LE AUTO DELLA SETTIMANA

Ds7 Crossback, il suv di lusso alla francese

di Massimo Mambretti


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3' di lettura

Prima di tutti l’ha provata, anche se sedendosi sui sedili posteriori, Emmanuel Macron nella sfilata sulle strade parigine che ha preceduto l’insediamento all’Eliseo del nuovo presidente francese. Un battesimo consono all’ambizione della Ds7 Crossback di proporsi come primo suv premium transalpino con il palese obbiettivo di sfidare le case tedesche. Dopo l’illustre tester, l’abbiamo provata anche noi sulle strade e nei dintorni di Parigi.

Nel suo habitat, ovvero le strade anziché i set allestiti per il reveal o i saloni in cui ha debuttato staticamente, l’ultima nata di casa Ds si presenta con proporzioni azzeccate e vesti gradevoli, sebbene non esenti da ispirazioni tratte anteriormente e posteriormente da competitor come le analoghe Audi (il posteriore richiama la Q5) o destinati a soddisfare anche i gusti del pubblico asiatico. Una platea che intende conquistare partendo dalla Cina dove sarà prodotta parallelamente alla Francia. Infatti, il design della carrozzeria definisce lineamenti sia consoni al concetto di suv sia tratti ricercati ma, nel caso di alcuni versioni, è integrato da molte sfavillanti cromature tanto gradite ai gusti asiatici. Alcuni dettagli un po’ troppo elaborati si ritrovano anche nell’abitacolo, molto ampio in rapporto alla lunghezza di 4,57 metri e alla larghezza di 1,89 metri della Ds7 Crossback. Infatti, lo spazio abbonda sia davanti sia dietro, grazie anche all’assenza del tunnel della trasmissione.

Le sue dimensioni sono superiori a quelle della media della categoria di appartenenza. L’ambiente propone una plancia di grande impatto, ma che non brilla a livello di organizzazione dei comandi. L’arredamento è assemblato con cura e assume personalità differenti in funzione degli abbinamenti cromatici nonché dell’esteso impiego di Nappa, Alcantara, alluminio e, persino, cristallo. Il risultato si traduce in cinque ambientazioni: Bastille, Rivoli, Faubourg, Opéra e Performance Line. Tutte virano anche verso l’hi-tech, grazie ai display da 12,3” della strumentazione e da 12” del sistema di infotainment ai quali, in alcuni casi, si aggiunge lo “smartwatch” che appare sopra la plancia quando si avvia il motore.

Questi temi offrono anche tante soluzioni rivolte al confort che, in alcuni casi, includono anche il divano posteriore regolabile elettricamente, i sedili anteriori con funzione massaggio e le sospensioni predittive, che adeguano l’assetto in base ai dati raccolti da una telecamera che rileva quali sconnessioni affronterà la vettura. A prescindere da ciò, l’equipaggiamento include sempre alcuni sistemi d’ausilio alla guida. Tra gli optional ci sono dispositivi che generano la guida semiautonoma attiva sino a 180 all’ora, il Night Vision a infrarossi, il controllo della motricità sui fondi scivolosi e i fari full led adattivi, ma anche dispositivi spesso di serie su vetture di categoria inferiore.

In attesa della versione E-Tense ibrida plug-in a trazione integrale da 300 cv che arriverà nel 2019, una variante che in alternativa a quella full-electric sarà sempre presente in tutte le famiglie delle future Ds, la Crossback debutta a prezzi che vanno da 31mila a 41.550 euro. È in vendita negli allestimenti SoChic, Business e Grand Chic con i motori turbo a iniezione diretta di benzina da 180 e 225 cv, oltre che con i turbodiesel da 130 e 180 cv che, al pari di quelli a benzina, si interfaccia di serie con il cambio automatico a otto marce.

Basata sull’architettura Mp2 della 3008 ma con sospensioni posteriori a bracci multipli anziché ad assale torcente, la Ds7 Crossoback su strada prospetta un ottimo rapporto fra confort, tra l’altro davvero di alto livello, e comportamento. Infatti, si muove con naturalezza anche tra le curve, pur non nascondendo di volere assecondare la gradevolezza della guida soprattutto nei trasferimenti autostradali dove, tra l’altro, il confort non è mai intaccato dai fruscii e dalla tonalità del motore. Quest’ultimo svolge il suo compito con spontaneità in ogni situazione e sfodera un’apprezzabile verve quando si utilizza la configurazione vettura più sportiva che, però, provoca anche un inutile aggravio di sforzo sul volante.

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