danza

«Dreamers», finalmente idee e visioni d’autore da Aterballetto

di Silvia Poletti


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2' di lettura

Presentato in prima assoluta a Oriente Occidente il trittico Dreamers è la produzione centrale della stagione per Aterballetto, che con il nuovo management Gigi Cristoforetti - Sveva Berti si impegna a ribadire il primato produttivo in ambito nazionale e la volontà di evoluzione artistica anche con iniziative cameristiche diffuse come il ciclo In/finito, incontri tra assoli di danza e foto d'autore che sta facendo il giro d' Europa.

Quando però si parla di una compagnia di danza – e ATB lo è davvero per omogeneità stilistica, attacco dinamico, affiatamento degli interpreti- tutto il resto diventa corollario alla prova teatrale, l'unica occasione vera per capire lo stato dell'arte.

Philippe Kratz
I tre titoli presentati a Rovereto ( due dei quali novità) confermano la sua vocazione alla danza/danza che traduce in linguaggio corporeo disciplinato e dinamico idee e visioni d'autore. Interessante poi che due nomi siano pressocchè nuovi. Lo è Philippe Kratz, fascinoso solista di ATB da qualche tempo alla prova anche come coreografo. Segnalazioni e apprezzamenti sono già nel suo curriculum, ma Kratz - trentunenne- procede con cautela nell'esercitarsi con le variabili della composizione. Come fa in Cloud/Materia, novità per l'intera compagnia su base elettronica di Bordeline Order in cui forgia meticolosamente soli e duetti che emergono e si fondono nel gruppo, con un flusso di movimento che senza soluzione di continuità da liquido si trasforma in scultoreo.

Rihoko Sato, strepitosa complice artistica del coreografo Saburo Teshigwara è nome ancora più nuovo. Debutta infatti nella coreografia con questo Traces che sposa molteplici influenze: la cultura giapponese, la lezione di Teshigawara e la sensibilità femminile. Struggente ed evocativo, dominato da improvvise apparizioni di figure che emergono dal buio di un evidente vissuto, Traces si dipana con un afflato lirico sorprendente quanto desueto, che impone ai solisti ( Ina Lesnakovski in evidenza) un nuovo approccio al movimento, a tratti quasi impalpabile.

Ai due nuovi lavori, cui è comunque utile un editing, si accosta un pezzo corale di Ohad Naharin. E' la seconda volta nella sua storia che ATB prende in repertorio un pezzo dell'israeliano. Secus, già affidato a varie compagnie nel mondo, è esempio dell'attuale vitalismo della sua danza. Interessante vederlo declinato dagli italiani: guizzanti e nervosi, appena un po' “trattenuti” nel rendere il gesto viscerale che Ohad vuole sgorgato dall'interiorità. Ma ci sarà tempo per “liberarsi”.

Dreamers
Teatro delle Muse, Ancona 10 novembre
Espace Malraux Chambéery, 4-5 dicembre
Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia 11 gennaio 2020
Teatro Bonci, Cesena 20 marzo 2020

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