La missione

Draghi a Parigi per il vertice sul finanziamento dell’Africa, si rafforza l’asse con Macron

Il premier italiano è chiamato a manifestare concretamente al vertice sul finanziamento delle economie africane voluto dal presidente francese, Emmanuel Macron, l'impegno della presidenza italiana del G20 nell'affrontare i temi dello sviluppo del continente africano colpito duramente dal Covid

di Gerardo Pelosi

3' di lettura

Ha un duplice obiettivo la missione che vedrà oggi il premier Mario Draghi a Parigi. Da un lato si tratta di manifestare concretamente al vertice sul finanziamento delle economie africane voluto dal presidente francese, Emmanuel Macron, l'impegno della presidenza italiana del G20 nell'affrontare i temi dello sviluppo del continente africano colpito duramente dalla pandemia da Covid. Ma, dall'altro lato, sul piano bilaterale, Draghi intende rafforzare l'asse con Parigi in chiave di leadership comune della Ue in una fase di grandi cambiamenti (dalla riforma del Patto di stabilità alla nuova conferenza sul futuro dell'Unione).

Draghi e Macron per agevolare programma Covax

Con molti leader africani Macron e Draghi, insieme alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio Ue, Charles Michel e ai primi ministri di Spagna, Pedro Sanchez e del Portogallo Antonio Costa affronteranno i due temi essenziali per il rilancio del continente: come alleviare il peso insostenibile del debito e come sviluppare il sistema economico con l'aiuto dei privati e dell'imprenditoria giovanile creando un adeguato “business enviroment” e come agevolare con il programma Covax l'accesso ai vaccini non solo per il Covid. Secondo il Fondo monetario i Paesi dell'Africa subsahariana starebbero accumulando un deficit di 290 miliardi di dollari entro il 2023. Lo scorso aprile, è stata messa in atto una moratoria sul servizio del debito da parte del Club di Parigi e del G20, che ha consentito il differimento del pagamento di 5,7 miliardi di dollari di interessi e 31 Paesi africani ne hanno beneficiato.

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Obiettivo Macron trovare nuove forme di finanziamento

L'obiettivo del vertice voluto da Macron è quello di cercare nuove fonti di finanziamento per l'Africa sub-sahariana colpita dalle conseguenze del Covid-19 e dal peso del debito. I temi che verranno affrontati riguardano i finanziamenti esterni, il potenziamento dell'attrattività delle economie africane, il rafforzamento del settore privato e il finanziamento di grandi progetti. La dichiarazione finale che anche Draghi sottoscriverà oggi prevede un cappello politico e 6 pagine di dettaglio (negoziate in Italia dal Mef) sulle leve finanziarie necessarie alla ripresa. Saranno presenti tutte le istituzioni finanziarie dal Fondo monetario alla Banca mondiale, dall'Ocse alla Bers all'African development Bank.

Il meeting a Matera il 28 giugno

La Presidenza italiana del G20 incentrata sul tema “People, Planet and Prosperity” vuole dare particolare enfasi all'alleggerimento del debito dei Paesi africani. È già prevista una colazione di lavoro nel corso della riunione dei ministri degli Esteri del G20 in programma a Matera il 28 e 29 giugno. A Matera saranno invitati Algeria, Marocco, Tunisia e Niger oltre ai ministri degli Esteri di Repubblica democratica del Congo e Rwanda, presidenti di turno rispettivamente dell'Unione Africana e del Nepad, organizzazione per lo sviluppo dell'Africa.

Ultime battute per Trattato del Quirinale

Sul piano bilaterale il viaggio di Draghi rafforza l'asse con Parigi in uno snodo essenziale per il futuro dell'Unione europea. Draghi e Macron si preparano a guidare le riforme europee l'anno prossimo in un momento che vedrà l'assenza della cancelliera tedesca Angela Merkel. Asse che sarà ancora più solido con il viaggio che il presidente della Repubblica compirà dal 3 luglio a Parigi e che dovrebbe aprire definitivamente la strada alla firma finale di quel Trattato del Quirinale (sull'esempio del vecchio Trattato dell'Eliseo firmato da De Gaulle nel '63 con il cancelliere tedesco, Konrad Adenauer) lanciato da Macron al vertice italo-francese di Lione del 2017 al quale hanno dato il loro apporto i Governi Renzi e Gentiloni con un gruppo di lavoro coordinato, da parte italiana, dall'ex ministro delle Politiche europee Sandro Gozi.

La firma forse durante prossimo vertice italo-francese

Il testo del Trattato è oggetto in queste settimane di un negoziato con i francesi che lo vorrebbero più strutturato sulle singole materie oggetto di cooperazione (da industria a sistemi di difesa, dallo spazio alla ricerca all'istruzione) mentre la parte italiana preferirebbe un approccio più politico e generico. I viaggi a Parigi di Draghi oggi e in luglio di Mattarella dovrebbero imprimere quella accelerazione utile alla firma del Trattato probabilmente in autunno in occasione del prossimo vertice italo-francese (l'ultimo si è tenuto a Napoli a fine febbraio 2020) per poi replicare la cerimonia a Roma, per l'appunto al Quirinale.

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