In Parlamento

Draghi: «Nel Recovery plan c’è il destino dell’Italia. Avremo 248 miliardi, nessun taglio al superbonus»

Le comunicazioni del presidente del Consiglio alla Camera: «Evitare che fondi vadano solo a monopolisti, il gusto del futuro prevarrà su corruzione, stupidità e interessi costituiti»

di Riccardo Ferrazza

Il Recovery plan di Draghi: ecco cosa prevede

5' di lettura

Nel Pnrr c’è «la misura di quello che sarà» il ruolo dell’Italia «nella comunità internazionale, la sua credibilità e reputazione come fondatore Ue e protagonista del mondo occidentale. È questione non solo di reddito e benessere, ma di valori civili e sentimenti che nessun numero e nessuna tabella potrà mai rappresentare». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi illustrando alla Camera il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) su cui è stato raggiunto sabato sera l’intesa di massima con la commissione europea, grazie all’impegno in prima persona del presidente del Consiglio.

Parlando in Aula Draghi ha spiegato che «l’accelerazione della crescita può essere superiore a quanto riportato nel Pnrr se riusciamo ad attuare riforme efficaci e mirate a migliorare la competitività della nostra economia». «Nel complesso - ha detto il premier - potremo disporre di circa 248 miliardi di euro». E ha concluso il suo intervento in cui ha posto l’accentpo su giovani, Sud, concorrenza dicendo: «Sono certo che l’onestà, l'intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti».

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Nel piano il destino del Paese

Nell’apertura del suo discorso Draghi ha sottolineato: «Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr pur nella sua storica importanza sia solo un insieme di progetti, di numeri, scadenze, obiettivi. Nell'insieme dei programmi c'è anche e soprattutto il destino del Paese». Rivolgendosi all’aula ha aggiuntio: «Metteteci dentro le vite degli italiani, le attese di chi ha sofferto la pandemia, l’aspirazione delle famiglie, le giuste rivendicazioni di chi non ha un lavoro o di chi ha dovuto chiudere la propria attività, l’ansia dei territori svantaggiati, la consapevolezza che l’ambiente va tutelato e rispettato».

Primo obiettivo è riparare danni pandemia

«Il Recovery ha tre obiettivi - ha spiegato Draghi -: il primo con un orizzonte ravvicinato è riparare i danni della pandemia, che ci ha colpito più dei nostri vicini europei, il pil caduto è dell’8,7%, i giovani e le donne hanno sofferto di più il calo dell’occupazione. Le misure di sostegno hanno attutito l’impatto sociale ma questo si è sentito sulle fasce più deboli».

Nel complesso 248 miliardi di euro

Oltre al Pnrr da 191,5 miliardi e al Piano complementare da 30,6 miliardi, ha detto Draghi, «sono stati stanziati, inoltre, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche». «È poi previsto il reintegro delle risorse del Fondo sviluppo e coesione, utilizzate nell’ambito del dispositivo europeo per il potenziamento dei progetti ivi previsti per 15,5 miliardi. Nel complesso potremo disporre di circa 248 miliardi di euro».

Sud priorità con oltre 50% risorse infrastrutture

«La crescita del Mezzogiorno - ha sottolineato - rappresenta l’altro aspetto prioritario trasversale al Piano. Il potenziale del sud in termini di sviluppo, competitività e occupazione è tanto ampio quanto è grande il suo divario dal resto del Paese. Non è una questione di campanili: se cresce il sud, cresce anche l'Italia. Più del 50% del totale degli investimenti in infrastrutture - soprattutto l’alta velocità ferroviaria e il sistema portuale - è diretto al sud».

Giovani tra maggiori beneficiari Pnrr

«I giovani saranno tra i principali beneficiari di tutto il Piano. Gli investimenti e le riforme sulla transizione ecologica creeranno principalmente occupazione giovanile. La creazione di opportunità per i giovani nel mondo del lavoro sarà anche l'effetto naturale degli interventi sulla digitalizzazione che, tra l'altro, consentiranno di completare la connettività delle scuole». Draghi ha spiegato che «oltre al piano agli asili nido, di cui ho già parlato, i giovani beneficiano dalle misure per le infrastrutture sociali e le case popolari. E in un prossimo decreto, di imminente approvazione, sono previsti altre risorse per aiutare i giovani a contrarre un mutuo per acquistare una casa. Sarà possibile non pagare un anticipo, grazie all'introduzione di una garanzia statale».

Nessun taglio al superbonus: impegno per proroga nel 2023

«Per il Superbonus al 110% - ha detto Draghi - sono previsti, tra Pnrr e Fondo complementare, oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo. Non c’è alcun taglio. La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari. È un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per l'ambiente. Per il futuro, il Governo si impegna a inserire nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga dell'ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021, con riguardo agli effetti finanziari, alla natura degli interventi realizzati, al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e sicurezza degli edifici».

Sul lavoro 22 miliardi: focus su gap genere

«La quinta Missione - ha spiegato il premier illustrando il Pnrr - è destinata alle politiche attive del lavoro e della formazione, all’inclusione sociale e alla coesione territoriale. I fondi destinati a questi obiettivi superano nel complesso i 22 miliardi. Ulteriori 7,3 miliardi di interventi beneficeranno delle risorse di React-Eu». Draghi ha aggiunto: «Sono introdotte misure a sostegno dell’imprenditorialità femminile e un sistema di certificazione della parità di genere che accompagni e incentivi le imprese ad adottare politiche adeguate a ridurre il gap di genere».

Monitoraggio al Mef, cabina di regia a Palazzo Chigi

«Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione europea sono affidati al ministero dell’Economia e delle Finanze. Infine, è prevista una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con il compito tra l’altro di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità nell'attuazione del Piano».

Concorrenza: impedire fondi solo a monopolisti

«Il Piano vuole anche impegnare governo e Parlamento a una continuativa e sistematica opera di abrogazione e modifica delle norme che frenano la concorrenza, creano rendite di posizione e incidono negativamente sul benessere dei cittadini. Questi principi sono essenziali per la buona riuscita del Piano: dobbiamo impedire che i fondi che ci accingiamo a investire finiscano soltanto ai monopolisti». «A questo fine assume un ruolo cruciale la legge annuale sulla concorrenza - prevista nell'ordinamento nazionale dal 2009, ma realizzata solo una volta nel 2017». Parlando ancora di concorrenza Draghi ha spiegato: «Intendiamo varare norme volte ad agevolare l'attività d’impresa in settori strategici come le reti digitali e l’energia. Alcune di queste norme sono già individuate nel Piano, ad esempio il completamento degli obblighi di gara per i regimi concessori oppure la semplificazione delle autorizzazioni per la realizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti».

La scadenza: entro venerdì testo a Bruxelles

Dopo l’intervento di Draghi si passerà alla discussione generale. Martedì 27 aprile alle ore 11 è attesa la replica del premier e il voto dell’aula, mentre alle 15 il premier sarà a Palazzo Madama per informare anche i senatori. Il Pnrr dovrebbe tornare poi in Consiglio dei minsitri per il via libera prima di essere inviato, entro venerdì 30 aprile, a Bruxelles. La prima tranche di fondi, se non ci saranno problemi,dovrebbe arrivare a luglio.

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