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Draghi: sull’energia le cose si muovono. Von der Leyen: sì acquisti comuni di gas

La Commissione Ue presenterà al Consiglio del 19 ottobre una proposta. Il premier: è in gioco l’unità tra di noi

di Nicola Barone

Le parole del premier Draghi dopo il Consiglio Ue

4' di lettura

«Sull’energia le cose si stanno muovendo. La Commissione presenterà al Consiglio del 19 ottobre una proposta in cui i tre elementi, tentare di diminuire i prezzi, avere un elemento di solidarietà nel meccanismo e inizio della riforma del mercato dell’elettricità, ci saranno». Così il premier Mario Draghi parlando con i giornalisti a Praga dopo il vertice informale dei leader europei.

Stando a fonti Ue informate sull’andamento della discussione al Consiglio europeo – riporta l’agenzia Radiocor –, il premier Draghi ha criticato esplicitamente la presidente von der Leyen per essere stata reticente per sette mesi sulla definizione di una proposta per fronteggiare il caro energia. Secondo tali fonti si è trattato di una critica «molto netta e strutturata sul ruolo della Commissione» in questi mesi. Sempre stando alle indiscrezioni il premier Draghi avrebbe anche detto che il ritardo accumulato per dare una risposta all’altezza della situazione ha fatto sì che attualmente la Ue si trovi di fronte al rischio di una recessione.

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Von der Ledyen: acquisti comuni sul gas

Intanto, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha detto al termine del Consiglio che «vi è grande sostegno tra i leader Ue sul fatto che dopo la primavera è cruciale arrivare ad acquisti comuni sul gas, per avere un potere di acquisto comune».

«Dobbiamo proteggere il nostro mercato unico ed evitare la frammentazione e su questo c’è una visione comune» ha detto von der Leyen, aggiungendo: «Stiamo cercando nuovi finanziamenti per il Repower Eu». La presidente ha anche aggiunto che «nei prossimi giorni» saranno stanziati «altri due miliardi» nell’ambito dell’assistenza macro-finanziaria all’Ucraina.

In Germania grande conferenza ricostruzione Ucraina

Allo stesso tempo si sta tornando a parlare di ricostruzione, a guerra finita. «Ci sarà una grande conferenza in Germania per un piano di ricostruzione. Sull’Ucraina c’è grande unità, molti si sono lamentati per una propaganda russa nei loro Paesi più aggressiva», annuncia Draghi. Il vertice informale ha ribadito il supporto dei 27 all’Ucraina riaffermando che l’impegno per aiuti finanziari e militari a Kiev «continuerà».

«Curiosità sul futuro governo, non preoccupazione»

Quanto alla possibilità che dai partner europei siano state espresse riserve sul futuro governo, Draghi esclude ogni ipotesi. «Quando c’è un cambio di governo c’è molta curiosità, ma non preoccupazione. C’è rispetto della scelta degli italiani e curiosità di sapere quale sarà l’evoluzione del governo, ma in politica estera la linea dell’Italia dovrebbe essere invariata».

Nessuna dichiarazione finale al vertice

Dunque al termine del vertice informale europeo a Praga non arriva alcuna dichiarazione finale scritta. In merito al dossier energia, alcune fonti spiegano come sarà il Consiglio europeo del 20 ottobre a tornare, con delle conclusioni, sull’argomento. Nel suo intervento introduttivo sul dossier energia il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, ha sottolineato tre punti chiave richiamati anche da Draghi. Si tratta del tema delle forniture, quello della riduzione della domanda, e naturalmente l’andamento dei prezzi. Il vertice di Praga, spiegano le stesse fonti, ha avuto lo scopo di «individuare una convergenza». Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha riproposto i suoi dubbi sul price cap in relazione al rischio di mettere in discussione la sicurezza degli approvvigionamenti di gas. «Siamo d'accordo nel dire che i prezzi sono troppo alti e dobbiamo discutere con Norvegia, Usa, Corea del Sud e Giappone sul modo in cui possono essere ridotti», ha rilevato. Affinchè i prezzi del gas diminuiscano occorre affrontare il problema «collettivamente». E «ci sono indicazioni diverse e occorre ancora lavorare molto per verificare l’utilità del price cup».

Scholz: piani per caro energia pure in Italia e altri Paesi

Piani “simili” allo scudo di aiuti da 200 miliardi di euro varato da Berlino «sono previsti anche altrove o già attuati, ad esempio in Italia, Spagna, Francia, Paesi Bassi» secondo quanto riferito dal cancelliere tedesco Olaf Scholz al termine del vertice informale Ue a Praga. Con Pedro Sánchez e António Costa, primi ministri rispettivamente di Spagna e Portogallo, si incontreranno il prossimo 14 ottobre a Berlino per parlare di approvvigionamento energetico, in particolare del sempre più discusso gasdotto MidCat. L’incontro, annunciato oggi, si svolgerà a margine del Congresso dei socialisti europei, previsto per i prossimi 14 e 15 ottobre nella capitale tedesca, e servirà anche per preparare il vertice del Consiglio europeo dei prossimi 20 e 21 ottobre a Bruxelles.

Portogallo: valutare gasdotto Barcellona-Livorno

Il MidCat è il gasdotto che dovrebbe attraversare i Pirenei e che ha recentemente incassato il sì esplicito del governo tedesco, ma che non piace a Macron, il quale lo considera poco utile per la risoluzione nell’immediato dell’attuale crisi energetica, concetto ribadito anche ieri, 6 ottobre, durante la prima riunione della Comunità politica europea, a Praga. A sua volta, in una recente intervista rilasciata all’agenzia Lusa, il portoghese Tiago Antunes, Segretario di stato per gli affari europei, aveva affermato di credere ancora nella possibilità di convincere la Francia, ma aveva anche ammesso l’esistenza di una valida alternativa: il collegamento marittimo fra la Penisola iberica e l’Italia attraverso un gasdotto Barcellona-Livorno, sul quale esiste già un protocollo, firmato fra l’iberica Enagás e l’italiana Snam, per studiarne la fattibilità. I gasdotti in questione non sarebbero necessariamente l’uno alternativo all’altro e potrebbero rivelarsi asset vantaggiosi anche nella transizione dal gas all’idrogeno verde.

Sì di Draghi alla proposta Gentiloni-Breton su Sure

Infine consonanza viene segnalata dal presidente del Consiglio sulla idea di Gentiloni e Breton relativa a Sure. «Proposte simili c’erano anche cinque o sei mesi fa. È una proposta molto naturale, tanto più dopo la decisione tedesca. quello che serve per mettere tutti i Paesi, sia quelli che hanno spazio fiscale sia quelli che non ne hanno, su un livello uguale».

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