari e presidenziali vengano effettuate nello stesso giorno come previsto dall'Onu. Altrimenti vi sarebbe il rischio di condizionare le elezioni parlamentari all'esito e al clima del primo turno delle presidenziali.

Su immigrazione Governo libico contro Agenzie Onu

Ma un altro tema caldo del dossier libo riguarda l'immigrazione. Domani in videoconferenza al Med interverrà la ministra degli Esteri libica Najla Mangoush. Anche lei sembra vittima di quella sorta di neosovranismo gheddafiano che si sta diffondendo tra i sottosegretari agli esteri e che guarda con diffidenza quando non proprio con ostilità a tutt gli aiuti che il sistema delle nazioni Unite come Unhcr e Oim stanno fornendo al Paese in tema di migranti. Ne è un esempio i problemi incontrati di recente per il rimpatrio assistito in Italia di alcuni bambini organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.

Di Maio:costruire agenda positiva per Mediterraneo

Ieri al Med è intervenuto il ministro degli Esteri Luigi di Maio. «I nostri sforzi – ha detto -fanno parte di uno sforzo comune per rilanciare il partenariato tra l’Europa e il suo più ampio vicinato meridionale, per affrontare insieme le sfide comuni e trasformarle in opportunità per il beneficio comune». Il ministro ha quindi evidenziato come l’obiettivo dei Med Dialogues sia la costruzione di una “Agenda positiva”, che guardi al Mediterraneo «non come un epicentro di crisi, ma ne riconosca le straordinarie potenzialità, in primis come piattaforma materiale e ideale di connessione tra Europa, Africa e Asia, unite in un unico macro-continente. Le rivalità ideologiche, la competizione per il controllo delle risorse e l’emergere di nuove crisi che si sommano a quelle da tempo irrisolte non devono limitare il nostro sforzo, ma anzi rafforzarlo per contrastare dinamiche negative».

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