L’intervento del premier

Draghi: «Nel Pnrr oltre 6 miliardi per combattere la marginalizzazione»

Il premier ha ricordato che le persone con disabilità in Italia sono più di tre milioni. E che ognuno ha bisogno di un sostegno specifico

di Nicoletta Cottone

Roma, l'odissea quotidiana di Alessandro: "una citta' non a misura di disabili"

3' di lettura

«Il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede oltre 6 miliardi di euro per le persone con disabilità. Miglioriamo l'accessibilità ai trasporti e ai luoghi di cultura e abbattiamo barriere architettoniche che impediscono alle persone con disabilità di usufruire dei servizi come gli altri cittadini. Potenziamo l'assistenza di comunità, l'assistenza domiciliare e la telemedicina, per prevenire l'istituzionalizzazione. Ci impegniamo a garantire tutte le cure necessarie in un contesto autonomo e socialmente adeguato, per combattere la marginalizzazione». Lo ha detto il premier Mario Draghi in un passaggio del suo intervento alla Conferenza nazionale sulla disabilità.

In Italia tre milioni di persone con disabilità

Il premier ha ricordato come secondo le più recenti stime dell'Istat, le persone con disabilità in Italia sono più di tre milioni. «Questo numero, per quanto significativo, non rappresenta l'unicità di ogni vita. Ogni disabilità è diversa e ha bisogno di un sostegno specifico. Soprattutto - ogni persona è diversa, e ha il diritto di seguire le proprie aspirazioni. L'assistenza deve tenere conto dell'individualità». Il premier ha sottolineato come le persone con disabilità vadano accompagnate nell'elaborazione di progetti di vita personalizzati e indipendenti. E ha ricordato che la pandemia ha reso ancora più urgente agire in questo senso. E che la crisi sanitaria ha acuito le debolezze del sistema di sostegno per le persone non autosufficienti.

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Difficili con la pandemia le politiche di inclusione

E le restrizioni adottate per frenare il contagio, ha sottolineat Draghi, «hanno reso più difficile mettere in atto politiche di inclusione, in particolare in ambito scolastico. Dei 281 mila studenti con disabilità che frequentano le scuole italiane, quasi uno su quattro non ha potuto partecipare alla didattica a distanza nei primi mesi della pandemia. Una perdita enorme – per gli studenti, per le famiglie, per la società».

Priorità del governo la tutela delle persone con disabilità

«La tutela e la promozione dei diritti delle persone con disabilità è una priorità assoluta per il Governo.La decisione di istituire un ministero dedicato riconosce le specificità e l'urgenza di questo tema. Permette alle amministrazioni e alle associazioni di avere un punto di riferimento istituzionale, con cui dialogare e collaborare in modo costante. A questo proposito, vorrei sottolineare come il Governo non abbia affatto sottratto soldi all'assistenza alle persone con disabilità per finanziare altre misure».

Rafforzare la rete di assistenza

Le risorse che non sono state utilizzate nel 2021 saranno destinate, già nel 2022, «ad aiuti economici per le persone con disabilità e a interventi per rafforzare la rete di assistenza. Nonostante le difficoltà, il Governo si è mosso con determinazione per aiutare le persone con disabilità durante l'emergenza». Il premier ha ricordato che nelle scuole, a partire da marzo, gli studenti con disabilità sono potuti tornare in presenza anche in zona rossa, in anticipo rispetto a molti loro compagni. E negli ospedali - dove i pazienti con disabilità hanno potuto fare affidamento sui loro accompagnatori, nonostante le restrizioni all'accesso. «L'andamento della pandemia - ha precisato Draghi - ci impone di mantenere alta l'attenzione su questo tipo di assistenza.Ma dobbiamo andare oltre la gestione della crisi e progettare interventi di lungo periodo, per migliorare in modo permanente la vita delle persone con disabilità in Italia».

Le semplificazioni previste dal ddl sulle disabilità

Il disegno di legge delega sulle disabilità, approvato alla Camera, ora in discussione al Senato, segna un passaggio decisivo per raggiungere questi obiettivi. «La sua approvazione - ha spiegato il premier - è tra i traguardi che ci siamo impegnati con la Commissione Europea a raggiungere entro la fine dell'anno nel processo del Pnrr e confido che sarà raggiunto. Semplifichiamo il sistema di riconoscimento della condizione di disabilità, e lo allineiamo ai princìpi della Convenzione Onu. Potenziamo gli strumenti per la realizzazione di progetti di vita individuali e personalizzati. E istituiamo un Garante nazionale, con specifici compiti di tutela e promozione dei diritti delle persone con disabilità». Le misure che incidono su singoli aspetti della quotidianità possono fare una grande differenza, soprattutto per chi non è autosufficiente.

Il contrassegno europeo per accedere alle ztl di tutti i comuni

Il premier ha ricordato gli interventi per semplificare la vita di tutti i giorni per le persone con disabilità.«Mi riferisco al Contrassegno unificato disabili europeo - il Cude - che permette ai titolari di accedere alle Ztl di tutti i comuni di Italia senza doverlo comunicare di volta in volta. Alla carta delle disabilità, che sostituisce i documenti cartacei e semplifica l'accesso a beni e servizi gratuiti o con tariffe agevolate. E al riconoscimento ufficiale della Lingua dei segni italiana che rappresenta, insieme ai sottotitoli, uno strumento essenziale per rimuovere le barriere alla comunicazione». Il Governo. ha spiegato Draghi, «vuole fare in modo che le persone con disabilità abbiano servizi efficienti, spazi pubblici ospitali, un'assistenza adeguata ai loro bisogni».


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