francoforte

Draghi agli studenti: «Tornare alle monete pre-euro? Vi fa ridere, come a me»


Mario Draghi

2' di lettura

«Voi siete la prima generazione nata con l'euro. Quando sentite parlare chi vuole tornare alle vecchie monete, a voi viene solo da ridere. E io riderei con voi». Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi parlando con gli studenti provenienti da 10 nazioni vincitori del premio «Generation €uro Students» a Francoforte.

«Non possiamo ignorare che il processo di integrazione europea viene contestato da più parti oggi – ha detto Draghi - e che su alcuni punti non sono stati raggiunti i risultati sperati come sul tema della disuguaglianza ma possiamo affrontare queste sfide solo insieme. Per questo abbiamo bisogno di voi. È importante che partecipiate ai dibattiti, che prendiate posizioni come avvenuto sul tema del cambiamento climatico e che prendiate parte alle elezioni europee. In questo modo potrete plasmare il futuro dell'Unione».

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La maggioranza è per l’euro ma si fa sentire di più chi lo critica
«I sondaggi dimostrano che la maggior parte dei cittadini appoggia l'euro ma poi si sentono anche molte critiche e questo è dovuto al fatto che chi si fa sentire di più è chi non è felice perché chi è felice non deve ribadirlo ogni giorno». «Ho letto un'interessante indagine della banca di Francia - ha detto Draghi - secondo cui la maggior parte delle persone sostiene l'euro ma ritiene che abbia portato maggiori vantaggi ad altre nazioni anziché alla propria. Siamo dunque al solito adagio dell'erba del vicino... Questo è qualcosa su cui possiamo lavorare con il tempo rimanendo fedeli al nostro mandato. Molti di questi fenomeni peraltro dipendono anche dal fatto che siamo usciti da una crisi economica senza precedenti».

«I piani per il fututo? Davvero non lo so»
Che piani ha per il futuro Mario Draghi - il cui mandato alla presidenza della Bce scade a fine ottobre - gli chiede uno studente? «Beh, davvero non lo so, ed è vero, non sto cercando di evitare la domanda. Ho ancora sei mesi, e sono pienamente occupato dal mio lavoro. Non ho fatto piani di alcun tipo sul mio futuro, e dunque vedremo».

Euro un progetto politico, non tecnocratico
Interpellato sui momenti più significativi del suo mandato, ha citato la crisi degli spread del 2012 «quando i tassi erano ovunque alle stelle e gli spread correvano, e un sacco di persone, specie fuori Europa, pensavano che l'euro fosse morto. E poi ci fu un grosso cambiamento che i mercati sottostimarono completamente: un consiglio europeo molto importante che ha creato l'unione bancaria, mostrando l'impegno politico». Draghi ha concluso: «Tutti pensavano che l'euro fosse un’esperienza tecnocratica quando invece è un'esperienza politica in cui ha investito capitale più di una generazione di leader politici».

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