startup

Driiin porta a casa l’esperienza delle botteghe enogastronomiche del territorio

Il sito di e-commerce è già operativo a Bologna punta ad espandersi in Emilia Romagna e poi a Roma e Torino

di Gianni Rusconi

3' di lettura

L'idea è nata fra la primavera e l'estate, a metà ottobre il progetto era già online e tecnicamente si presenta come un marketplace del food che assicura consegne a domicilio entro le 24 ore; con un vantaggio, per i suoi utenti, sicuramente non indifferente: poter fare la spesa online nelle botteghe alimentari della propria città, centralizzando il pagamento e accorpando in un'unica spedizione gli acquisti effettuati in negozi diversi. Driiin (con tre “i”), questo il suo nome, è attivo al momento solo su Bologna ma vuole essere qualcosa che va ben oltre la classica piazza virtuale dove ordinare alimenti di vario genere.

La caratteristica che lo distingue da altri servizi di e-commerce e delivery, come dicono i suoi fondatori, è innanzitutto quella di puntare sia sulla componente prodotti che sui negozi, valorizzando l'unicità di questi ultimi e la qualità dei primi e cercando di metterne in evidenza il forte legame con il territorio di appartenenza. Il resto lo fanno una piattaforma tecnologica sviluppata “in house” (continuamente in evoluzione) e un'organizzazione logistica che per le consegne (evase a partire da 12 ore dall'ordine) fa leva su driver dipendenti muniti di bici cargo attrezzate per la conservazione dei prodotti alimentari.

Loading...

Driiin è di fatto un'alternativa - semplice e veloce da utilizzare, dicono i diretti interessati - all'offerta della grande distribuzione e a quella di realtà che operano da intermediari su scala industriale al fianco dei supermercati. Un portale multifunzione, in buona sostanza, che ha l'ambizione di essere una sorta di storytelling fra le tradizioni e i sapori più caratteristici di una città, attraverso le storie (e quindi persone e luoghi, oltre che prodotti) delle sue botteghe artigianali.

La comunità del marketplace è infatti alquanto eterogena ed esprime l'offerta di 20 fra le principali insegne dell'enogastronomia cittadina: forni, salumerie, pescherie e macellerie, frutta e verdura, drogherie, enoteche e anche pasticcerie, per complessive oltre 3mila referenze disponibili a catalogo. Entro la fine di aprile l'idea è di arrivare a una quarantina di negozi mentre entro giugno saranno coinvolti anche i principali esercizi della provincia, con l'obiettivo di coprire il 100% della fascia alta dell'offerta di prodotti artigianali dell'area bolognese.

A dar vita a Driiin ci hanno pensato, con capitali propri, Alessandra Anguillari (che ricopre la carica di Ceo), Roberto Melloni, Francesca Fazioli, Manuele Fanti e Luca Marchesi, imprenditori con alle spalle una lunga esperienza nel settore enogastronomico e tecnologico.

L'obiettivo del primo anno di vita è quello di estendere il servizio in altre province italiane (due dell'Emilia-Romagna e successivamente Roma e Torino) e di scalare velocemente tra i primi operatori italiani nel settore della spesa a domicilio, con l'idea di diventare (da qui a cinque anni) il principale punto di riferimento a livello nazionale per gli acquisti online di food legati a sapori e tradizioni alimentari locali.

Nel medio termine, invece, sono due le tappe fissate dai founder di Driin: avviare fra sei/nove mesi una raccolta fondi per dare continuità allo sviluppo del progetto e implementare in parallelo le potenzialità del software per offrire ai negozi nuovi servizi digitali a pagamento basati sull'analisi dei dati. La piattaforma, infatti, è pensata per essere un grande contenitore di informazioni relative alle abitudini di acquisto dei consumatori e per operare come strumento dinamico per gestire in autonomia attività di marketing e promozione profilate su misura. Molto più di un normale e-commerce del cibo, insomma.

Per “attirare” i consumatori sulla piattaforma, la startup si accolla i costi di consegna, non aggiunge alcun ricarico sui prodotti (i prezzi sono gli stessi del negozio) e mette a disposizione un sistema attraverso il quale si paga la spesa online con carta di credito o debito, un account PayPal e (prossimamente) anche l'app di Satispay.

Il modello di business si regge sulla sottoscrizione da parte dei negozi aderenti di un abbonamento annuale (variabile, a partire dal primo rinnovo, in funzione dei servizi utilizzati e in particolare delle personalizzazioni delle attività di comunicazione e advertising) che prevede un fisso mensile di 25 euro e una percentuale del 10% sul valore degli ordini ricevuti e processati attraverso la piattaforma. Dal “kick off” dell'attività scattato il 14 ottobre, come conferma Anguillari al Sole24ore, le transizioni sono aumentate del 7% settimana su settimana e al 31 dicembre gli ordini ricevuti sono stati poco meno di 800, per un valore complessivo di circa 33mila euro.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti