In vista del Consiglio europeo

Draghi, caro bollette: «Le società che hanno fatto più utili partecipino ai costi»

Servono misure per la produzione in Africa dei vaccini. Il premier ha ricordato le nove vittime di Ravanusa: «Essenziale accertare le responsabilità»

di Nicoletta Cottone

Il premier Mario Draghi (Ansa/Filippo Attili)

7' di lettura

«É difficile pensare a una riflessione strutturale che non guardi ai profitti che le società hanno avuto, difficile non chiamare alla compartecipazione dei costi comuni chi ha maturato questi profitti». Lo ha detto il premier Mario Draghi alla Camera, nel corso della replica alle Comunicazioni in aula in vista del Consiglio europeo del 16-17 dicembre, parlando dell’aumento dei costi dell’energia. Contro il rincaro delle bollette ci sono «stanziamenti imponenti, di misura mai vista prima, orientata a sollevare i più deboli. Questi stanziamenti non possono andare avanti all’infinito, quindi serve una soluzione strutturale e occorre fare una riflessione sul meccanismo di prezzo dell’energia». Il premier ha sottolineato che «in Europa è iniziata una riflessione in cui parte attiva è Cingolani».

Priorità limitare la volatilità dei prezzi dell’energia

«Nell'immediato, la nostra priorità è limitare la volatilità dei prezzi dell'energia, che rischia di avere un impatto significativo sui bilanci delle famiglie e delle imprese. In particolare, vogliamo proteggere le fasce più deboli della popolazione, che risentono maggiormente di questi aumenti», ha spiegato il presidente del Consiglio in un passaggio del suo intervento alla Camera in vista del Vertice Ue.

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Caro bollette, previsti 3,8 mld ma pronti ad altri fondi

«Da giugno il governo ha stanziato più di 4 miliardi» contro il caro bollette. «Per l’anno prossimo, abbiamo previsto altri 3,8 miliardi e siamo pronti a aggiungere altre risorse se l’andamento dei prezzi non dovesse stabilizzarsi. Per il primo trimestre 2022, annulliamo gli oneri generali di sistema per le utenze elettriche domestiche, per le piccole attività commerciali, per le microimprese; riduciamo al 5 per cento l’aliquota Iva e abbattiamo gli oneri generali di sistema per il gas; e per i cittadini più poveri e in gravi condizioni di salute, c’è quasi un miliardo per rafforzare le agevolazioni».

Inverno e variante Omicron impongono massima attenzione

«L’inverno e la diffusione della variante Omicron - dalle prime indagini, molto più contagiosa - ci impongono la massima attenzione nella gestione della pandemia. I contagi - ha ricordato Draghi - sono in aumento in tutta Europa: nell’ultima settimana, nell’Ue, si sono registrati in media 57 casi al giorno ogni 100.000 abitanti. In Italia, l’incidenza è più bassa, quasi la metà, ma è comunque in crescita. Il Governo ha deciso di rinnovare lo Stato di emergenza fino al 31 marzo per avere tutti gli strumenti necessari per fronteggiare la situazione. Invito i cittadini a mantenere la massima cautela».

Difenderemo la normalità riconquistata con le unghie e con i denti

«Ci siamo ripresi questa normalità, con cui possiamo guardare a questo Natale con una certa tranquillità, al prezzo di più di 134mila morti: noi difenderemo questa normalità con le unghie e con i denti», ha detto poi nel pomeriggio Draghi, in sede di replica al Senato, a seguito del dibattito in vista del Consiglio europeo.

Tampone da Paesi Ue? Omicron diffusissima e non c’è molto da riflettere

Nella replica Draghi ha spiegato le ragioni dell’ordinanza del ministro Speranza sull’obbligo di tampone imposto anche per gli arrivi dalla Ue: «É semplicemente dovuta al fatto che abbiamo questa variante Omicron che ha una capacità di diffusione nettamente superiore alle altre». E ha ricordato che fino a oggi in Italia i casi di variante Omicron sono meno dello 0,2%, «mentre in altri Paesi europei, per esempio la Danimarca, è molto diffusa, e nel Regno Unito è diffusissima, per cui si è pensato di attuare la stessa pratica che si usa oggi per i visitatori che provengono dal Regno Unito: il tampone. Non credo che ci sia molto da riflettere su questo».

Frenare il contagio per evitare pericolose mutazioni

«L’insorgenza della variante Omicron dimostra, ancora una volta, l’importanza di frenare il contagio nel mondo per limitare il rischio di pericolose mutazioni. Non saremo davvero protetti - ha ricordato il premier - finché i vaccini non avranno raggiunto tutti>. E ha sottolineato l’impiortanza di vaccinare i Paesi più poveri. «I governi dei Paesi più ricchi e le case farmaceutiche hanno preso impegni significativi per la distribuzione di vaccini gratis o a basso costo agli Stati più poveri. Dobbiamo dare seguito a queste promesse con maggiore determinazione», ha detto il premier. La variante Omicron si è sviluppata nel Sudafrica e rapidamente ha raggiunto e invaso l’Europa e gli altri Continenti.

Servono misure per la produzione in Africa dei vaccini

Il Consiglio Europeo al via da domani sarà l'occasione per confrontarsi in vista del vertice con l'Unione africana a febbraio. «Tra i temi prioritari ci sono gli investimenti per affrontare la transizione ecologica e la campagna di vaccinazione anti-Covid, che in Africa procede con molte difficoltà. Il Governo auspica che la Commissione e gli Stati membri approvino un pacchetto di misure per l'Africa, anche per accelerare la produzione in loco di vaccini», ha detto il premier Mario Draghi.

Prudenza, mi avviciniamo a Natale più preparati e sicuri

«I dati di oggi - ha detto il premier - descrivono un quadro molto diverso rispetto all’anno scorso. Il numero totale di persone attualmente positive al virus in Italia è 297 mila. Dodici mesi fa erano 675 mila, nonostante un livello di restrizioni molto maggiore. Le persone ricoverate sono 8.026. Il 14 dicembre 2020 erano 30.860. Negli ultimi sette giorni ci sono stati in media 95 decessi al giorno. Nello stesso periodo di un anno fa erano stati 629. Dobbiamo essere prudenti, ma ci avviciniamo al Natale più preparati e più sicuri». Chi non si è vaccinato, ha detto Draghi. « lo faccia al più presto, è essenziale per noi e la comunità».

Bussola strategica a marzo 2022, superare il principio dell’unanimità

«Intendiamo adottare la “Bussola strategica” a marzo 2022. Questa - ha spiegato Draghi - dovrà servire da stimolo per rafforzare la politica estera europea. Servono innanzitutto meccanismi decisionali efficaci in materia di politica estera, di sicurezza e difesa, a partire dal superamento del principio dell’unanimità, che troppo spesso rallenta l’azione europea. Lo stesso vale per i meccanismi decisionali di impiego militare. La capacità europea di pronto schieramento di circa 5 mila unità, proposta nella bozza della Bussola, richiede una struttura chiara e compiti ben definiti. È un primo passo importante, a cui dovrà seguire in futuro una mobilitazione maggiore, accompagnata da risorse finanziarie adeguate. Anche i processi di analisi delle minacce e di intelligence da parte delle Agenzie degli Stati membri devono seguire processi più strutturati e rigorosi. Dobbiamo tenere conto anche delle sfide nell’ambito della sicurezza che provengono dal Mediterraneo allargato».

Rivedere le regole degli aiuti di Stato

«Quanto è realistico pensare a riformulazione del patto di stabilità nei termini di prima della pandemia? Non è realistico, le regole si sono rivelate inefficaci e procicliche, dannose: sarebbero dovute essere cambiate in ogni caso, ma ancor di più con l’avvento della pandemia e le enormi spese da affrontare, ma soprattutto con le enormi spese che dovremo affrontare per vincere le transizioni a cui l’Ue ci chiama, ecologica e digitale. Vanno cambiate le regole sugli aiuti di Stato: come si può pensare altrimenti alla transizione? Lo sforzo penso che sarà profondo, la Commissione ne è consapevole», ha detto il premier Mario Draghi nella replica in Senato in vista del Consiglio europeo. «Non c’è motivo di dubitare che una discussione approfondita possa generare una soluzione condivisa, perché è quel che accade in tutta Europa. É molto difficile tornare al passato. Detto questo le regole servono, quindi occorrerà arrivare a un nuovo sistema di regole».

Rafforzare il partenariato strategico con la Nato

«Bisogna inoltre garantire l’interoperabilità degli strumenti militari europei con la Nato. Un’Unione europea più forte, meglio coordinata e più autonoma dal punto di vista della politica estera - ha ricordato il premier - è un vantaggio per l’Alleanza atlantica e per il mondo intero. Il Consiglio Ue manderà un segnale di impegno per rafforzare il partenariato strategico con la Nato. È fondamentale per la nostra sicurezza, anche di fronte a nuove minacce come quelle cibernetiche. La terza Dichiarazione congiunta sulla cooperazione tra l’Ue e la Nato, che chiediamo sia negoziata e sottoscritta in tempi rapidi, deve tenere conto di queste sfide».

