Oggi Cdm alle ore 16

Accordo tra le parti sociali: utilizzo cig prima di arrivare a licenziamenti

Al tavolo a Palazzo Chigi Draghi, Orlando e le parti sociali firmano un avviso comune sull’utilizzo degli ammortizzatori

Blocco dei licenziamenti, cosa succede dal primo luglio

3' di lettura

Al tavolo a Palazzo Chigi durato sette ore tra Governo e sindacati, presente il premier Mario Draghi, è stato raggiunto un accordo condiviso da Confindustria sullo stop al blocco dei licenziamenti: un avviso comune impegna le aziende a esaurire tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione prima di procedere alla risoluzione dei rapporti di lavoro. Il documento congiunto è stato firmato dal premier Mario Draghi, dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, dai leader di Cgil, Cisl e Uil e da Confindustria, Confcooperative, Cna, Confapi. L’accordo verrà affiancato dall’istituzione di un tavolo monitoraggio a Palazzo Chigi sull’evoluzione della situazione occupazionale nel Paese e per verificare ed affrontare ogni rischio di emergenze sociali.

Il Consiglio dei ministri chiamato, tra l’altro, a dare il via libera al decreto ponte sul tema del blocco dei licenziamenti, dopo l’intesa firmata a Palazzo Chigi, si terrà mercoledì 30 giugno alle ore 16.

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L’avviso comune

Una soluzione raggiunta dopo che i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri avevano ribadito il loro no alla soluzione prospettata dal Governo (proroga fino alla fine di ottobre solo per il settore del tessile e della moda) rivolgendo la loro proposta a Confindustria: un avviso comune con le associazioni datoriali per vincolare le aziende associate ad utilizzare, prima di licenziare, tutti gli strumenti istituzionali e contrattuali (cig, contratti solidarietà ecc.) a disposizione. «Siamo arrivati ad avviso comune per utilizzare gli ammortizzatori sociali disponibili prima di arrivare a qualsiasi licenziamento» hanno dichiarato i sindacati nelle dichiarazioni fuori da Palazzo Chigi al termine della riunione.

L’accordo

Nel testo dell’accordo firmato dai sindacati e condiviso da Confindustria si legge che «le parti sociali alla luce della soluzione proposta dal Governo sul superamento del blocco dei licenziamenti si impegnano a raccomandare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che la legislazione vigente ed il decreto legge in approvazione prevedono in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro». Poi si aggiunge: «Auspicano e si impegnano, sulla base di principi condivisi, ad una pronta e rapida conclusione della riforma degli ammortizzatori sociali, all’avvio delle politiche attive e dei processi di formazione permanente e continua».

La trattativa

Il confronto a Palazzo Chigi è stata una vera trattativa, come testimoniano la durata di ore e le diverse interruzioni, almeno tre, che avrebbero permesso al Presidente del Consiglio di consultarsi riservatamente almeno con i due ministri presenti al tavolo: il ministro dell’Economia Daniele Franco ed il ministro del Lavoro Andrea Orlando. Sia pur a distanza, il confronto sarebbe stato informalmente più ampio, con un filo diretto anche con via dell’Astronomia per chiudere il cerchio con Confindustria e arrivare ad una soluzione definita ed il più possibile condivisa con le parti sociali, alla riunione prevista per mercoledì 30 giugno del Consiglio dei ministri chiamato ad approvare il decreto che proroga il blocco dei licenziamenti in modo selettivo e potenzia la cig.

Cgil, Cisl e Uil: segnale importante, ora confronto su riforme

L’accordo sul tema del blocco dei licenziamenti «è un segnale importante”. Lo dicono Cgil, Cisl e Uil dopo la riunione a Palazzo Chigi. «Stasera è un primo importante passo», spiega il segretario della Cisl Luigi Sbarra. «Viene data risposta alle tante persone che avevano preoccupazioni», sottolinea il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri. «È un risultato che risponde alla mobilitazione che c’è stata sabato, l’unità sindacale lo ha prodotto. In questa dichiarazione è previsto l’impegno per avviare il confronto per la riforma degli ammortizzatori e delle politiche attive», aggiunge il leader della Cgil Maurizio Landini.

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