AUDIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

Draghi ottimista: l’inflazione tornerà ai livelli che vogliamo

di Beda Romano

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Mario Draghi (Epa)


2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La Banca centrale europea ha confermato oggi che il ritorno dell'inflazione a livelli vicini all'obiettivo dell'istituto monetario richiede «pazienza» e «costanza». Il processo sarà lungo, tanto che il presidente della Bce Mario Draghi ha approfittato di una audizione parlamentare per spiegare che la politica monetaria rimarrà «molto accomodante» in un contesto di crescita economica «stabile e ampia», che dovrebbe proseguire nel futuro prevedibile.

«In generale siamo più fiduciosi che l'inflazione a un certo punto tornerà ai livelli in linea con il nostro obiettivo, ma siamo anche convinti che una politica monetaria molto accomodante rimanga necessaria per consentire al rialzo dell'inflazione di materializzarsi», ha detto il banchiere centrale parlando qui a Bruxelles dinanzi alla commissione affari monetari del Parlamento europeo. In agosto, i prezzi al consumo sono saliti dell'1,5% annuo, rispetto a un obiettivo sotto ma vicino al 2,0 per cento.

In una audizione parlamentare segnata da toni più ottimistici rispetto a quelli a cui siamo stati abituati, Mario Draghi ha tratteggiato i contorni di una situazione economica migliorata rispetto al recente passato. A livello di zona euro, l'economia ha registrato 17 trimestri di crescita consecutiva. Proprio nello scorso fine settimana, il governo italiano ha previsto una espansione economica in Italia dell'1,5% sia nel 2017 che nel 2018.
Da due anni e mezzo, l'istituto monetario sta acquistando titoli di stato e obbligazioni private per rilanciare la crescita ed evitare che la deflazione metta radici. Finora, la Bce ha comprato strumenti finanziari per un totale di 2,063 mila miliardi di euro. Tra le incertezze economiche che inducono la Bce a rimanere prudente nel modificare la sua politica monetaria c'è anche il recente andamento delle valute sui mercati finanziari. A questo riguardo, Mario Draghi ha parlato di “volatilità”.

Il banchiere centrale ha confermato che il consiglio direttivo discuterà in ottobre se e come ridurre gli acquisti. «È prematuro chiedersi quale effetto questa eventuale scelta avrà sui tassi d'interesse dei paesi periferici – ha detto il presidente della BCE –. Peraltro, il nostro obiettivo è la stabilità dei prezzi». La presa di posizione è giunta sulla scia di una domanda dell'eurodeputato Marco Valli (Movimento Cinque Stelle), che si è detto preoccupato per un possibile impatto sui rendimenti obbligazionari italiani.

Mentre i pericoli per la congiuntura sono «equilibrati», il banchiere centrale non ha esitato a mettere l'accento sui «rischi geopolitici» che caratterizzano lo scenario internazionale. Alla specifica domanda di un parlamentare, il presidente dell'istituto monetario ha ammesso che dietro ai rischi geopolitici si nasconde in particolare il confronto tra Stati Uniti e la Corea del Nord. Nei giorni scorsi, il presidente americano Donald Trump ha criticato come non mai il programma nucleare di Pyongyang.

Infine, sempre nella sua audizione, il banchiere centrale ha anche preso posizione sul dibattito relativo al futuro della zona euro. A metà mese, i ministri delle Finanze dell'Unione riuniti a Tallinn hanno discusso della possibilità di creare una linea di bilancio dedicata all'unione monetaria (si veda Il Sole/24 Ore del 19 settembre). Mario Draghi ha esortato i paesi membri a dare slancio alla convergenza tra le economie: «Nuovi passi decisivi sono necessari per rafforzare il governo dell'unione monetaria».

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