Recovery Plan: «Certi di raggiungere 51 obiettivi entro l’anno»

Poi il Recovery Plan. La settimana prossima «il Governo farà il punto anche sui 51 obiettivi da realizzare entro la fine dell'anno, che siamo certi di raggiungere tutti nei tempi previsti», ha detto il presidente del Consiglio, annunciando che «la settimana prossima ci sarà una cabina di regia per approvare la relazione annuale sullo stato di avanzamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nel documento sarà illustrato lo stato di realizzazione del Piano: le riforme intraprese; gli investimenti avviati; gli organi preposti al controllo e alla valutazione delle misure».

Giusto confermare la politica espansiva nel 2022

Nel corso delle comunicazioni il premier ha ricordato che «la Commissione europea prevede che l'Italia crescerà del 6,2% quest'anno, un tasso superiore a quello dell'Unione europea, pari al 5%. Permangono però elementi di incertezza, come la diffusione della variante Omicron e le pressioni inflazionistiche, legate anche all'aumento dei prezzi dell'energia. A fronte di questi rischi, è giusto confermare una politica di bilancio espansiva per il 2022, che consolidi il sentiero di crescita e punti soprattutto sugli investimenti».

L’Ue condanni la strumentalizzazione dei migranti della Bielorussia

Draghi ha condannato la strumentalizzazione dei migranti del regime bielorusso. «Sul fronte della politica estera, ci aspettiamo che il Consiglio europeo si esprima in modo inequivocabile contro la strumentalizzazione dei migranti da parte del regime bielorusso. L’uso intenzionale dei migranti per scopi politici è inaccettabile. Come ho detto al primo ministro polacco Morawiecki durante la sua recente visita a Roma, la risposta europea non è mancata - è stata mirata e concreta».

Essenziale promuovere i corridoi umanitari: l’Italia da sola non basta

Draghi ha ricordato che «per difendere le vite e i diritti di chi parte per scappare è essenziale promuovere i corridoi umanitari dai Paesi terzi verso gli Stati Membri dell'Ue. Non è sufficiente che sia solo l’Italia ad attuarli: serve un chiaro impegno europeo. Dobbiamo rafforzare i canali legali di migrazione, perché rappresentano una risorsa, non una minaccia per la nostra società. Allo stesso tempo, serve una gestione condivisa, rapida ed efficace dei rimpatri. La Commissione europea e il Servizio europeo per l’azione esterna devono fornire fondi adeguati per la rotta del Mediterraneo centrale. E l'Unione deve fare di più per negoziare e attuare accordi europei di riammissione e intensificare i rimpatri volontari assistiti».

Riformare il sistema di accoglienza

Parlando della situazione dei migranti il premier nel pomeriggio al Senato ha sottolineato che «bisogna chiedersi come far diventare queste persone risorse nel mondo del lavoro e amici degli italiani, non nemici. Con questo sistema di accoglienza le capacità di assorbire le persone legalmente presenti in Italia sono poche. Dobbiamo investire molto molto di più e riformare il sistema. Sento parlare di difesa delle radici, dell’identità, ma lo si fa affermando le caratteristiche delle nostre radici: uno di questi caratteri è la solidarietà, un altro è la responsabilità. Bisogna ragionare in termini non ideologici ma pragmatici».

Esplosione di Ravanusa: «Inaccettabile, episodi del genere non devono accadere»

Il premier ha aperto il discorso parlando della tragedia di Ravanusa (Agrigento), in cui ci sono state nove vittime. «È essenziale che venga fatta luce al più presto su quanto accaduto per accertare le responsabilità. Episodi come questo non devono accadere. Sono inaccettabili», ha detto il premier, ricordando una per una le vittime. «Voglio prima di tutto ricordare le nove vittime dell'esplosione avvenuta l'11 dicembre a Ravanusa, in provincia di Agrigento. Pietro Carmìna di 68 anni. Maria Crescenza Zagarrìo di 69 anni. Liliana Minacòri di 59 anni. Selene Pagliarello di 30 anni. Giuseppe Carmìna di 88 anni. Calogero Carmìna di 59 anni. Angelo Carmìna di 72 anni. Giuseppe Carmìna di 33 anni. Carmela Scibètta di 60 anni. Ai loro cari, vanno le condoglianze del Governo e mie personali. È essenziale che venga fatta luce al più presto su quanto accaduto per accertare le responsabilità».



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