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Droni intelligenti, sensori di rete e app per monitorare l’aria: i vincitori di Next Energy

di Alberto Magnani

(© Jim West)

2' di lettura

Droni guidati a distanza da un algoritmo, con precisioni nell'atterraggio nell'ordine dei centimetri (Drone Radio Beacon). Un'infrastruttura per la raccolta di dati integrata alle reti di Terna (Ribes Tech). Soluzioni per il monitoraggio della qualità dell'aria (SenseSquare). Sono i tre progetti sul podio di Next Energy, il concorso ideato da Terna e Fondazione Cariplo con il supporto di Polihub, l'incubatore di startup del Politecnico di Milano. Il bando, lanciato per promuovere l'innovazione imprenditoriale in ambito elettrico, ha scremato 10 finalisti (su 200 candidature ricevute) dopo un percorso di accelerazione della durata di sei mesi. I vincitori incasseranno ora un voucher del valore di 50mila euro per il primo classificato, 30mila euro per il secondo e 20mila euro per il terzo.

Dagli algoritmi per il volo alle app di controllo dell'aria
Circa il 70% delle candidature pervenute riguardava progetti nella smart grid (le reti intelligenti) e nello storage (l'immagazzinamento di energia), a riprova della vocazione innovativa delle startup che hanno tentato la via del concorso. Il dettaglio dei progetti vincenti? La prima classificata, Drone Radio Beacon, ha ideato un un sistema per il volo automatico dei droni in maniera complementare al Gps, composto da stazione di terra (pad) e un dispositivo integrato al drone. La stazione di terra dialoga con il ricevitore a bordo del velivolo e, attraverso un algoritmo, riesce a indirizzarlo con precisione. Ribes Tech, seconda sul podio, progetta una rete di sensori applicati ai tralicci e capaci di raccogliere dati interessanti, come temperatura e velocità del vento, che saranno poi comunicati via radio a un server. SenseSquare, terza, propone un sistemi di monitoraggio della qualità dell'aria che consentano ai cittadini di verificare le condizioni dell'ambiente circostante con un portale Web o un'applicazione mobile. Una menzione ad hoc è poi andata a Cleveral, che ha progettato un sistema di sensori e machine learning per per individuare anomalie nel comportamento strutturale dei sostegni.

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Mainetti (PoliHub): «Facciamo fatica ad essere ambiziosi»
Ora le startup dovranno misurarsi con il mercato, il vero banco di prova dopo il periodo di accelerazione. Stefano Mainetti, Ceo di Polihub, invita alla prudenza sul futuro delle imprese promosse dal bando. Un conto è la qualità scientifica del progetto, un conto la costruzione di un modello di business capace di trasformarle in imprese. «Un anno di accelerazione permette di affinare l'idea e verificare il modello di business. Ma ora serve un team per mettere a punto un go-to-market» dice Mainetti. Ed è qui che rischia di emergere uno dei principali scogli italiani: la carenza di finanziamenti, l'handicap che costringe a «volare basso» le imprese italiane. Non solo quando si parla di tecnologie e innovazione: «Ora si stanno muovendo dei fondi di investimento, ma purtroppo gli slot finanziari sono piccoli e non permettono di pensare in grande – dice Mainetti - Se anche l'investitore tende a sotto-finanziarti fai fatica ad essere ambizioso».

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